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La possibilità di ottenere copia di documenti è un livello minimo di trasparenza, appena raggiunto in Italia dopo mille difficoltà, ma per nulla sufficiente ad assicurare un grado di conoscenza della pubblica amministrazione adeguato a operare un controllo sociale diffuso sulla sua attività.

Poter avere una copia del bilancio di una grande società partecipata dello Stato o del provvedimento con cui si bandisce la gara per la costruzione di una strada o si decide dove localizzare una discarica pubblica può essere utile per gli addetti ai lavori, per le inchieste giornalistiche o per le associazioni civiche ma non è lo strumento attraverso il quale il cittadino può controllare direttamente i propri governanti e i propri amministratori, valutando il modo in cui viene utilizzato il denaro pubblico.

LA SFIDA DELLA TRASPARENZA

Questo livello di controllo, basato sull’accesso, presuppone che il cittadino conosca l’esistenza del documento, che si scomodi a chiederne copia all’amministrazione e che poi sia in grado di comprenderne il contenuto. Sono necessarie facilità di accesso e di comprensione. Per questo non basta che i dati siano pubblici ma è fondamentale che siano pubblicati, comprensibili e confrontabili. È questa la vera sfida della trasparenza come strumento di controllo sociale diffuso e di coinvolgimento della comunità nel controllo delle scelte politiche e amministrative. Tutti i dati, le informazioni, i documenti delle amministrazioni devono essere pubblicati al fine di consentirne un accesso libero, immediato, disintermediato.

LA “CASA DI VETRO” DELL’AMMINISTRAZIONE

L’amministrazione come «casa di vetro» attraverso cui ogni cittadino può guardare, immagine cara a Filippo Turati, è tale solo se il cittadino, per affacciarsi, non ha bisogno di chiedere ad alcuno il permesso di aprire le tende. La casa di vetro oggi non è più un utopico obiettivo da raggiungere nel tempo, ma una scelta politica immediatamente realizzabile attraverso un facile utilizzo della variabile tecnologica. Il web e il sistema degli open data aprono straordinarie possibilità di conoscenza, consultazione e confronto tra dati e notizie. È il sistema dell’open government secondo cui lo Stato e tutti i soggetti pubblici devono pubblicare online tutte le informazioni a essi relative utilizzando un formato aperto.

L’ESEMPIO AMERICANO

Significativi, in questo senso, sono sia il Memorandum for the Heads of Executive Departments and Agencies on Transparency and Open Government (2009) del presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama, sia l’Open Government Directive dell’8 dicembre 2009 incentrata sui principi di trasparenza, partecipazione e collaborazione, nella quale si stabilisce che, «fin dove possibile e sottostando alle sole restrizioni valide, le agenzie devono pubblicare le informazioni online utilizzando un formato aperto che possa cioè essere recuperato, scaricato, indicizzato e ricercato attraverso le applicazioni di ricerca web più comunemente utilizzate. Per formato open si intende un formato indipendente rispetto alla piattaforma, leggibile dall’elaboratore e reso disponibile al pubblico senza che sia impedito il riuso dell’informazione veicolata». È stato dato seguito a tale normativa sul sito internet Data.gov, nato nel maggio del 2009, che contiene in un portale unico tutte le informazioni pubblicate dagli enti statunitensi in formato aperto, al fine di renderle disponibili ai cittadini e alle imprese, incrementando la trasparenza e il coinvolgimento di tutti gli stakeholder alla vita pubblica. I siti delle singole amministrazioni statunitensi contengono poi dati e informazioni e forniscono applicazioni, spesso sviluppate dagli stessi cittadini, che consentono la loro rielaborazione. È proprio questo l’aspetto fondamentale dell’open government.

L’ACCESSO AI CITTADINI

Attraverso app intuitive e di facile utilizzo i cittadini possono elaborare le informazioni e confrontare i dati delle diverse amministrazioni. È facile sapere quanto costa lo stesso bene in diverse zone del territorio o quanto spendono in determinati beni le diverse amministrazioni. Ogni elaborazione è possibile, con l’unico limite della fantasia. In questo modo si realizza un modello orizzontale di partecipazione che consente un controllo non intermediato della cosa pubblica. Un controllo diretto, globale e semplice da realizzare. Alla base di questa costruzione stanno gli open data. I set di dati aperti e resi disponibili dalle amministrazioni in favore dei cittadini.

LA POSIZIONE ITALIANA

Nel 2015 l’Italia si è classificata al diciassettesimo posto al mondo nel Global Open Data Index, la classifica mondiale della trasparenza dei dati e ha guadagnato otto posizioni rispetto all’anno precedente quando si era classificata solo al venticinquesimo posto.3 I risultati riguardo alla pubblicazione dei dati relativi agli appalti pubblici e alla legislazione sono stati estremamente positivi, non altrettanto può dirsi di quelli relativi alla spesa pubblica.

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