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Se non ci fossero stati loro, il Family Day del 20 giugno 2015 sarebbe stato un flop colossale. Se Francisco (detto Kiko) Argüello nel maggio scorso non avesse schioccato le dita e al suo ordine non si fossero mobilitate centinaia di migliaia di persone, allora in piazza San Giovanni a Roma a manifestare contro le unioni gay sotto la pioggia, e con tanto di carrozzine al seguito sarebbero, stati in ben pochi. “Loro” sono gli appartenenti al Cammino Neocatecumenale, il movimento ecclesiale più prolifico in termini di adesioni (e vocazioni) tra quelli sorti in seno alla Chiesa cattolica sull’onda del Concilio Vaticano II, ma che ha creato più di un grattacapo ai piani alti di Oltretevere e in tante diocesi sparse per i continenti.

GRANDI NUMERI E OBBEDIENZA SICURA

I Neocatecumenali (secondo alcune stime attorno ai 250mila in tutta Italia e quasi un milione nel mondo) non hanno solo i numeri dalla loro parte, bensì pure la capacità di mobilitazione dei partecipanti dovuta a un’obbedienza pressoché assoluta alle indicazioni dei vertici. Significa che se gli iniziatori del Cammino, a partire dal pittore spagnolo Argüello fino alla connazionale Carmen Hernàndez, dicono che si deve andare in piazza a Roma per manifestare in difesa della famiglia naturale fondata sul matrimonio tra l’uomo e la donna, ecco l’intera macchina organizzativa con tutti i suoi aderenti si muove senza se e senza ma. Così è stato accaduto in occasione della manifestazione del 20 giugno scorso, e così sarà anche per quella di sabato 30 gennaio prossimo al nuovo Family Day indetto contro il ddl Cirinnà sulle unioni civili.

LA STRATEGIA MEDIATICA DEI NEOCATECUMENALI

L’evento del 20 giugno è stato il battesimo pubblico dei Neocatecumenali, mentre quello del 30 gennaio potrebbe segnare la loro definitiva consacrazione come movimento di punta della galassia cattolica capace di incarnare e rappresentare le istanze della base. Tuttavia, il Cammino non è certo nato ieri. Anzi. Chi s’intende di questioni ecclesiastiche ne conosce la genesi nelle baracche spagnole di Madrid negli anni ‘60, l’arrivo e la diffusione in Italia negli anni ‘70 e il suo martellante proselitismo. E conosce anche tutte le controversie che lo caratterizzano, le bacchettate arrivate dal Vaticano – memorabili i richiami di Benedetto XVI su liturgia e dintorni -, le polemiche interne, i racconti (spesso drammatici) di ex aderenti fuoriusciti. Ma se fino a qualche anno fa i vertici dei Neocatecumenali hanno sempre preferito rimanere lontano dai riflettori dei media, non impelagarsi in questioni politiche, stare alla larga dalle compromissioni dirette con l’impegno pubblico, negli ultimi tempi qualcosa è cambiato. Memorabile, a tal proposito, l’exploit di Kiko all’ultimo Family Day, nel quale è emerso come vero leader dell’evento tra chitarra e invettive contro il segretario Cei monsignor Nunzio Galantino.

AI POSTI DI COMANDO DEL FAMILY DAY

Basta dare un’occhiata ai nomi dei principali organizzatori degli ultimi Family Day per capire chi davvero ne tira le fila dell’organizzazione. Il portavoce del Comitato Difendiamo i nostri figli, l’ente ufficialmente promotore della manifestazione, è Massimo Gandolfini (qui una sua recente intervista a Formiche.net); padre di 7 figli adottivi, neurochirurgo e primario in un ospedale di Brescia, presidente dell’Associazione medici cattolici regione Lombardia e già vicepresidente dell’associazione Scienza&Vita, Gandolfini è tra i responsabili dei Neocatecumenali in quel di Brescia. Aderenti al Cammino sono alcuni dei vertici de La Manif Pour Tous in Italia, la costola dell’organizzazione francese che di recente ha modificato la sua denominazione aggiungendovi anche Generazione Famiglia, come il portavoce Filippo Savarese. Così come aderente al Cammino Neocatecumenale è la famiglia romana D’Auria (padre Claudio, moglie e 5 figli) intervistata qualche giorno fa a tutta pagina da Fabrizio Roncone sul Corriere della Sera per raccontare chi siano i veri protagonisti delle manifestazioni cattoliche di piazza.

Pure Costanza Miriano, che neocatecumenale non è, ha però ammesso senza troppe remore di essere rimasta molto affascinata dal carisma di Kiko sul palco del 20 giugno; non a caso, la popolare giornalista e scrittrice cattolica da tempo ha selezionato come immagine principale del proprio profilo Facebook proprio una foto che la ritrae intenta ad arringare la folla di piazza San Giovanni con Argüello che si appresta a sistemarle il microfono. Non bastasse, sempre lei nei giorni scorsi ha voluto fare pubblicamente gli auguri al fondatore dei neocatecumenali nel giorno del suo 77esimo compleanno postando sul profilo social una foto che li ritrae insieme (“Buon Compleanno a Kiko, un santo, cioè uno che ha capito che noi senza Dio non possiamo nulla, un tralcio della Vite” ha scritto). Ne sono seguiti oltre 200 commenti, molti dei quali nei confronti di Argüello e del Cammino, che hanno innescato un vero e proprio braccio di ferro tra strenui difensori da una parte e accaniti accusatori dall’altra.

Family Day, i neocatecumenali di Arguello in prima fila

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