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Da un lato Matteo Renzi ha ragione a pretendere una strategia condivisa ed efficace per la guerra (lui non la chiama così, ma pazienza) contro Isis e per la crisi siriana.

Dall’altro, però, il presidente del Consiglio sa benissimo, come tutti, che questa strategia non vedrà la luce prima di un anno, quando cioè alla Casa Bianca siederà un nuovo presidente, chiunque esso/a sia.

Allora questo temporeggiamento, fondato nelle ragioni, diventa pericoloso nella sostanza. Perché in un anno può succedere di tutto, nel mondo, in Europa e in Italia.

Per questo Renzi dovrebbe munirsi di una strategia un po’ più solida del dire “ci vuole un strategia” e adeguarsi più visibilmente agli altri Stati della coalizione, in linea con le richieste della Francia.

In vario modo l’hanno fatto tutti: Usa, Russia, Germania, Regno Unito. Ecco, fare quello che fanno gli altri alleati sarebbe già un abbozzo di strategia possibile. Anche perché non è molto.

(post pubblicato sul profilo Facebook di Giancarlo Loquenzi)

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