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Si è aperto oggi il Sinodo ordinario sulla famiglia, seconda parte di quello straordinario che ebbe luogo un anno fa nell’Aula Nuova, in Vaticano. Tre settimane di lavoro e riflessione sulla vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo terranno impegnati 274 padri sinodali provenienti da ogni angolo del pianeta.

L’OMELIA DEL PAPA

Nell’omelia pronunciata in San Pietro, il Papa ha chiesto alla Chiesa di “vivere la sua missione nella fedeltà per difendere l’amore e incoraggiare le numerosissime famiglie che vivono il loro matrimonio come uno spazio in cui si manifesta l’amore divino; per difendere la sacralità della vita di ogni vita; per difendere l’unità e l’indissolubilità del vincolo coniugale come segno della grazia di Dio e della capacità dell’uomo di amare seriamente”. Francesco, dopo aver ricordato che la verità “non si muta secondo le mode passeggere o le opinioni dominanti”, ha sottolineato come vivere la missione nella carità significhi “non puntare il dito per giudicare gli altri”. La Chiesa, infatti, “si sente in dovere di cercare e curare le coppie ferite con l’olio dell’accoglienza e della misericordia; di essere ospedale da campo con le porte aperte ad accogliere chiunque bussa chiedendo aiuto e sostegno; di uscire dal proprio recinto verso gli altri con amore vero, per camminare con l’umanità ferita; per includerla e condurla alla sorgente della salvezza”.

IL CALENDARIO DEI LAVORI

Venerdì scorso, il cardinale Lorenzo Baldisseri, che del Sinodo è il segretario generale, ha presentato ai giornalisti le novità procedurali che contraddistingueranno l’assise. Innanzitutto, non vi sarà alcuna relazione intermedia (la celebre relatio post disceptationem che un anno fa fece infuriare buona parte dei padri, a giudizio dei quali il testo presentato non corrispondeva alla realtà del dibattito in Aula). Il motivo è dovuto al fatto che i lavori saranno cadenzati dalla tripartizione dell’Instrumentum laboris, la traccia che i membri del Sinodo seguiranno nel confronto. Così, la prima settimana sarà dedicata alla prima parte del documento, la seconda alla parte seguente e la terza ai paragrafi conclusivi (ed è qui che sono presenti i temi più delicati, quali la comunione ai divorziati risposati e l’apertura possibile alle unioni omosessuali).

SUBITO I CIRCOLI MINORI

Non ci sarà molto spazio per la discussione generale, visto che già dal secondo giorno (e sarà così per ciascuna delle tre settimane) partiranno i circoli minori, i gruppi ristretti e omogenei per lingua che lavoreranno da subito all’elaborazione dei “modi” – le proposte di emendamento – al testo che sarà presentato in Aula. Gli interventi in assemblea plenaria dovranno a ogni modo rispettare il “tema” della settimana. Questo perché si vuole evitare che fin da subito si pongano sul tavolo del confronto le questioni “spinose”, dando magari meno spazio agli altri aspetti con impatto mediatico minore ma non per questo meno rilevanti ai fini degli obiettivi del Sinodo.

LA COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE CHE SCRIVERA’ LA RELAZIONE FINALE

Contestualmente ai lavori dei circoli minori, si riunirà la Commissione incaricata di stendere la Relatio finalis, il documento finale che sarà consegnato al Pontefice. L’organismo sarà composto dai cardinali Erdo (Ungheria), Wuerl (Stati Uniti), Gracias (India), Dew (Nuova Zelanda) e dagli arcivescovi Fernandez (Argentina), Semeraro (Italia), Forte (Italia), Lebouakhean (Gabon). A loro è stato aggiunto il Preposito generale della Compagnia di Gesù, Adolfo Nicolas Pachon S.I. Baldisseri ha anche fatto sapere che “considerato l’alto numero di quanti hanno diritto di parola (318 tra padri, delegati fraterni e uditori) e il maggiore spazio riservato ai circoli minori (13 sessioni), ogni oratore ha la facoltà di parlare in aula per tre minuti”.

GLI EVENTI CORRELATI

Contestualmente allo svolgimento dei lavori, vi saranno alcuni momenti correlati. Sabato 17, in mattinata, avrà luogo la commemorazione del 50° anniversario del Sinodo, con la relazione commemorativa affidata al cardinale Christoph Schonborn. Il giorno successivo, sempre in mattinata, avrà luogo la messa per la canonizzazione (Tra gli latri) dei beati coniugi Ludovico Martin e Maria Azelia Guérin, genitori di Santa Teresa del Bambino Gesù.

LA VEGLIA CON LE FAMIGLIE

Nella veglia di sabato sera organizzata dalla Cei, il Papa ha chiesto preghiera per i padri sinodali, affinché l’assise “sappia ricondurre a un’immagine compiuta di uomo l’esperienza coniugale e familiare” e “riconosca, valorizzi e proponga quanto in essa c’è di bello, buono e santo; abbracci le situazioni di vulnerabilità, che la mettono alla prova”. Importante ricordare – ha sottolineato Francesco – che si deve “unire la compassione alla giustizia”, perché altrimenti “finiamo per essere inutilmente severi e profondamente ingiusti”.

Il Papa ha aperto il Sinodo, eventi e calendario dei lavori

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