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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concluso la sua visita di Stato in Giappone (a cui è dedicata l’edizione di questa settimana di “Indo-Pacific Salad”) con un discorso di forte impatto pronunciato a Hiroshima, città simbolo della devastazione nucleare. Dal Memoriale della Pace, rivolgendosi agli hibakusha — termine giapponese che indica i sopravvissuti alla bomba — Mattarella ha lanciato un severo monito contro la normalizzazione della minaccia atomica, chiamando direttamente in causa la Russia.

La reazione di Mosca è arrivata oggi, puntuale come già in passato: la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha accusato Mattarella di “menzogne e disinformazione”, negando che la Russia abbia mai minacciato l’Europa con armi nucleari. Questo scontro diplomatico aggiunge peso politico alle parole del Capo dello Stato e consolida ulteriormente la collocazione strategica dell’Italia nel quadro della sicurezza occidentale. Come rifletteva il prefetto Massimo Bontempi, le parole del Presidente della Repubblica hanno colpito ancora una volta nel cuore la narrazione russa, smontandone un pilastro della minaccia indirettamente posta contro l’Europa e collegata alla guerra in Ucraina.

Nel suo discorso, Mattarella ha denunciato quella che ha definito una “rinnovata e pericolosa retorica nucleare” da parte di Mosca, facendo riferimento al blocco delle trattative sul Trattato di non proliferazione, al ritiro russo dal trattato che vieta i test nucleari e alle minacce indirette contro l’Ucraina. L’appello a un’azione urgente e collettiva da parte delle potenze nucleari si è intrecciato con l’eredità simbolica di Hiroshima e con l’impegno italiano a favore di un ordine internazionale fondato sulle regole.

Sebbene l’intento di Zakharova fosse quello fosse quello di screditarlo, l’attacco diretto da parte di Mosca finisce per amplificare la portata del suo messaggio, rafforzando il racconto di una campagna ibrida martellante che la Russia ha messo in atto contro l’Italia, mentre Roma lavora in sintonia con i partner europei più attenti ai rischi di tali minacce — comprese quelle legate alla disinformazione anche sulla deterrenza nucleare.

L’intervento di Mattarella si inserisce peraltro nella linea diplomatica che l’Italia mantiene con coerenza dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina: pieno sostegno al diritto internazionale, distinzione netta tra aggressore e aggredito, e opposizione a ogni ambiguità strategica. Il messaggio presidenziale, espresso in un tono solenne e istituzionale, riafferma anche la cautela italiana nell’evitare narrazioni esclusivamente militariste, una posizione che ha precise implicazioni.

La posizione espressa a Hiroshima – e ancora prima a Marsiglia – è coerente con quella della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un quadro di crescente sinergia istituzionale tra il Quirinale e Palazzo Chigi. Questo allineamento ha un ruolo fondamentale nel definire la risposta italiana a tre snodi cruciali: il rafforzamento della difesa europea, il sostegno all’Ucraina e la gestione dei rapporti con la nuova amministrazione Trump.

In un panorama geopolitico sempre più instabile, la leadership di Mattarella rappresenta un fattore di stabilità. La sua credibilità internazionale e la coerenza dei suoi principi hanno rafforzato la coesione della politica estera italiana, offrendo al governo Meloni un punto di riferimento durante decisioni complicate. Mosca lo sa, per questo attacca il Quirinale e la presidenza, cercando di sfruttare vulnerabilità e spazi tra chi accede alla narrazione filo-russa – anche attaccando Mattarella.

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