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Adesso si vedrà se in giro c’è qualcuno che sia Corrieroso. Perché l’occasione è unica: la fusione Repubblica-La Stampa, annunciata ufficialmente due giorni fa, ha come corollario l’uscita del gruppo Agnelli-Fiat dall’azionariato della Rcs e rende così possibile la scalata alla casa editrice del primo quotidiano italiano. Se un simile spiraglio si fosse aperto solo qualche anno fa, non sarebbero bastate eliminatorie e primarie per assegnare la vittoria; ora un ipotetico volontario avrà bisogno di incoraggiamenti, aiutini e forse anche cardiotonici per non gettare la spugna.

E sì, perché la situazione della Rizzoli-Corriere della Sera (Rcs) è davvero da insonnia. E’ stata raccontata molte volte, anche da Formiche.net: in due parole, tanto per ricordare di quale guaio si sta parlando, la prima casa editrice italiana brucia cassa ogni anno. E ogni anno vende un pezzo per tappare il buco: partecipate estere, sede storica di via Solferino a Milano e radio se ne sono già andate. In questi giorni si sta perfezionando la cessione della divisione libri alla concorrente Mondadori. Frutterà quasi 130 milioni, ma non basteranno. Così tra neanche dodici mesi Laura Cioli, da poco amministratore delegato del gruppo, dovrà trovare qualche altro pezzo da alienare.

Si dirà: piuttosto che svendere, gli azionisti non potrebbero metterci un po’ di soldi sotto forma di aumento di capitale? Nemmeno a pensarci: ne hanno spesi (buttati) troppi in questi anni a fronte di vantaggi francamente impalpabili. E poi questi signori che possiedono il Corriere se la tirano da tycoon, ma sono molto più modestamente parte di un rissoso condominio. Adesso quello che abitava all’attico e aveva più millesimi di tutti, John Elkann, se n’è andato lasciando le spese agli altri. E qui si tratta di rifare non solo la facciata, ma anche tetto e fondamenta di via Solferino se si vuole che stia in piedi e possa reggere la concorrenza, in prospettiva sempre più forte.

L’operazione Repubblica-La Stampa avrà forse aspetti politici interessanti o inquietanti, a seconda del punto di vista. Ma ha sicuramente valenze industriali tali da cambiare il mercato editoriale italiano. Ci saranno economie e razionalizzazioni mai viste prima. E ci sarà una concessionaria, la Manzoni, che venderà spazi per Repubblica, la Stampa, Il Secolo XlX e vari quotidiani locali. Il nuovo gruppo nato ieri sarà quindi leader assoluto per diffusione e raccolta pubblicitaria. Gli altri arrancheranno dietro.

Chi fra gli azionisti Rcs si metterà ai pedali e tenterà di recuperare l’avversario in fuga? Che cosa faranno Mediobanca, Intesa, Cairo, Della Valle? Probabilmente si terranno d’occhio. E se qualcuno mai accennerà a uno scatto, lo riprenderanno perché nessuno vorrà lasciare il podio all’altro. Così il Corriere della Sera resterà mestamente nel gruppo degli inseguitori. Un avvenire non invidiabile per un giornale che il 5 marzo compie 140 anni, la maggior parte dei quali vissuti da numero uno.

Chi sarà il socio corrieroso che conforterà il Corriere della Sera?

Adesso si vedrà se in giro c’è qualcuno che sia Corrieroso. Perché l’occasione è unica: la fusione Repubblica-La Stampa, annunciata ufficialmente due giorni fa, ha come corollario l’uscita del gruppo Agnelli-Fiat dall’azionariato della Rcs e rende così possibile la scalata alla casa editrice del primo quotidiano italiano. Se un simile spiraglio si fosse aperto solo qualche anno fa, non sarebbero…

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