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Nella notte un Airbus A 320 della Egyptair con a bordo 56 passeggeri e 10 membri dell’equipaggio partito da Parigi e diretto al Cairo è scomparso dai radar appena dopo essere entrato nello spazio aereo egiziano.

Il ministro della difesa greco, Panos Kammenos, in conferenza stampa ha affermato che sulla base dei dati ricostruiti attraverso i radar greci l’aereo ha deviato bruscamente “di 90 gradi a sinistra”, fuori rotta, compiendo poi un giro in senso orario di 360 gradi. Erano le 3:37 del mattino ora locale, le 2:37 ora italiana e del Cairo, ossia pochi minuti prima che il segnale del velivolo sparisse. Kammenos ha detto anche che, entrato nello spazio aereo egiziano, l’Airbus si trovava a un’altitudine di 11mila metri ed è rapidamente sceso a 3mila metri prima di far perdere il contatto.

Per il momento si possono ipotizzare diversi scenari, del tutto plausibili e sovrapponibili, sebbene non c’è niente di specificato a proposito: un errore del pilota oppure un guasto tecnico, ma anche l’esplosione a bordo (causata da un ordigno collocato sull’aereo) oppure l’azione di terroristi imbarcati, meno credibile lo scenario dell’abbattimento del volo nello spazio aereo egiziano. Restando nel campo delle supposizioni, si può pensare che data l’assenza di una chiamata di emergenza (per quel che finora si sa), deve essersi trattato di qualcosa accaduto in modo repentino, e questo in parte potrebbe escludere il guasto tecnico, secondo alcuni esperti del settore contattati da Formiche.net. Anche il ministro dell’Aviazione civile egiziano, Sherif Fathy, ha dichiarato che la probabilità di un attacco terroristico è un po’ più alta rispetto al problema tecnico e pure i servizi segreti russi hanno fatto sapere che c’è una forte possibilità che si sia trattato di un attentato.

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È dato per assodato ormai che l’aereo sia precipitato in mare a sud, anche se ancora si continua a parlare di “aereo scomparso” finché non si troverà almeno qualche rottame nelle acque a sud dell’isola greca di Karpathos sopra alle quali s’è perso il contatto radar col velivolo (ci sono stati degli avvistamenti, ma per il momento non c’è niente di definitivo). Aerei da ricerca e imbarcazioni sono partiti sia dall’Egitto che dalla Grecia, anche la Francia partecipa ai soccorsi; c’è stata anche una conversazione telefonica tra il presidente François Hollande e l’omologo egiziano Abdel Fattah al Sisi, durante la quale quest’ultimo ha garantito massima collaborazione e trasparenza. Le norme internazionali prevedono che sia l’Egitto a guidare le ricerche, ma l’interessamento di Parigi è forte, anche perché 15 passeggeri sarebbero di nazionalità francese: i rapporti tra i due paesi sono ottimi, dunque la collaborazione, anche a livello di intelligence, dovrebbe essere garantita. Sul posto sta arrivando anche la “Lyme Bay”, nave della marina britannica equipaggiata da civili, e da Sigonella è decollato un aereo da ricognizione P-3 Orion americano. I passeggeri, secondo la lista ufficiale sono: 30 egiziani, 15 francesi, 2 iracheni, un britannico, un belga, un kuwaitiano, un saudita, un sudanese, un ciadiano, un portoghese, un algerino e un canadese.

La compagnia aerea sta aggiornando la situazione via Twitter, ha chiesto ai media di evitare di diffondere informazioni non ufficializzate, e ha attivato un numero internazionale (fuori dall’Egitto) da cellulare per i parenti delle persone imbarcate, +202 25989320. Egyptair è la compagnia di bandiera egiziana nata attorno agli anni ’30, fa parte di Star Alliance (insieme a Lufthansa, United Airlines, Thai, Tap, Turkish Airlines, e altre compagnie internazionali) e offre voli verso 75 destinazioni in Medio Oriente, Europa, Africa, Asia e continente americano.

Il volo, che portava la sigla MS804, è decollato alle 23:09 dall’aeroporto francese Charles de Gaulle, il contatto è stato perso attorno alle 02:45 della notte. L’atterraggio al Cairo era previsto per le 03:15. Egyptair ha comunicato che al momento in cui il segnale è scomparso dai radar il velivolo si trovava a 280 chilometri dalla costa egiziana ad una quota di circa 37000 piedi, oltre gli 11mila metri, ossia a quota di crociera, altitudine considerata la più sicura durante l’intero volo (incidenti a quota di crociera sono molto rari, spiegano gli esperti). L’A320 era in servizio dal 2003.

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A quanto pare le condizioni meteorologiche erano “buone e pulite” ha dichiarato il meteorologo della Cnn Pedran Javhari, situazione confermata anche da Eurocontrol (l’agenzia che si occupa di supervisionare i voli in Europa). Nell’area del Mediterraneo interessata dal disastro c’è ancora tempo buono: “Se dovessero esserci sopravvissuti, è in queste ore la finestra per salvarli” ha aggiunto Javhari. Le autorità egiziane hanno comunicato di aver captato un segnale intorno alle 04:26, probabilmente emesso da uno dei ripetitori automatici dell’aereo.

Non c’erano indicazioni su trasporti sensibili a bordo, sebbene sembra che fossero imbarcati tre uomini “del personale di sicurezza”. L’Egitto tienemappa_bbc_egyptair costantemente monitorati i trasporti aerei e ha aumentato notevolmente le misure di controllo dopo che pochi mesi fa un volo della russa Metrojet era stato fatto esplodere sul Sinai in un attentato rivendicato dalla Provincia del Sinai dello Stato islamico (fu il più grosso disastro aereo della storia della Russia, provocando la morte di 224 persone). Anche allo Charles de Gaulle sono stati alzati comunque i protocolli di sicurezza. La corrispondente di Repubblica a Parigi dice che sono in corso indagini sul personale dello scalo di Roissy (Charles de Gaulle) entrato in contatto con il volo e la procura di Parigi ha aperto un’inchiesta sul volo: Anais Ginori ricorda anche che già nei mesi scorsi i sindacati francesi avevano denunciato l’appalto di alcuni servizi a ditte esterne non controllate, mentre a novembre la Gendarmerie Nationale aveva condotto perquisizioni su dipendenti dell’Egyptair con possibili collegamento con ambienti del radicalismo islamico. A destare preoccupazione sono anche le tappe battute dall’Airbus nella giornata della sparizione: secondo la ricostruzione della BBC l’aereo, prima che da Parigi, avrebbe volato da e per Asmara, in Eritrea, e in Tunisia, oltre che un’altra volta al Cairo. Allo scalo francese s’è trattato di una pausa tecnica di breve durata, circa un’ora: i passaggi precedenti sono indagati per ricostruire i punti in cui un eventuale ordigno possa essere stato introdotto a bordo. L’ipotesi terroristica comunque, nonostante sia ritenuta la più accreditata dal ministro egiziano Fathy, non ha ancora nessun genere di conferma.

(pezzo in aggiornamento)

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