Skip to main content

A destra o a sinistra, si sono reciprocamente scavalcati a più riprese: Hillary Clinton voleva lucidare la sua patina liberal un po’ appannata negli ultimi tempi; e Bernie Sanders provava, senza troppo crederci neppure lui, a piantare delle bandierine al centro. Le incursioni nel campo del rivale sono riuscite meglio alla ex first lady che al senatore del Vermont, incollato, proprio dal suo Stato rurale e libertario, a difendere il diritto a possedere un’arma, mentre l’ex first lady sposa la linea di Obama per limitare in qualche modo la portata del secondo emendamento della Costituzione.

E quando Hillary ricorda che Sanders votò a favore dell’immunità dei produttori e dei rivenditori, lui si giustifica affermando che “la legge era troppo complicata”. Incroci di posizione ci sono pure sulla politica estera, dove Sanders appare un po’ generico e impacciato; sulla libertà degli scambi, dove la Clinton ripudia la sua linea liberista per un tradizionale protezionismo democratico; e sull’immigrazione. Posizioni rispettate, invece, sulla finanza e sulla sicurezza nazionale: Sanders attacca Wall Street e difende Edward Snowden, l’uomo che svelò segreti dell’intelligence; Hillary, che motiva il proprio sì al Patriot Act, pensa che ‘la talpa’ debba pagare per quanto ha fatto.

Sull’economia, Hillary si definisce una progressista “concreta” che non guarda alla convenienza, mentre Sanders vuole distribuire la ricchezza e cita il Nord Europa dove tasse più alte significano migliori servizi sociali. Lei replica: “Qui non siamo in Danimarca”, però condivide che “i più ricchi paghino il giusto”.

La “migliore Hillary” di questa campagna – lo scrive il Washington Post – vince il primo dibattito in diretta tv fra i cinque aspiranti alla nomination democratica per Usa 2016 e indebolisce l’ipotesi d’una candidatura sostitutiva del vice-presidente Joe Biden, che segue la sfida da casa e che prepara un consulto familiare nel fine settimana per decidere se scendere in lizza.

Anche Sanders, indipendente e, per sua definizione, socialista, se la cava bene e strappa un applauso al pubblico – e a Hillary un “Grazie Bernie”, con stretta di mano-, dandole un assist sull’emailgate (lo scandalo dell’utilizzo di un account privato quand’era segretario di Stato): “Gli americani sono stanchi e stufi di sentire parlare di queste email, quando ci sono 27 milioni di persone che vivono in povertà. Parliamo di ciò che interessa agli americani”.

Hillary e Sanders non esitano a “forzare” fatti e cifre per tirare acqua al proprio mulino. E la stampa fa subito loro le pulci: l’ex first lady nega d’avere cambiato opinione sull’accordo di libero scambio trans-Pacifico, ma sue citazioni passate l’inchiodano; e Sanders afferma che “quasi tutta la nuova ricchezza va all’1% più ricco”, mentre gli economisti riducono quel “quasi tutto” al 58% – non è poco, però – e notano che il 99% restante ha visto il proprio reddito aumentare del 3,3% nel 2014, la percentuale più alta nel XXI Secolo.

La prestazione di Hillary sul palco del Wynn Hotel di Las Vegas, trasmessa dalla Cnn, potrebbe rilanciarne la campagna, dopo un’estate difficile, e consentirle di mettersi alle spalle l’emailgate, cavallo di battaglia degli attacchi dei repubblicani.

La Clinton, che si presenta come ex first lady, madre e nonna, nota che un presidente donna sarebbe un grande cambiamento (“La differenza che c’è tra me e Barack Obama? Io sono una donna”, nota, ponendosi in una linea di continuità con l’Amministrazione attuale); e dice di non volere essere votata per il suo nome, mentre il marito, l’ex presidente Bill, twitta “merita di essere presidente”.

Il duello è civile e tutto fair play, senza colpi bassi né scintille. Donald Trump, l’attuale battistrada alla nomination repubblicana, lo segue rendendo publici smorfie e sbadigli; e, a cose fatte, si dice impaziente di confrontarsi con il campione democratico, come se lui avesse la nomination in tasca.

Hillary Clinton e Sanders, tutti i sorpassi pericolosi

A destra o a sinistra, si sono reciprocamente scavalcati a più riprese: Hillary Clinton voleva lucidare la sua patina liberal un po’ appannata negli ultimi tempi; e Bernie Sanders provava, senza troppo crederci neppure lui, a piantare delle bandierine al centro. Le incursioni nel campo del rivale sono riuscite meglio alla ex first lady che al senatore del Vermont, incollato,…

Cosa dovrebbe contenere (secondo me) la Legge di Stabilità

La stabilità non si addice agli instabili. Questo commento venne pronunciato da un alto funzionario italiano (che non desidera essere citato) quando la mattina del 16 ottobre 2014 vide le dieci paginette, con tabelle in gran misura bianche, che erano state inviate quasi all’alba, per ottemperare all’obbligo di presentare lo schema di disegno di legge entro la mezzanotte del 15…

Maria Elena Boschi e Mauro Moretti (2015)

Finmeccanica, ecco come la vendita di Fata a Danieli sarà salutare per Moretti

Si tratta di un asset minore, la cui cessione avrà solo un impatto limitato sui conti di Finmeccanica. Ma la vendita di Fata alla friulana Danieli è un altro tassello della ristrutturazione che il gruppo guidato dall'ad, Mauro Moretti, sta compiendo per puntare tutto sul core business e che riceve una promozione a pieni voti dagli analisti. IMPATTO QUANTITATIVO MODESTO…

Deaton vs. Piketty, due visioni (opposte) sulle disuguaglianze

Basta leggere una pagina delle conclusioni del libro La grande fuga – Salute, ricchezza e origini della disuguaglianza (Il Mulino, 2013) per capire il pensiero di Angus Deaton, premio Nobel per l’Economia 2015: “La vita oggi è meno dura di quanto sia forse mai stata nel corso della storia. Più persone hanno migliorato il loro tenore di vita e meno versano…

Ecco come Hp, Ibm e Cisco scrutano la coppia Dell-Emc

L'ingresso deciso di Dell sul mercato enterprise, conseguenza della mega-fusione con Emc, cambierà il panorama competitivo. Hp, che si prepara a separarsi in due società, è l'azienda più citata come concorrente che soffrirà l'impatto del nuovo colosso, ma non è l'unica. MEG WHITMAN: IL MERGER E' UN VANTAGGIO PER HP Dal 1 novembre, come deciso fin dall'anno scorso, Hp si dividerà in Hp Inc. e…

Islam e dintorni: la sfida di una generazione emergente

“Je ne suis pas français” è la frase che risuona nelle banlieues francesi, dove sono sempre più numerosi i giovani, in particolare di seconda e terza generazione, che non solo non si riconoscono nelle istituzioni della Republique, ma rifiutano di sentirsi parte della società in cui sono nati e cresciuti. Come la Francia, altri paesi europei sono confrontati alla stessa…

Perché Quagliariello lascia NCD di Alfano

Venti di scissione soffiano all’interno di NCD, Gaetano Quagliariello stanco e avvilito, per i magri risultati fin qui conseguiti dal partito sul piano politico e istituzionale, ha dato correttamente una sorta di preavviso/scissione ad Alfano e compagni. Si racconta che a seguirlo saranno in diversi, tanto da poter formare a Palazzo Madama un gruppo autonomo, preludio alla nascita di una…

Roma, le "prospettive" di una città allo stremo

Ignazio Marino s'è dimesso dal ruolo di Sindaco di Roma. Le opposizioni a destra esultano e i neofascisti gongolano chiedendo elezioni subito, entrambi sperticandosi uno più dell'altro sull'uso della parola sinistra a fianco a quella di Marino fatte seguire dal lemma distruzione; il Movimento 5 Stelle si attribuisce la gloria d'aver fatto vacillare il potere costituito per bocca del fiero Dibba ad…

Che cosa c'è da sapere sui "ribelli siriani aiutati dagli Usa"

La questione "ribelli siriani aiutati dagli Usa" sta tornando di attualità, sia perché sembra che in questo momento parte di quegli aiuti si stanno rivelando utili nel bloccare l'offensiva del regime nelle aree occidentali, sia perché più a est si stanno creando i presupposti di un fronte congiunto che punta verso Raqqa (capitale dell'IS), sia perché è un argomento di…

Renzi ha vinto, ora serve un’alternativa popolare

Inutile girarci intorno: Matteo Renzi ha vinto e adesso sarà il caso di farcene una ragione. C’è chi, come il sottoscritto, vede in questo passaggio parlamentare, foriero di una trasformazione strutturale della Costituzione, un altro tassello essenziale di quel Piano di Rinascita Democratica del Venerabile Maestro Licio Gelli. Troppe circostanze, personaggi e vicende dirette e collaterali convergono a sostegno di…

×

Iscriviti alla newsletter