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Altri spari hanno lambito, questa volta da lontano senza sfiorarlo, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo quelli avvenuti a Butler, in Pennsylvania, nel 2024.

È avvenuto tutto sotti gli occhi di centinaia di giornalisti, alla tradizionale cena di gala della stampa accreditata a Washington: “Col Presidente Trump e la first lady Melania al centro del palco del grande salone dell’Hotel Hilton, la cena dei corrispondenti alla Casa Bianca di tutti i media mondiali era appena iniziata. Si attendeva che come da menu servissero l’aragosta, quando si sono sentiti uno, poi altri tre spari in rapida successione. Immediatamente – raccontano i giornalisti testimoni diretti – hanno portato via Trump, tutti hanno cominciato a scappare e chi é rimasto si è nascosto sotto i tavoli”.

Armato con pistole e coltelli, l’attentatore è stato bloccato dagli agenti del Secret Service che scortano il Presidente. “Si tratta di un giovane che viene da Torrance in California, ha 31 anni, e si chiama Cole Tomas Allen, ma è un malato. Una persona molto malata”, ha rivelato Trump.

Prima di essere immobilizzato a terra ha sparato contro in agente, rimasto illeso grazie al giubbotto anti proiettile. A parte qualche escoriazione, illesi anche tutti i giornalisti presenti alle convulse fasi della sparatoria verificatasi nei pressi della lobby dell’Hilton, lo stesso hotel dove il presidente Ronald Reagan era sopravvissuto a un attentato 45 anni prima, mentre era in corso la tradizionale cena della stampa. Cena alla quale oltre alla coppia presidenziale partecipavano il vicepresidente JD Vance ed alcuni membri dell’amministrazione.

Portato alla Casa Bianca, Trump inizialmente aveva insistito perché la cena riprendesse, ma i servizi di sicurezza prudenzialmente lo hanno fatto desistere ed allora ha convocato una conferenza stampa. “Come ha fatto a entrare armato? – ha esordito il tycoon per poi aggiungere – io obiettivo dell’attentatore? Penso di sì. La mia vita è pericolosa. Molto spesso si diventa facili bersagli quando si ha una carica pubblica. Io mi preoccupo per il Paese, non per me. Non sapevamo se quei colpi fossero vassoi che cadessero o pallottole. La mia impressione è che l’aggressore della cena dei Corrispondenti fosse un lupo solitario. Ma un attentato non mi impedirà di vincere la guerra contro l’Iran”.

L’Fbi sta scandagliado il passato dell’arrestato, ha disposto esami balistici sulle sue armi e sta interrogando i testimoni. Un appello è stato rivolto ai cittadini americani “perché condividano qualsiasi informazione relativa a questo evento. Nessuna informazione é troppo insignificante, nessuna informazione è inadeguata”, ha affermato l’Fbi.

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