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La produzione industriale è diminuita di -0,6% m/m a febbraio, dopo il deciso incremento del primo mese dell’anno (+1,7% m/m, pur rivisto da +1,9% precedente). In ogni caso, la flessione è stata meno accentuata rispetto alle stime di consenso (-0,9% m/m) e alla nostra meno pessimistica previsione (-0,8% m/m).

Su base annua corretta per gli effetti di calendario, l’output è rallentato a +1,2% da +3,8% precedente (che rappresentava un massimo da agosto del 2011). In termini grezzi, la produzione è balzata a +5,2% da +0,6% di gennaio: si tratta di un record anche in questo caso da agosto 2011.

Il dettaglio per raggruppamenti principali di industrie non è uniformemente negativo in quanto il principale freno è venuto dall’energia (-2,9% da +1,8% m/m precedente), mentre è aumentata, sia pure in misura modesta, dopo il “balzo” di gennaio, la produzione sia di beni strumentali che intermedi (+0,2% in entrambi i casi, da +5,3% e +2,2% m/m rispettivamente). I beni di consumo hanno corretto di -0,5% m/m, al contrario del mese precedente affossati dai non durevoli (-0,7% m/m) e viceversa sostenuti dai durevoli (+1,2% m/m).

Inoltre, nonostante il calo congiunturale dell’indice sintetico, il numero dei settori manifatturieri che risultano in diminuzione su base annua (corretta per gli effetti di calendario) è rimasto stabile rispetto al mese precedente (a 3 su un totale di 13): coke e prodotti petroliferi raffinati (-5,5%), tessili e abbigliamento (-2,4%) e farmaceutici (-0,2%, dopo i robusti incrementi dei mesi precedenti); tutti questi comparti hanno subito una correzione significativa nel mese (pari a -3%, -2,3% e -2% m/m, rispettivamente). Sul fronte opposto diversi settori mantengono un incremento tendenziale rilevante, in particolare computer ed elettronica (+8,3% a/a), articoli in gomma e materie plastiche e altre industrie manifatturiere (entrambi +8,2% a/a). Tali comparti hanno superato a sorpresa i mezzi di trasporto, che pur mantenendo un tasso di crescita tendenziale più che apprezzabile (+7,4% a/a), hanno frenato nel mese (-0,8% m/m); da notare che continuano a sovraperformare le auto (+15,3% a/a).

In sintesi, il calo di febbraio non è preoccupante in quanto meno accentuato del previsto, e come detto il dettaglio dell’indagine non è uniformemente negativo. La variazione “acquisita” per il primo trimestre dell’anno è pari a 0,8% t/t, che potrebbe aumentare a 0,9% t/t in caso di un rimbalzo pur modesto (nostra stima preliminare: +0,3% m/m) a marzo. L’aumento congiunturale del primo trimestre rappresenterebbe per la produzione industriale un record dal 2010.

Ciò segnala che il settore manifatturiero è tornato a contribuire positivamente al valore aggiunto a inizio 2016 (dopo il segno negativo di fine 2015). Fermo restando che i servizi restano in espansione, pensiamo che, nonostante i rischi di un freno dal commercio estero, il Pil possa riaccelerare nel 1° trimestre dopo il progressivo rallentamento evidenziato nel corso del 2015 (fino a un modesto 0,1% t/t a fine anno).

In altre parole, il dato non contraddice la nostra stima di una crescita del Pil di 0,3% t/t a inizio 2016.

Chi ha fatto frenare un po' la produzione industriale

La produzione industriale è diminuita di -0,6% m/m a febbraio, dopo il deciso incremento del primo mese dell’anno (+1,7% m/m, pur rivisto da +1,9% precedente). In ogni caso, la flessione è stata meno accentuata rispetto alle stime di consenso (-0,9% m/m) e alla nostra meno pessimistica previsione (-0,8% m/m). Su base annua corretta per gli effetti di calendario, l’output è…

marcello pittella

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