Skip to main content

L’acuto e navigato Francesco Damato nel suo articolo di ieri analizza i momenti della crisi di governo alla luce delle voci, dei si dice, dei retroscena, che storicamente accompagnano la liturgia del cambio della guardia a Palazzo Chigi. Non sottraendosi a graffiare il presidente del consiglio uscente, per l’inusuale prassi (scorretta?) delle consultazioni parallele, spiega come potrebbe maturare la scelta di Mattarella su Gentiloni o su altro papabile, quale presidente incaricato, non trascurando un possibile ritorno in gioco di Renzi. Un reincarico che però farebbe perdere la faccia al presidente dimissionario, postosi sempre come elemento della diversità.

Damato ha voluto ricordare a tale proposito che nella storia politica del nostro paese essa non ha portato molta fortuna a illustri leader, tra cui Enrico Berlinguer. Ma poi quale diversità? Quella di aver sostituito il suo rampante e spregiudicato riformismo con il becero trasformismo? Oppure quella della notte dei risultati del referendum, dove si presentò con sobrietà agli astanti, assumendosi la piena responsabilità della pesantissima sconfitta, per cambiare totalmente registro il giorno dopo alla direzione del PD, dove si ascoltò solo il verbo del capo, zittendo addirittura in modo inconsueto e meschino il senatore Tocci, che aveva chiesto la parola?

Ecco, questo è il renzismo di cui una parte d’Italia si è alimentata emotivamente, ed è ancora convinta di essere dalla parte della modernità che avanza, senza rendersi conto che Renzi sta giocando una partita sua e solo sua. A lui non interessa il partito a vocazione maggioritaria o da condividere con altri, lui vuole il suo partito. Lo sviluppo del Paese è relativo, e non fa drammi se dal Mezzogiorno d’Italia il referendum ha ricevuto il 70% dei NO: ovvia reazione al triste primato dell’indigenza della gente del Sud, dove circolano statistiche che danno una famiglia su due in povertà o quasi. La storia odierna delle consultazioni parallele a palazzo Chigi, mentre il Capo dello Stato svolge faticosamente quelle ufficiali, è la conferma che Renzi sta giocando la sua partita, senza guardare a tutto il resto, se non ad accrescere il suo potere con le caselle da occupare nel governo e nel sottogoverno. La conquista del potere come affermazione del proprio ego: ipertrofia narcisista.

La vicenda referendaria sta lì a dimostrarlo. Non una sola riunione per analizzare il voto di domenica scorsa, non un confronto nei talkshow, pur da lui frequentati per tre quarti della giornata prima della consultazione referendaria, ma una rapida rimozione, per passare immediatamente al prossimo obiettivo che è quello di riconquistare il partito, e se non ci riuscirà, ognuno per la propria strada. E qui si capisce che in lui non c’è un progetto di governo per il nostro Paese, ma soli titoli di alcuni capitoli che potrebbero essere scritti da chiunque e ovunque.

Ecco la vera strategia di Matteo Renzi con Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi

L’acuto e navigato Francesco Damato nel suo articolo di ieri analizza i momenti della crisi di governo alla luce delle voci, dei si dice, dei retroscena, che storicamente accompagnano la liturgia del cambio della guardia a Palazzo Chigi. Non sottraendosi a graffiare il presidente del consiglio uscente, per l’inusuale prassi (scorretta?) delle consultazioni parallele, spiega come potrebbe maturare la scelta…

Natale magico con Collégien

Da piccina i momenti dell’anno che aspettavo con più entusiasmo erano il mio compleanno e Natale. Ma se avessi dovuto scegliere credo che avrei sempre optato per il Natale, crescendo la situazione non è mai cambiata e non ho mai smesso di credere che Babbo Natale sarebbe caduto giù dalla cappa del mio camino.L’albero di Natale lo facevo sempre in…

Virginia Raggi con Papa Francesco alla celebrazione dell'Immacolata Concezione

Che cosa (non) si è detto nel summit dei sindaci in Vaticano sui rifugiati

Si è tenuto venerdì e sabato in Vaticano il summit “Europa: i rifugiati sono nostri fratelli e sorelle”. Location dell’evento, la Casina Pio IV. Organizzatore, la Pontificia accademia delle Scienze. Il menù prevedeva gli interventi di decine di sindaci europei (da 12 a 20 i minuti concessi a ciascuno), mentre l’obiettivo finale, come si legge sul sito della Pontificia accademia…

Come è nato l'incarico a Paolo Gentiloni di formare il nuovo governo

In attesa della notizia, prontamente arrivata di prima mattina, della convocazione al Quirinale del ministro uscente degli Esteri Paolo Gentiloni Silveri, che il presidente del Consiglio dimissionario e segretario del Pd aveva fatto indicare dalla delegazione del suo partito al capo dello Stato per la formazione del nuovo governo, il più visibilmente contiguo al suo, ero andato a leggermi all’alba,…

MATTEO RENZI

Buona notte da Pontassieve tra figli e scatoloni. Firmato: Matteo Renzi

Torno a Pontassieve, come tutti i fine settimana. Entro in casa, dormono tutti. Il gesto dolce e automatico di rimboccare le coperte ai figli, un'occhiata alla posta cartacea arrivata in settimana tanto ormai con internet sono solo bollette, il silenzio della famiglia che riposa. Tutto come sempre, insomma. Solo che stavolta è diverso. Con me arrivano scatoloni, libri, vestiti, appunti.…

Mattarella, Gentiloni e il totoministri

Il capo dello Stato ha nel nostro Paese alcune prerogative che neppure la riforma di Matteo Renzi avrebbe modificato. A maggior ragione dopo l'esito referendario, il Quirinale resta arbitro attivo della crisi istituzionale. Non sappiamo se certe manovre in favore dei media siano state apprezzate ma leggere non solo quale sarà il presidente del Consiglio incaricato ma anche la formazione…

Vi racconto errori e omissioni su Mps. Parla Seminerio

Consultazioni al Quirinale e caso Montepaschi: in queste ore sono i temi che tengono banco nel dibattito politico ed economico, singolarmente e in combinazione tra di loro. Una cosa è certa: il governo che si appresta a nascere avrà sul tavolo il dossier relativo all’istituto di credito senese e dovrà occuparsene. Alla svelta. Del futuro, e del recente passato di…

Chi è Rex Tillerson, il ceo di Exxon in buoni rapporti con la Russia che guiderà la diplomazia di Trump

Due persone vicine al transition team di Donald Trump hanno rivelato al New York Times, alla NBC e alla CNN, che il presidente eletto potrebbe proporre il posto di segretario di Stato a Rex Tillerson (i due sabato mattina si sono incontrati per la seconda volta in questa settimana). Il Wall Strett Journal scrive che Tillerson è il primo della…

Cosa cambia per l'Europa e l'Italia con Donald Trump alla Casa Bianca

Con l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti torneremo all’anno zero del commercio internazionale? I timori per un revival protezionista sembrerebbero più che giustificati, stando alle promesse effettuate in campagna elettorale dal candidato repubblicano. Trump non ha solamente messo in discussione gli accordi di libero scambio attualmente in via di negoziazione o di ratifica, come la Transatlantic trade…

g7 energia, alberto clò

Cosa penso delle idee di Donald Trump su energia e clima

Mi è stato chiesto se la vittoria di Donald Trump possa significare una battuta d’arresto nell’attuazione dell’accordo di Parigi sottoscritto dall’universo mondo circa un anno fa. Quel che farebbe presupporre che esso abbia effettivamente significato una svolta storica nelle politiche climatiche e non, come a me sembra, un insieme di buone intenzioni condite con molta retorica senza alcuna decisione concreta,…

×

Iscriviti alla newsletter