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La presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, ha recentemente concluso un importante viaggio in Sud America, centrato sulla partecipazione al G20 a Rio de Janeiro, ma anche su incontri bilaterali con due importanti leader regionali: Javier Milei, presidente dell’Argentina e Luiz Inacio Lula da Silva, presidente del Brasile. Il viaggio di Meloni è stata l’occasione per discutere di partnership strategiche con Buenos Aires e Brasilia, ma anche per parlare del discusso accordo Ue-Mercosur.

Al G20: transizione energetica e cooperazione multilaterale

Il recente vertice del G20 ha rispecchiato molte delle priorità storicamente promosse dal presidente brasiliano Lula, mettendo al centro temi cruciali come la lotta al cambiamento climatico, lo sviluppo sostenibile, la riduzione della povertà, la lotta alle disuguaglianze sociali e la rinegoziazione del debito estero per i Paesi in via di sviluppo. Al centro del dibattito anche la necessità di riformare le istituzioni multilaterali per renderle più rappresentative ed efficaci. La premier Meloni, ha preso parte attiva ai lavori, sottolineando il ruolo strategico del “Piano Mattei” per l’Africa e la necessità di una cooperazione globale nella regolamentazione delle nuove tecnologie, con particolare attenzione alla governance digitale e all’intelligenza artificiale.

In occasione del vertice, Meloni ha tenuto un incontro bilaterale di rilievo con Lula al Forte di Copacabana. Durante il colloquio, entrambi i leader hanno ribadito l’intenzione di trasformare il Brasile in un partner strategico per l’Italia. Tra i punti salienti della discussione c’è stato un piano d’azione quinquennale (2025-2030), con un focus sulla transizione energetica e sulle energie rinnovabili. Il Brasile, leader globale nella produzione di biocarburanti e energia idroelettrica, è stato indicato come modello da seguire in questo ambito.

I due leader hanno anche riaffermato l’impegno condiviso per promuovere uno sviluppo sostenibile sul piano economico e sociale. A tal proposito, l’Italia ha annunciato un piano di investimenti bilaterali da 40 miliardi di euro, volto a rafforzare le relazioni economiche, industriali e culturali tra i due Paesi. Questo impegno sottolinea l’ambizione di entrambe le nazioni di lavorare insieme per affrontare le sfide globali in modo coordinato.

La visita in Argentina

La tappa argentina della missione sudamericana di Giorgia Meloni ha rivestito un’importanza particolare, essendo il primo Paese visitato dalla Presidente del Consiglio dopo il G20 in Brasile. Durante il viaggio, Meloni ha evidenziato la necessità di potenziare gli investimenti italiani in settori strategici come l’energia, l’automazione e le tecnologie avanzate. Un focus specifico è stato posto sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di approfondire le collaborazioni tecnologiche e industriali tra Italia e Argentina.

Roma e Buenos Aires condividono una lunga tradizione di rapporti economici e culturali: circa il 60% degli argentini ha origini italiane, e sul territorio argentino operano oltre 300 imprese italiane, responsabili di circa 20.000 posti di lavoro e di un fatturato annuo stimato in 2,8 miliardi di dollari. Questo solido legame è stato ulteriormente rafforzato dall’affinità politica tra Meloni e il presidente argentino Milei, che ha facilitato un dialogo su questioni internazionali di rilievo come la guerra in Ucraina, la crisi venezuelana e il sostegno a Israele. Inoltre, Meloni ha riaffermato l’appoggio dell’Italia al processo di adesione dell’Argentina all’Ocse, uno degli obiettivi principali del governo di Buenos Aires.

Sul fronte geopolitico, la visita si colloca in una strategia più ampia per rafforzare la presenza italiana in America Latina. L’Argentina, grazie ai suoi legami storici con l’Italia, è considerata una porta d’accesso privilegiata per espandere il commercio e la cooperazione nella regione. Tuttavia, un tema centrale è stato il controverso accordo di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur. Pur mantenendo un atteggiamento aperto, l’Italia registra tensioni interne al governo, nello specifico tra il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, contrario all’accordo, e il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, favorevole all’entrata in vigore seppur con una versione migliorata. A complicare ulteriormente il quadro, la ferma opposizione del presidente francese Emmanuel Macron, ribadita durante il G20, che mette a rischio l’entrata in vigore dell’accordo.

L’importanza strategica e le proiezioni future

Il Cono Sur, e più in generale l’America Latina, con la sua ricchezza di risorse naturali e il crescente peso geopolitico, può rappresentare una regione di grande interesse strategico per l’Italia. Paesi come il Brasile e l’Argentina, legati al Bel Paese da forti relazioni culturali e sociali, offrono opportunità significative per diversificare le forniture energetiche e incrementare le esportazioni italiane in settori chiave come il manifatturiero e l’agroalimentare, anche alla luce dell’elezione di Trump alla Casa Bianca.

In questo contesto, il viaggio di Giorgia Meloni, che si colloca a breve distanza dalla missione istituzionale del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Brasile, rafforza le basi per un partenariato più stretto con il cosiddetto Cono Sur. La regione, oltre a rappresentare un importante mercato emergente, condivide profondi legami culturali con l’Italia, grazie alla presenza di ampie comunità di origine italiane, particolarmente radicate in Brasile e Argentina. Tali legami rappresentano un ponte naturale per poter ampliare le partnership economiche e politiche, ma anche strategiche, oltroceano.

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Di Giuseppe Blasetti

Il viaggio di Giorgia Meloni in America Latina, che si colloca a breve distanza dalla missione istituzionale del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Brasile, rafforza le basi per un partenariato più stretto con il Cono Sur. La regione, oltre a rappresentare un importante mercato emergente, condivide profondi legami culturali con l’Italia, grazie alla presenza di ampie comunità di origine italiane, particolarmente radicate in Brasile e Argentina. L’analisi di Giuseppe Blasetti, research fellow desk America Latina Geopolitica.info

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