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Per qualcuno si è trattato della classica sfuriata sfociata nell’ancora più classico strappo. Qualcun’altro invece grida alla profezia, immaginandosi già Angelino Alfano che varca la soglia del Pd per correre alle elezioni a braccetto con Renzi. Fatto sta che Nunzia De Girolamo ha sbattuto la porta e (forse) se ne è andata col veleno in bocca per riapprodare, forse, al suo luogo di origine, quella Forza Italia dalla quale se ne era andata nel novembre 2013. Ora però nel Nuovo Centrodestra, ovvero Area Popolare dopo le sinergie con l’Udc, le acque sono un un po’ agitate e più d’uno si chiede se davvero all’orizzonte del partito di Alfano ci sia solo Renzi.

IL CASO DE GIROLAMO

In una conversazione con Formiche.net Sergio Pizzolante, deputato di Area Popolare classe 1961, tra i primi a seguire Alfano dopo la rottura con Berlusconi, spiega strategie e mosse del suo partito nei prossimi mesi. Cominciando proprio dalla questione più spinosa, l’addio della De Girolamo, cui Pizzolante riserva parole non proprio tenere. “La sua è stata un’azione priva di significato politico. Farla capogruppo alla Camera è stato un errore di Alfano perché lei già lavorava per tornare IN Forza Italia”, dice Pizzolante. Che poi allarga il discorso all’attuale situazione del centrodestra.

SALVINI E BERLUSCONI POCO MODERATI

“Ci sono due anime nel centrodestra, una nostalgica berlusconiana  e una populista di Salvini. Entrambe lontane anni luce da noi. Il nostro è un progetto di grande area moderata finalizzato a instaurare con Renzi una collaborazione strategica”. Quindi Renzi e il Ncd saranno alleati? “Sì, ma noi non saremo succubi di Renzi. Noi stiamo lavorando per costruire una forza politica nuova, un soggetto moderato e di centro in grado di sfidare il Pd ma sostenendo al contempo Renzi, un po’ come faceva il Pri con la Dc. E guardi che parlo di uno spazio elettorale del 10-15%”.

CHE SUCCEDE A RENZI

Pizzolante sottolinea comunque l’attuale momento renziano, non proprio roseo. “Il leader del Pd vive un momento difficile, con la minoranza dem all’attacco che lo logora. E’ un fatto che abbia bisogno di noi”. Alleanza su riforme e programma sì, ma correre con Renzi in caso di elezioni appare un’ipotesi un po’ forzata. Quanto alla leadership del grande partito moderato per il momento “non ci sono leader precostituiti”. Insomma niente nomenklature o nomi calati dall’altro, magari un confronto aperto con delle primarie, quello sì.

DOSSIER ITALICUM

Ma c’è uno scoglio da superare per rafforzare l’asse e si chiama legge elettorale. Un terreno scivoloso, vista l’allergia di Renzi a ricevere suggerimenti, specie sull’Italicum. Gli alfaniani chiedono infatti modifiche all’Italicum e un’apertura al premio alla coalizione. “Abbiamo sottoposto a Renzi questa riflessione, perché un mancato intervento sul premio potrebbe rendere difficile l’alleanza. La nostra è una riflessione seria”, rivendica Pizzolante. Bisogna capire se però Renzi starà a sentire o farà il sordo.

FITTO, TOSI E VERDINI

Nella lunga estate degli strappi – Raffaele Fitto, Flavio Tosi e in ultimo Denis Verdini – la domanda su possibili appoggi con il Ncd è poi d’obbligo. “Io credo che si siano cacciati tutti in un vicolo cieco. Voglio dire, che senso ha fuoriuscire dai rispettivi partiti e poi porsi l’obiettivo di sostenerli dall’esterno. A questo punto era meglio che si unissero all’area moderata”, spiega Pizzolante.

DOSSIER CIRINNA’

Le unioni civili, che stanno accendendo lo scontro tra governo e Chiesa, dopo il richiamo dei vescovi al rispetto delle differenze tra famiglia tradizionale e unioni, sono uno dei motivi di potenziale attrito fra alfaniani e renziani. Commenta Pizzolante: “Sono laico ma dico una cosa: i bambini devono avere un padre e una madre. La soluzione migliore è quella della via di mezzo, come proposto da Quagliarello, ossia sbarrare la strada a pratiche come l’utero in affitto. Vedremo come andrà a finire”.

Più Renzi e meno Salvini. Parla Pizzolante (Area Popolare)

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