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Il film The Interview, prodotto da James Franco – che ha scatenato tensioni tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord dopo il cyber attacco contro la Sony Pictures Entertaiment -, racconta di un’economia nordcoreana in difficoltà. L’isolamento in cui vive il Paese non permette di avere a disposizione dati certi. Secondo la Cia, il Pil di Pyongyang sarebbe di 40 miliardi di dollari e il suo debito pubblico di 20. L’amministrazione americana sostiene che le esportazioni della Corea del Nord ammontino a 3.834 milioni di dollari, pari a quelle del Mozambico o e della Repubblica di San Marino.

Tra le esportazioni di Pyongyang ci sono minerali, manufatti, prodotti tessili e alimentari: il 43,1% del Pil nordcoreano proverrebbe dall’industria, mentre il 33.6% dai servizi e il 23.3% dall’agricoltura.

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CONDIZIONI PRECARIE

Nonostante sia circondato da alcune delle economie attualmente più vivaci al mondo, la Corea del Nord non naviga in buone acque. Il cibo scarseggia e acqua ed elettricità vengono razionate. Un’inchiesta della Bbc ha confrontato l’economia nordcoreana a quella dell’Honduras. Il reddito pro capite è molto simile.

LA CARESTIA DEGLI ANNI ‘90

Negli anni ‘90 i nordcoreani sono stati colpiti da una grave carestia. Secondo dati ufficiali sono morte di fame 220mila persone, ma alcune ong sostengono che le vittime siano state più di tre milioni. Nel 2009 il Paese ha ricevuto aiuti alimentari dalla comunità internazionale.

BISOGNO DI APERTURA

La Bbc indica che la prima riforma necessaria per la nazione dovrebbe essere un aumento della disponibilità di capitali stranieri. Hazel Smith, autrice di North Korea, Markets and Military rule, crede che “per fare in modo che la Corea del Nord cresca è importante che ci siano più investimenti esteri. E questi non arriveranno finché non ci sarà un processo di apertura. Tutti gli sforzi economici fatti fino ad ora sono limitati”.

AMBIZIONI MILITARI

Le difficoltà economiche però non hanno fermato le ambizioni militari del regime del leader Kim Jong-un (qui un ritratto di Formiche.net). Il governo di Pyongyang ha annunciato pochi giorni fa il lancio di un missile che avrebbe trasportato in orbita un satellite. Ma per il Comando Strategico degli Stati Uniti si tratta di un modo per camuffare un test compiuto nell’ambito del programma di sviluppo di un missile balistico intercontinentale. La natura autoritaria e centralizzata del regime nordcoreano predilige la destinazione di gran parte delle risorse disponibili al finanziamento del proprio settore militare.

I GRANDI ALLEATI

La Corea del Nord conta però su diversi alleati, anche se sempre meno stretti. Al primo posto c’è la Cina, Paese che acquista il 54% della produzione nordcoreana. Dopo viene l’Algeria, che compra il 30% dei suoi prodotti. Alla Corea del Sud invece arriva il 16%. Le sanzioni economiche imposte da diverse Paesi, incluso il Giappone, continueranno però ad indebolire nel tempo l’economia nordcoreana.

Che succede davvero in Corea del Nord?

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