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Il Dal Verme e il Franco Parenti, due teatri simbolo di Milano e della milanesità. Ieri mattina hanno accolto rispettivamente il popolo di Stefano Parisi (candidato del centro destra) e il popolo di Beppe Sala (candidato del centro sinistra). I due manager si contendono la poltrona più alta di Palazzo Marino (ce n’è pure un terzo, a dirla tutta, ed è Corrado Passera): la campagna elettorale si è aperta ufficialmente da qualche settimana e i due candidati sembrano intenzionati a non volersi fare sconti. Hanno convocato sostenitori, stampa ed elettori a un quarto d’ora di distanza, uno alle 10:30 e l’altro alle 10:45.

PARISI AL DAL VERME

Il clima è caldo, la platea del teatro Dal Verme è gremita. I giovani militanti intonano cori e poco prima di dare avvio alla manifestazione le note di “Oh mia bela Madunina” riempiono il teatro.

Il primo a prendere la parola è Gabriele Albertini. L’ex sindaco di Milano ha esordito dicendo: “Il primo miracolo compiuto da Stefano Parisi è averci messo tutti insieme”. Nelle prime file infatti siedono: Matteo Salvini (con tanto di felpa gialla su cui campeggia la scritta ‘Parisi Sindaco’), Maurizio Lupi, Mariastella Gelmini, Roberto Formigoni, Paolo Romani, Ignazio La Russa, Alberto Bombassei e Filippo Jarach. Esponenti di Forza Italia, Lega Nord, Nuovo Centrodestra e Fratelli d’Italia tutti insieme per sostenere Parisi.

Ha detto ancora Albertini: “Parisi sarà protagonista della rigenerazione della nostra città”. Poi, sul palco è arrivato il candidato: “Dobbiamo rigenerare la politica e ricostruire la nostra identità. Siamo qui proprio per fare questo. Per noi, per Milano”. Ha aggiunto: “Essere qui è stata una scelta difficile ma mi ha dato la possibilità di ritrovare una coalizione unita, importante per garantire la qualità di governo. Io non posso fare un miracolo, è necessario lo sforzo di tutti per tenere unita una coalizione. Vuol dire mettere insieme ragioni diverse che sono però sempre ragioni”. Poi una sferzata al centro sinistra: “Non mettono al centro i bisogni delle persone, a muoversi è solo la spinta ideologica che rende il governo della città più difficile. Immobile”.

Al centro del programma di Parisi ci sono: la famiglia, la cultura, lo sviluppo tecnologico (ed economico). “Vogliamo che le famiglie con un reddito basso possano accedere gratuitamente agli asili. Dobbiamo portare la cultura (arte, design, moda e musica) anche nelle zone più periferiche sfruttando al meglio le potenzialità della nostra città” ha spiegato convinto. E poi ha concluso: “Cercheremo di liberare Milano dal degrado e dalla burocrazia. Partendo dalla nostra città dimostreremo che è possibile farlo in tutta Italia”.

SALA AL FRANCO PARENTI

Ed eccoci al Teatro Franco Parenti. In platea siedono il primo cittadino (ancora per qualche mese) Giuliano Pisapia, il segretario cittadino del Pd, Pietro Bussolati, il sottosegretario allo Sviluppo, Ivan Scalfarotto, e l’attore Antonio Albanese.

A catalizzare l’attenzione è la presenza di Massimo Ferlini, ex presidente della Compagnia delle Opere. Area Comunione e Liberazione, per intenderci. A tal proposito Ferlini ha detto: “Nessuno ha parlato di liste, sto solo dando una mano a Sala per riportare Milano in alto. Non bisognava essere inclusivi nel periodo delle elezioni?”. Pare infatti che da Sel sia arrivato il veto più assoluto sulla possibile apertura al mondo ciellino.

Salito sul palco, Sala ha parlato di legalità: “La giunta Pisapia passerà alla storia per aver riportato la legalità in una città importante come Milano. Che cosa vogliamo fare noi? Vogliamo portarla ancora di più nelle scuole e vogliamo rinforzare il comitato antimafia perché non si dica più che la mafia non esiste”. Poi ha sottolineato: “Con noi a Milano le ‘Lady Dentiera’ non troveranno più posto”. La trasparenza dunque pare venga prima di tutto per Mister Expo.

Poi, una stoccata ai due concorrenti, Parisi appunto e Corrado Passera: “Siamo tre manager, ma io sono diverso perché ho scelto voi come compagni di viaggio”. Ancora un riferimento alla campagna elettorale dell’ex banchiere: “Passera evoca paura e le paure vanno gestite dai governanti. La sicurezza certo è importante. Ma mi fa più paura sapere che il 20 per cento dei giovani non lavora”.

E infine, l’ultimo punzecchiamento è per il centrodestra: “Sono una banda di ‘mal tra insema’ Se Salvini sarà uno dei capolista Parisi avrà tutta la mia solidarietà” ha detto sornione. E poi ha concluso: “Lui è il garbato portavoce di un’idea che da verde sta diventando nera. Non glielo permetteremo. La sinistra sarà coesa”.

Stefano Parisi, Maurizio Lupi e Gabriele Albertini

Ecco come Stefano Parisi e Giuseppe Sala si sono sfidati nei teatri di Milano

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