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Il governo torna in manovra sul fisco. Sul taccuino di Giancarlo Giorgetti e Maurizio Leo, ministro e viceministro dell’Economia, ci sono due annotazioni. Primo, un nuovo taglio dell’Irpef, il più focalizzato possibile sul ceto medio e, secondo, una quinta rottamazione delle cartelle esattoriali per provare a sgonfiare il mastodontico magazzino dormiente da 1.100 miliardi. Ad aggiornare la tabella di marcia ci ha pensato lo stesso Leo, nel corso dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario tributario, alla Camera.

Primo punto, i lavori della commissione incaricata dal Tesoro per individuare il monte-cartelle che sarà possibile smaltire tramite una riscossione parziale, anche a mezzo rottamazione, misura fortemente invocata dalla Lega. “Adesso abbiamo il presidente Benedetti (Roberto, ndr) che sta facendo tutta una ricognizione e all’esito di quello che ci dirà faremo tutte le opportune valutazioni. Penso che entro fine mese, sicuramente, ci daranno dei riscontri”. Altra questione, la nuova sforbiciata all’Irpef, dopo il primo taglio al cuneo nel 2024 e la riduzione a tre delle aliquote. Leo però non si è sbilanciato, dal momento che le risorse per finanziare il nuovo allentamento fiscale sono ancora tutte da individuare. “Vediamo le risorse e come si può fare”, ha chiosato il viceministro con i cronisti che lo braccavano nella Sala della Regina di Montecitorio.

Di sicuro, mentre il governo lavora sul versante fiscale, il rapporto tra amministrazione e contribuenti va migliorando. Per stessa ammissione del viceministro, “i primi due mesi del 2025 hanno visto una riduzione del contenzioso tributario con la contrazione del 19% dei nuovi giudizi incardinati rispetto allo stesso periodo del 2024. Questi risultati sono conseguenza del concordato biennale e della cooperative compliance che hanno introdotto un approccio ex ante nel rapporto tra fisco e contribuente”.

Giorgetti, invece, nel corso del suo intervento alla cerimonia, ha toccato il tema della riforma della giustizia tributaria, la quale “con l’istituzione del magistrato professionale, è una garanzia soprattutto per il cittadino, di una sua sempre maggiore autonomia e indipendenza e dovrà allineare la giustizia tributaria ai principi del giusto processo e supportare l’intero sistema Paese, favorendo la competitività e l’attrattività per gli investitori esteri”. Giorgetti ha sottolineato che la giustizia tributaria, “da sempre, vanta i tempi di definizione migliori rispetto a tutte le altre, perfettamente in linea con le tempistiche previste dalla normativa europea e in linea con l`impegno riformatore del Governo volto a garantire al contribuente un sistema fiscale certo, trasparente e semplificato”.

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