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Il Parlamento europeo ha approvato la trasformazione delle sottocommissioni Difesa e Sanità in commissioni permanenti e l’Italia così conferma un vicepresidente e un coordinatore (entrambi di Ecr) in due settori strategici, sia delle dinamiche europee che italiane.

Verso la difesa comune europea

“Dobbiamo essere pronti ad ogni evenienza – dice a Formiche.net l’eurodeputato di FdI/Ecr, Alberico Gambino (in foto), vicepresidente della commissione per la Sicurezza e la Difesa – stiamo vivendo un momento caratterizzato da molteplici fronti bellici, tutti impegnativi e molto delicati e la nascita di questa commissione è un segnale che l’Ue ha inteso dare all’esterno e all’interno al fine di lavorare su due prospettive: la costruzione di un fronte di pace e un altro passo di avvicinamento verso la difesa comune europea. Noi dobbiamo essere come Europa quanto più uniti possibile, poiché dovremo affrontare anche le minacce cyber e, al contempo, promuovere la cooperazione industriale nel settore della difesa. Quindi è bene che tutti i Paesi dell’Unione europea possano cooperare insieme per un unico obiettivo”.

Il momento geopolitico è complesso e l’Europa è chiamata a dare un segnale: per cui la trasformazione delle sottocommissioni Difesa e Sanità in commissioni permanenti secondo Gambino è una mossa politica utile e fatta al momento giusto: “Non vogliamo promuovere un approccio militarista così come ho ascoltato dalle parole di qualche critico, bensì offrire un contributo generale alla soluzione delle crisi. La mia presenza come vicepresidente ha proprio questo obiettivo e si inserisce nel solco dell’immenso lavoro fatto dal governo italiano che, tra le altre cose, ha incassato anche la vicepresidenza della commissione con Raffaele Fitto. Un orgoglio vedere rappresentanti italiani nei posti chiave dell’Ue ed il merito è senza dubbio di Giorgia Meloni”.

Entrando nel merito dei dossier, la nuova commissione ad hoc si sposa con le intenzioni manifestate sin da prima delle elezioni europee da parte di Ursula Von der Leyen di prevedere la nascita di un Commissario europeo alla difesa, ruolo he oggi è ricoperto dal lituano Andrius Kubilius. “Il lavoro della commissione difesa – prosegue Gambino – sarà molto utile proprio perché legato al progetto di una difesa comune europea per garantire sviluppo e rafforzare l’unità tra i cittadini”.

La sfida della salute anche in ottica italiana

Non solo difesa, anche la salute è stata oggetto del medesimo provvedimento da parte del Parlamento Ue. Il coordinatore per Ecr della commissione Salute è l’eurodeputato di FdI-Ecr, Ruggero Razza, secondo cui la decisione di istituire la Commissione autonoma era nata all’inizio della legislatura con la volontà di staccare la parte sanità pubblica dalla commissione ENVI, che si occupa essenzialmente di questioni ambientali. “Noi – dice a Formiche.net – abbiamo sostenuto questa decisione, non perché la Commissione debba occuparsi di organizzazione del sistema sanitario, visto che questo compete ad ogni singolo Stato membro, ma perché vi rientrano alcuni temi fondamentali come le biotecnologie e la ricerca biomedica che, non a caso, sono due punti contenuti nella relazione del professor Mario Draghi sulla competitività dell’Europa. Quindi la Commissione oggi potrà affrontare alcuni dossier legislativi, potrà occuparsi dell’accesso alle cure mediche in maniera eguale per tutti i cittadini europei e potrà lavorare anche insieme al commissario alla salute”. Ma non è tutto, perché Razza sottolinea una serie di ambiti di interesse connessi alla commissione, come il piano straordinario sulle malattie cardiovascolari, quello sulla prevenzione sul diabete, sulle malattie croniche e tutta la Pharma legislation “che rappresenta un grande interesse anche strategico dell’Italia”.

E aggiunge: “Tra l’altro noi abbiamo voluto fare una scelta di tipo strategico, nel senso che io sono componente della Commissione Budget che si occupa dei bilanci e quindi sostanzialmente mettere assieme budget e sanità significa anche rispondere in maniera seria al tema dell’allocazione delle risorse. Noi saremo molto interessati a capire come da questo punto di vista si è comportata la comunità dei 27, perché, per esempio, sul Recovery Plan l’Unione Europea ha autorizzato piani sulla sanità per 47 miliardi di euro. Sarà importante capire come si stanno realizzando questi progetti e se queste risorse stanno migliorando l’accesso alla sanità nei 27 paesi membri”, conclude.

Qui Ecr

Razza inoltre ha recentemente incontrato i suoi omologhi dei comitati interparlamentari del Maghreb, al fine di promuovere un momento di dibattito sul Piano Mattei nel Parlamento Europeo. Infine Ecr accoglie due nuovi membri: Diego Solier Fernández e Nora Junco García, spagnoli, nel Gruppo come membri individuali. Il numero totale di eurodeputati conservatori è quindi di 80 membri, il quarto gruppo politico più numeroso del Parlamento europeo. Secondo Nicola Procaccini, co-presidente del Gruppo Ecr, i nuovi arrivati apporteranno “non solo una preziosa esperienza, ma anche una chiara visione di un’Europa forte e libera, la loro adesione arricchirà senza dubbio il nostro lavoro al Parlamento europeo e il Gruppo Ecr rimane fermo nel suo principio che l’Europa dovrebbe fare meno, ma farlo meglio”.

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