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Fidae Lombardia ringrazia per l’incontro l’On. Gelmini e a nome delle associazioni presenti chiede che cosa può dare la candidatura di Parisi a Milano. La sfida è quella di rimotivare i cittadini ad andare a votare attraverso proposte concrete, che siano in grado di ridare fiducia nelle istituzioni e speranza di futuro.

L’Onorevole risponde con dovizia di dati, che delineano la possibilità di realizzare un’efficace sinergia fra il Comune di Milano e la Regione Lombardia. La presenza dell’Assessore Regionale Aprea all’incontro vuole essere una riprova che si tratta di un impegno condiviso tra le due istituzioni. Si tratta di valorizzare e potenziare le “buone pratiche” già sperimentate senza aspettare una legge nazionale, che delineino una forte sinergia tra pubblico e privato nel concorrere alla gestione differenziata degli impianti sportivi, delle mese e per tutti quei servizi che sono collaterali alla scuola. Moltissimo si può fare anche con la scuola dell’infanzia, con tutti i servizi connessi (parcheggi, viabilità, area c).

Dobbiamo abbandonare le abitudini, legate a ideologie tramontate da tempo, per un’interazione diretta ed incisiva con gli stakeholders, mettendo a sistema i servizi e le iniziative rivolte ai giovani e agli anziani. Occorre ascoltare i bisogni dei cittadini e rispondervi in modo dinamico e puntuale. Il Forum di Regione Lombardia può essere posto a sistema anche per il Comune dei “Tempi e dei Luoghi di Ascolto” per far lavorare trasversalmente gli assessorati con un metodo sinergico, che mantenga un confronto intenso e continuativo con la città, che porti a decidere “a valle” dopo l’ascolto dei cittadini che hanno il diritto di essere ascoltati prima “a monte”. In questo modo si ottimizza l’utilizzazione delle risorse della Regione Lombardia, da una parte, e del Comune, che per  altro è diventato area metropolitana, per cui occorre  ragionare in termini di comprensorio, e di area più vasta.

Un compito prioritario per Milano è quello di ricucire un  tessuto sociale, che rischia di trascurare il settanta per cento dei cittadini, residente nelle periferie, dove c’è ancora povertà vera e situazioni di forte solitudine. L’Amministrazione si dovrà ispirare ai valori umani e della  managerialità che coniughi efficienza e efficacia.

Comitato Politico Scolastico Prof. Pasolini Le famiglie, come leggiamo in questi giorni sui media, fanno sempre più fatica a pagare la retta per la frequenza dei figli ai nidi ed alla scuola dell’infanzia facendo registrare, dopo anni, un forte calo degli iscritti. La scuola paritaria potrebbe essere di forte aiuto anche da un punto di vista economico, come dimostra l’accordo raggiunto con l’attuale Giunta del Comune di Milano, pur ideologicamente contraria, firmando una convenzione che ha previsto la cessione  di  200 posti utili alla chiusura delle liste di attesa. L’incontro con il candidato Parisi ha fatto emergere la proposta di un modello che permetta alle famiglie di poter scegliere fra una scuola dell’infanzia paritaria e comunale, a parità di richiesta economica. Per fare questo si chiede all’on.le Gelmini se il dott. Parisi avrà la possibilità e il coraggio di portare fino in fondo questa promessa?

On.le Gelmini E’ una domanda che si pongono in tanti ma certamente Parisi ha già dimostrato di essere coraggioso e determinato, pertanto appare difficile che faccia sconti. Se si comincia una battaglia credo che, portando questa dei risultati positivi, vada perseguita, superando ogni ideologia

Ass. Aprea Il comune di Milano ad oggi sembra che abbia proceduto con una cultura della statalizzazione di molte opere. Pertanto quello che manca oggi a Milano è credere nella sussidiarietà. A Milano c’è una tradizione storica non statale che va valorizzata. Basta accontentarsi delle briciole, noi dobbiamo puntare alla reale sussidiarietà con il costo standard di sostenibilità.

A.Ge Il candidato Parisi ci ha dato speranza in quanto propone di  superare la diatriba scuole statali e paritarie, valorizzando e finanziando la scelta delle famiglie.  E’ noto che le risorse sono limitate, ma è possibile perseguire ugualmente la qualità del servizio scolastico attraverso una forte correlazione tra domanda dei genitori e risposta delle scuole, siano esse statali, comunali o paritarie.

 (Diesse Lombardia) Il Comune non ci ha mai convocati come Associazioni. Una delle questioni è la rilevazione del bisogno. Si chiede di formalizzare la collaborazione continuativa  con le Associazioni.

(Aninsei) Proponiamo che il Comune riconosca effettivamente la scuola paritaria come servizio pubblico. Il candidato Parisi si è dichiarato deciso a favorire e incrementare gli aiuti  in ordine alle detrazioni e alla fiscalità.

Amism-Fism, Le scuole dell’infanzia paritarie sono ancora un apporto determinante per il servizio scolastico in generale. La loro chiusura avrebbe gravi ripercussioni economiche e organizzative. Milano è terzultima in termini di qualità della convenzione con la scuola dell’Infanzia, mentre potrebbe fare molto di più. Con Parisi abbiamo pensato alla possibilità che le famiglie possono scegliere fra statali e comunali e paritarie senza che la famiglia debba pagare due volte. Il Modello di Brescia è da guardare con interesse.

On. Gelmini risponde che il tema della scuola appartiene all’eredità più autentica di Expo. Milano è la città del capitale umano, che viene  assicurato, anzitutto, con la qualità dell’educazione ad ogni età, prima che con la ricerca tecnoco – scientifica. In carenza  di risorse dobbiamo innalzare l’efficienza nel rispondere ai bisogni, attraverso la scelta strategica del dialogo costante con gli stakeholders. Sr Anna Monia da economista e eterna ottimista crede che qui sia la chiave di volta per una reale ripresa.

Suor Anna Monia, conclude ringraziando l’Onorevole per il suo parlare in modo chiaro senza cercare quel consenso elettorale, che negli anni ha deluso molti, ma di farsi garante di un metodo che “faccia lavorare trasversalmente gli assessorati, mantenendo un confronto continuativo e rispettoso con la cittadinanza”. Un primo banco di prova sarà di elaborare insieme un modello milanese “da zero a sei anni” nel contesto della riforma che si profila a livello nazionale con la legge 107/2015.

 

Milena Saiani (Age Milano)

Michel Ricupati (AGesc)

Luigi Bruschi (Amis-Fism)

Giulio Massa (Aninsei)

Paola Guerin (Cdo opere educative)

Roberto Pasolini (Comitato politico scolastico)

Giorgio Taglietti (Diesse Lombardia)

Giovanni Sanfilippo (Faes)

Anna Monia Alfieri (Fidae Lombardia)

Giovanni Piccardo (Filins)

Maria Stella Gelmini e Stefano Parisi

Cosa chiedono le associazioni del settore scuola alla Gelmini a Milano

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