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Evidentemente chi porta quel cognome pensa di essere un genio: della architettura, della finanza italica, della scienza applicata. Di certo, Tito Boeri si crede un mago delle pensioni.

Ma Tito Boeri non lo è. Anche se ha avuto la “sventura” (per Noi pensionati) di essere scelto da Renzi come Presidente dell’INPS. Ruolo tecnico, non politico. Ruolo tecnico. Ma Lui, Boeri, pensa di essere un tuttologo, di poter imporre alla politica scelte pensionistiche antitetiche rispetto a quelle (giuste o sbagliate che fossero) volute dagli ultimi governi e votate largamente dal Parlamento.

No, Boeri non ne vuole sapere, di limitarsi a fare il Presidente dell’INPS ma pretende di imporre a Renzi ed alla politica le sue idee. Idee sballate e pericolose. Sballate, perché – ieri – erano quelle che proponevano di ricalcolare tutte le pensioni retributive o miste, con il solo calcolo contributivo. Come se fosse facile, giusto ed equo, in Italia, non in un paese del comunismo reale.
Sballate, perché – oggi- continua a proporre il pensionamento anticipato, per favorire il lavoro dei giovani. Alla faccia delle regole europee e dell’andamento del mercato del lavoro.
Chi lo dice che un “posto liberato da un pensionato” sia occupato, poi, da un giovane? Ma, T.B., crede o no al mercato?

Altri, prima e meglio di Noi, hanno confutato Boeri (ad esempio si leggano le prime 2 pagine del “Giornale” dell’11/01/16) confermando l’oscenità della proposta e spiegandone l’assurdità tecnica.
Noi, più sanguigni e forti di una pluridecennale esperienza contro il potente di turno (prima e dopo l’epopea della Bindi) ci limitiamo a ripetere a Boeri pochi concetti. Chiari e limpidi.
Se vuole fare politica, si candidi, si faccia votare e fondi un partito: “Il partito anti pensioni”. Con un solo punto programmatico: la rupe Tarpeia per tutti gli over 75.
Se vuole fare politica, rottami Renzi e ne prenda il posto.
Potrà così rottamare tutti i vitalizi e tutti i privilegi della politica. Questo dovrà fare, da politico, prima di toccare le altre pensioni, quelli della gente normale.

Ma, oggi (e…fino a quando ?) aBoeri tocca un altro compito. Sistemare l’organizzazione dell’INPS, fare spending review all’interno dell’INPS, applicare le regole della Fornero, separare nettamente tutte le voci della Gias da quelle previdenziali.

Ecco “il compitino” di Boeri, oggi. Per questo è lautamente pagato. Per gestire al meglio il mastodonte INPS e non per fare encicliche che allarmano in continuazione i pensionati, creando disagio e caos anche al boy-scout.
Una cosa, T.B. non ha capito. Che i pensionati degli anni 2000 non sono le pecore del 1990-1995. I pensionati della fascia 65-85 anni hanno attivato la Consulta, hanno presentato centinaia di esposti alle Procure della Corte dei Conti di molte Regioni d’Italia. Hanno impugnato la legge 109/15 di Renzi. Impugneranno anche la legge di stabilità’ (208/16), soprattutto i commi dal 286 in poi.

Ma faranno anche dell’altro. Denunceranno, a breve, il vertice INPS per inadeguata gestione e per lo spreco di risorse previdenziali.
Tutto ciò, in attesa di usare l’arma del voto: nelle amministrative, nel referendum costituzionale, nelle elezioni politiche.
Ogni pensionato può muovere 10 voti, almeno. Ogni pensionato può mandare centinaia di e-mail, senza spesa. Perciò, oggi, la matita può fare male…tanto male.
Ed allora, delle due l’una. O Boeri tace e si limita a fare il suo dovere o chi lo ha scelto ne pagherà il fio, elettoralmente.

Ad maiora….

Tito Boeri, mago delle pensioni o piantagrane di professione?

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