Skip to main content

Le potenti repubbliche marinare italiane hanno contribuito enormemente alla nostra comprensione della geografia mondiale e alla scoperta di molte delle rotte marittime che la navigazione moderna utilizza ancora oggi, illuminando il mondo oltre le coste europee durante l’Età delle Scoperte.

Oggi, l’Italia è un faro nella governance marittima globale.

Le priorità tematiche della Presidenza italiana del G7, rappresentate nel suo logo – un ulivo attraversato da un’onda blu che simboleggia il Mediterraneo, il “mare di mezzo” che collega i due grandi spazi marittimi del mondo, l’Atlantico e l’Indo-Pacifico – lo testimoniano.

Questo logo ci ricorda anche che il mondo è interconnesso, e che gli sviluppi nell’Indo-Pacifico hanno profonde ripercussioni nel resto del mondo.

Questo è particolarmente evidente nelle acque del Mar Cinese Meridionale.

Il mese scorso, un analista di investimenti globali ha dichiarato alla CNBC che “il Mar Cinese Meridionale è la rotta marittima più preziosa al mondo in termini di valore del commercio che lo attraversa”. Più del 30% del commercio marittimo globale – circa 3,37 trilioni di dollari statunitensi – nonché 50.000 navi mercantili e circa il 50% delle petroliere mondiali transitano annualmente in questo spazio marittimo.

La regione del Mar Cinese Meridionale rappresenta il 12% del pescato mondiale e si trova al centro del Triangolo dei Coralli, che ospita oltre 6.500 specie marine, il 60% dei pesci conosciuti al mondo e più di 300 specie di coralli. Si stima che più della metà delle imbarcazioni da pesca mondiali operi in queste acque.

L’importanza del Mar Cinese Meridionale per la regione dell’Indo-Pacifico e per il mondo non può essere sottovalutata.

Tuttavia, è deplorevole che ci siano sforzi per reinterpretare la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (Unclos), trattando una vasta porzione del Mar Cinese Meridionale come acque territoriali, nonostante la Convenzione definisca con chiarezza le zone marittime degli Stati costieri, nonché i loro diritti e obblighi. Il lodo arbitrale del 2016 sul Mar Cinese Meridionale ha risolto definitivamente la questione dei diritti storici e delle rivendicazioni marittime, confermando i diritti sovrani delle Filippine nella propria zona economica esclusiva. Ha dichiarato che le rivendicazioni che superano i limiti geografici e sostanziali stabiliti dall’Unclos non hanno alcun effetto legale.

Il lodo ha anche confermato che esistono aree di alto mare all’interno del Mar Cinese Meridionale, garantendo così la libertà di navigazione e sorvolo in questo spazio marittimo.

Tuttavia, tracciare linee tratteggiate su una mappa per circondare il Mar Cinese Meridionale e intraprendere azioni coercitive per far rispettare questo regime illegale compromette la libertà di navigazione, il commercio e i traffici internazionali, la pesca globale e la salute della biodiversità marina della regione. Costruire isole artificiali su scogli e bassifondi distrugge queste barriere coralline e gli ecosistemi marini cruciali per la salute del nostro pianeta e per i mezzi di sussistenza delle nostre popolazioni.

Le narrazioni che dipingono il Mare Filippino Occidentale come un semplice teatro di rivalità tra grandi potenze confondono la comprensione della complessa situazione sul campo e distolgono l’attenzione dal vero fulcro della questione: un paese che sceglie di ignorare il diritto internazionale, in particolare la Convenzione Unclos, come affermato dal lodo arbitrale del 2016, e i diritti legittimi degli Stati costieri, come le Filippine.

Vista l’importanza del Mar Cinese Meridionale, è fondamentale che la comunità globale riconosca l’urgenza di rafforzare un ordine marittimo basato sulle regole in questa regione.

Le Filippine, l’Italia e l’Unione Europea nel suo complesso riconoscono che un ordine internazionale basato sulle regole è un prerequisito per uno sviluppo sostenibile e inclusivo. Tutte le nazioni, indipendentemente dalla loro dimensione, status o influenza economica e politica, devono rispettare il diritto internazionale e cooperare per garantire che queste regole siano osservate da tutti.

La sfida che ci attende è garantire che tutti i paesi rispettino gli stessi principi, fondati sul diritto internazionale, inclusa la Unclos, per costruire fiducia reciproca ed evitare che le dispute si trasformino in conflitti violenti. Impegni come la libertà di navigazione e sorvolo nel Mar Cinese Meridionale, la risoluzione pacifica delle controversie territoriali e giurisdizionali senza ricorrere alla forza o alla minaccia della forza, e l’autocontrollo nelle attività che potrebbero complicare o aggravare le dispute, sono essenziali.

Le Filippine, da parte loro, scelgono la diplomazia rispetto alla forza o alla minaccia della forza.

Continuiamo a lavorare a stretto contatto con partner e amici, inclusi l’Italia, l’Unione Europea e i paesi del G7, per affrontare queste sfide attraverso il dialogo e le consultazioni amichevoli, senza pregiudicare la nostra sovranità e i nostri diritti in conformità con il diritto internazionale, in particolare l’Unclos. Inoltre, continuiamo a impegnarci con la Cina e altri stati rivendicatori attraverso meccanismi bilaterali e guidati dall’Asean, incluse le negoziazioni per un Codice di Condotta nel Mar Cinese Meridionale.

La trasparenza e la consapevolezza pubblica sulla reale situazione sul campo e sugli incidenti aiuteranno a contrastare le false narrazioni e a creare una base più solida per il successo della diplomazia.

A tal fine, il governo filippino lavora fianco a fianco con i media per garantire che il pubblico sia in possesso dei fatti. Questi sforzi rappresentano una parte essenziale del nostro impegno verso un ordine internazionale basato sulle regole. I nostri amici nei media possono riferire liberamente su questi sviluppi, senza pressioni o intimidazioni da parte del nostro governo.

In quest’era in cui le persone sono bersaglio di un flusso incessante di informazioni non verificate e fuorvianti diffuse sui social media, il ruolo della stampa e la sua collaborazione con il governo per garantire un’informazione accurata diventano ancora più critici.

Una stampa libera, che riporta gli eventi così come sono, è il marchio distintivo di una vera democrazia. E siamo grati ai nostri partner nei media internazionali che condividono il rispetto per la verità.

Ospite al G7, il segretario filippino Manalo punta i fari sul Mar Cinese

Di Enrique Manalo

Il segretario per gli Affari Esteri della Repubblica delle Filippine, in Italia per un evento alla Sapienza e vari incontri istituzionali (tra cui il G7 di Fiuggi), accende i riflettori sul Mar Cinese e sul comportamento di Pechino, scrivendo a Formiche.net che “una stampa libera, che riporta gli eventi così come sono, è il marchio distintivo di una vera democrazia. E siamo grati ai nostri partner nei media internazionali che condividono il rispetto per la verità”

Anche la finanza punta sulla Difesa. L’intervento di Nagel (Mediobanca)

Di Alberto Nagel

Lo scenario geopolitico degli ultimi anni ha conferito rinnovata rilevanza ai temi della Difesa e della sicurezza, tanto con riferimento alla protezione dei confini quanto alla tutela dell’ordine interno agli Stati. L’intervento di Alberto Nagel, ad di Mediobanca, che ha aperto i lavori del convegno “The Defense era: capital & innovation in the current geopolitical cycle”

Perché l'Italia può guidare sicurezza e sviluppo in Europa. Il rapporto Mediobanca sulla Difesa

La Difesa non è solo un pilastro della sicurezza nazionale, ma anche un motore di crescita economica e innovazione. In un contesto globale sempre più instabile, l’Italia ha l’opportunità di rafforzare il proprio ruolo strategico puntando su una maggiore cooperazione industriale europea e su investimenti mirati in tecnologia e capitale umano. Ecco il rapporto di Mediobanca presentato all’evento “The Defence era: capital & innovation in the current geopolitical cycle”

Più difesa e meno ambientalismo. Le sfide dell'Ue viste da Castellani

La designazione di Fitto a vicepresidente esecutivo della Commissione Europea è un risultato di Meloni. In questo modo si apre la strada alla collaborazione tra popolari e conservatori. E, se in Germania primeggerà la Cdu, si potranno ottenere passi indietro sul Green deal ideologico. Ora la priorità al comparto Difesa. L’analisi di Lorenzo Castellani, politologo e docente della Luiss

Chi tratta la pace per conto del Libano? La riflessione di Cristiano

La questione-Libano non può essere capita separandola dalla altre, ma tutto il Libano andrebbe coinvolto nella determinazione del suo futuro, magari con una nuova classe dirigente, non con i vecchi esponenti di una casta che sembra proprio non rappresenti più nessuno; cristiani, sunniti e sciiti allo stesso identico modo. La riflessione di Cristiano

La guerra in Ucraina è globale. Ora una “soluzione coreana”. L'analisi di Sapelli

Il conflitto in Ucraina, dopo il lancio del missile a medio raggio da parte di Putin su Dnipro, è diventato universale. Il segnale è incontrovertibile: l’ordine anglosferico si è rotto. L’Europa non tocca palla, neanche sul Medio Oriente ma l’Italia è una felice eccezione. Per rafforzare il nostro peso, vanno irrobustiti i legami con gli Stati Uniti

Ironie a 5 stelle riportano FI al centro. La versione di Sisci

Dalla Costituente pentastellata, emerge una realtà ineluttabile per il Movimento: Conte potrà per qualche mese amministrare l’appassimento e trasformazione del M5s ma dopo, dovrà confluire nel Pd in cambio di qualche seggio garantito. Con il parallelo indebolimento della Lega, la partita tra Pd e FdI si gioca al centro. Un ruolo importante l’avrà Forza Italia. L’analisi di Sisci

Verso il G7 Esteri di Fiuggi. La bussola dell’amb. Castellaneta

La riunione di domani, ultima tappa della presidenza italiana, affronterà la guerra in Ucraina e il conflitto Israele-Hamas. Il ministro Tajani lavorerà per rafforzare il sostegno a Kyiv e difendere il diritto internazionale. I consigli dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta

Così Trump ridefinirà la strategia nucleare Usa. Scrive il gen. Jean

Durante la campagna presidenziale, The Donald ha evitato riferimenti diretti alla strategia nucleare. Ma le armi nucleari giocheranno un ruolo cruciale nel suo nuovo mandato, considerato il suo passato e le minacce russe, l’espansione dell’arsenale cinese e i progressi nordcoreani e iraniani

Ue e Uk assieme contro le minacce ibride russe. De Agostini (Euiss)

Di Leonardo De Agostini

La cooperazione sui due lati della Manica si rafforza, con un focus particolare sulle sanzioni e il contrasto alla disinformazione. Nuove sanzioni e un dialogo bilaterale rafforzeranno la collaborazione. L’analisi di Leonardo De Agostini (EU Institute for Security Studies)

×

Iscriviti alla newsletter