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Fine luglio scoppietante per Acea: tra lo sbarco in Campidoglio di Virginia Raggi, le polemiche sulle tariffe e i cambiamenti in vista nella compagine azionaria, la partecipata capitolina dell’acqua e dell’energia sta vivendo giorni intensi.

ACEA E IL CAMPIDOGLIO

Quotata in borsa nel 1999, la multiutility è detenuta al 51% dal Campidoglio mentre il restante 49% del capitale sociale è collocato sul mercato. Già prima della sua elezione, Raggi aveva annunciato tra le polemiche la sua intenzione di cambiare il management dell’azienda nel caso in cui fosse riuscita a prevalere. Proposito che finora non si è realizzato anche se le tensioni in questo mese abbondante non sono mancate. Lo scorso primo luglio, ad esempio, il sindaco ha scritto una lettera al presidente Catia Tomassetti e all’amministratore delegato Alberto Irace con cui ha chiesto conto della nomina di alcuni dirigenti effettuata dai vertici della società il 16 giugno.

IL NODO TARIFFE

Che Acea sia sempre in cima ai pensieri del primo cittadino pentastellato lo conferma anche un post pubblicato su Facebook, nel quale Raggi ha rivendicato il suo impegno per non far aumentare il costo della tariffa dell’acqua a Roma. “Siamo riusciti a fermare l’aumento della bolletta dell’acqua deciso dall’Autorità dell’Energia per il 2016“, ha commentato soddisfatta, prima di aggiungere: “Se non lo avessimo fatto, avremmo avuto da subito un incremento della tariffa del 4,9%; ebbene, il M5S questo aumento lo ha fermato avanzando una proposta che soddisfa anche i soci privati di ACEA, un’azienda che deve rimanere in salute e che può farlo indirizzando i propri piani nell’esclusivo interesse dei cittadini“.

LA VERSIONE DI ACEA

Una ricostruzione da vagliare, però, anche alla luce della versione di Acea, che il 27 luglio ha pubblicato un comunicato stampa a proposito delle “determinazioni tariffarie 206-2019. In questo senso, nel documento si legge che “la decisione adottata prevede una dilazione temporale degli incrementi tariffari che avrebbero dovuto trovare applicazione nel 2016 a fronte del riconoscimento di un onere finanziario di mercato a compensazione della dilazione“. Dunque – da quanto si può dedurre dalla comunicazione di Acea – l’aumento tariffario non sarà completamente scongiurato ma solo rinviato all’anno prossimo quando, afferma la multiutility, dovrà anche esserci il “riconoscimento di un onere finanziario di mercato a compensazione della dilazione“.

TARIFFE PIU’ ALTE DAL 2017?

Alla domanda – stando così le cose – sembra non si possa che dare una risposta positiva. Al momento l’aumento appare congelato per l’anno in corso, ma non tramontato per il futuro, come conferma anche il comunicato Acea che parla di “dilazione“. Daniele Autieri di Repubblica riferisce che “la tariffa aumenterà del 4,8% nel 2017, del 6% nel 2018 e del 5,94% nel 2019, per un totale che nel triennio corrisponde a un innalzamento di oltre il 16%“.

GLI ONERI FINANZIARI DI MERCATO

Aumento della tariffa a partire dal prossimo anno, ma non solo: Acea, infatti, parla di oneri finanziari di mercato da corrispondere in virtù della dilazione concessa. Chi debba pagarli, non è, però, indicato: dovrebbe trattarsi degli utenti ma c’è anche chi sostiene che potrebbero essere i Comuni interessati  dall’incremento – quelli che fanno parte “dell’Ambito Ottimale 2 Lazio Centrale – Roma (ATO 2)” – a farsene carico.

LA DECISIONE

La decisione di congelare l’aumento delle tariffe per quest’anno è stata presa dalla Conferenza dei sindaci dell’ATO 2, presieduta da Raggi in quanto primo cittadino della città metropolitana di Roma (che – dopo la riforma Delrio – ha preso il posto della vecchia provincia). Ma cos’è un ATO? Si tratta degli ambiti territoriali ottimali in cui è stato suddiviso il territorio italiano quando si parla di risorse idriche. La legge Galli del 1994 ha stabilito, inoltre, che per ogni ATO debba esserci un unico gestore chiamato ad occuparsi “dell’intero ciclo delle acque“. Nel caso di Roma ne fanno parte 112 comuni, mentre il gestore è la società operativa del gruppo Acea denominata Acea Ato2. Al vertice di ciascun ATO c’è poi un’autorità, formata dalla conferenza dei sindaci dei Comuni che rientrano nello stesso ambito territoriale ottimale, del cui coordinamento in questo caso si occupa il primo cittadino di Roma (prima spettava al presidente della provincia).

IL RUOLO DELL’AUTORITA’ PER L’ENERGIA

Ma qual è il ruolo giocato in questa vicenda dall’Autorità competente per il settore, quella dell’energia elettrica, il gas e il sistema idrico? Raggi nel suo post pubblicato su Facebook ha scritto di essere riuscita a “a fermare l’aumento della bolletta dell’acqua deciso dall’Autorità dell’Energia“. In realtà dall’authority fanno sapere come non competa loro fissare le tariffe, che al contrario sono indicate dall’Ambito Territoriale Ottimale anche in considerazione degli standard previsti dall’Autorità nella sua funzione di soggetto regolatore del mercato. Criteri che l’authority guidata da Guido Pier Paolo Bortoni ha approvato il 28 dicembre scorso con la delibera numero 664 del 2015. Ora la stessa autorità dovrà solo verificare che le tariffe stabilite non violino gli standard fissati.

LA POSIZIONE DEL PD

La ricostruzione del sindaco di Roma è stata così fortemente contestata dal Pd. “Non è vero, come dice lei, che ha bloccato gli aumenti delle tariffe Acea. Li ha solo posticipati di un anno garantendo addirittura all’azienda un onere finanziario per la dilazione“, ha dichiarato il deputato ed ex segretario romano dei democratici Marco Miccoli. Il commento di Andrea Romano è, invece, arrivato con un tweet: “Raggi fa solita propaganda su bollette Acea. L’aumento è solo rimandato e sarà più pesante“. Al primo cittadino di Roma è, inoltre, giunta una lettera firmata dal sindaco di Fiumicino – ex vicepresidente della Regione Lazio ed ex senatore dei Ds – Esterino Montino: “La maggioranza assoluta dei sindaci riuniti in assemblea, in primis lei che l’ha presieduta, ha aumentato la tariffa del 4,80% nel 2017, del 6,01% nel 2018, del 5,94% nel 2019, per un totale nel prossimo triennio che corrisponde al 16,75%. Un aumento assolutamente spropositato e inaccettabile, che probabilmente in termini assoluti è il più altro fra tutti quelli erogati dalle aziende di pubblico servizio. È vero che in termini normativi ci può essere una verifica dopo il secondo biennio, ma non è mai successo che le tariffe diminuissero, anzi, sono sempre state ritoccate verso l’alto“.

I SOCI PRIVATI

L’ennesimo polverone che si alza su Acea, proprio nel momento in cui, peraltro, si preannunciano cambiamenti significativi nell’azionariato della società. Come hanno scritto numerosi quotidiani, il colosso francese Suez si prepara ad aumentare la sua partecipazione, che dovrebbe salire dal 12,5 al 23,3%, diventando in questo modo il primo azionista privato. Le quote che Suez si accinge ad acquistare fanno capo al costruttore romano Francesco Gaetano Caltagirone, tra l’altro proprietario di quel quotidiano, Il Messaggero, che non ha mai lesinato critiche a Raggi: la sua partecipazione è destinata a scendere dall’attuale 15,8% al 5%. Allo stesso tempo, però, Caltagirone entrerà nel capitale sociale di Suez con il 3,5% delle azioni: un’operazione da 293 milioni di euro, grazie alla quale il costruttore diventerà il terzo socio privato della compagnia francese dietro a Engie che ne detiene il 33,6% e Caixa Group, prorietario invece del 5,7%.

La maggiore presenza di Suez in Acea potrebbe anche preludere ad un impegno diretto della multiutility nel settore dei rifiuti, nel quale – com’è noto – la capitale se la passa a dir poco male. “Roma ha grandi problemi nella gestione dei rifiuti e una squadra come la nostra può essere d’aiuto“, ha dichiarato il presidente della società Jean-Louis Chaussade, che ha poi ulteriormente commentato: “E’ tutto molto semplice: ci metteremo a disposizione della città, se la città lo vorrà“.

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