Skip to main content

L’aeroporto di Fiumicino vive la sua estate più calda. Tra incendi (prima al terminal e poi in pineta) e disagi provocati dai ritardi accumulati da compagnie low cost, il principale scalo italiano è oggetto di attenzioni mediatiche, e non solo. Riportando ancora una volta al centro del dibattito la questione degli investimenti, a onor della cronaca già preventivati dal gestore Adr. Quest’anno dovrebbero essere infatti sbloccati 350 milioni per i primi interventi, come sottolineato pochi giorni fa dal presidente Fabrizio Palenzona in un’intervista al Messaggero, rispondendo alle accuse di Alitalia capitanata da Silvano Cassano. Nel frattempo, come notato ieri da Formiche.net, si scorge una prima sintonia di vedute fra governo e Adr,

Però, mentre si continua a discutere sul dove, come e quando si è sbagliato, dall’ufficio studi della Cassa depositi e prestiti sono arrivati alcuni suggerimenti tecnici su come rendere ancora più fluido ed efficace proprio quel piano di investimenti necessario all’ammodernamento dello scalo. Il linguaggio è quello tecnico tipico degli analisti, ma il messaggio contenuto nel report intitolato “Il sistema aeroportuale italiano” è comunque chiaro. Se si vogliono agevolare gli investimenti e dare al Leonardo Da Vinci una prospettiva di rilancio più concreta, bisogna lavorare sulla regolamentazione delle tariffe pagate per lo svolgimento delle attività aeroportuali e concordate con l’Enac.

Al capitolo tariffe il report della Cassa parte di due approcci differenti nella determinazione delle tariffe. Quello dual till e quello single till. In pratica il primo include nel calcolo della tariffa regolata anche i profitti delle attività non aeroportuali, come per esempio la gestione dei parcheggi. Al contrario, l’approccio single-till prevede che i profitti derivanti dalle attività non aeronautiche siano invece dedotti dai ricavi consentiti per i servizi aeronautici prima di determinare il livello delle tariffe, sottraendoli di fatto al calcolo di queste ultime. In Italia, fino ad oggi, si è applicato un meccanismo detto mixed-till, ossia basato sui principi del single till ma includendo nel calcolo il 50% dei profitti non legati ad attività di aria.

Ora, con il metodo single till gli aeroporti che non hanno un significativo potere di mercato, e Fiumicino, pur con qualche acciacco, il potere di mercato ce l’ha, tendono a rispondere alla pressione competitiva compensando i profitti delle attività aeronautiche con quelli delle attività non aeronautiche, come la gestione dei parcheggi, per dirne una. Tuttavia, spiegano da Cdp, tale dà luogo a segnali di prezzo inappropriati e non riduce l’inefficienza allocativa delle risorse.

Il report suggerisce quindi tra le pieghe, un approccio più propriamente dual till, sottolineando come la letteratura economica in materia di tariffe aeroportuali “propende per l’approccio dual till laddove si dimostri la necessità di supportare gli aeroporti in investimenti di capacità”. E a Fiumicino di interventi per l’aumento della capacità ne servono eccome. Lo ricorda la stessa Cassa, precisando come ad oggi a Fiumicino “si rendono necessari interventi su piste, piazzali e aerostazioni, al fine di ridurre congestioni ed evitare ripercussioni sulla capacità commerciale dello scalo”.

Aeroporti, ecco i consigli di Cassa depositi e prestiti a Enac e Adr

L’aeroporto di Fiumicino vive la sua estate più calda. Tra incendi (prima al terminal e poi in pineta) e disagi provocati dai ritardi accumulati da compagnie low cost, il principale scalo italiano è oggetto di attenzioni mediatiche, e non solo. Riportando ancora una volta al centro del dibattito la questione degli investimenti, a onor della cronaca già preventivati dal gestore…

Apostolos Doxiadis torna in libreria

Apostolos Doxiadis è un gran narratore. Perché ha una testa logica e combinativa. Ha, dalla sua, l'arte dell'intreccio e dell'ingranaggio. E dunque, specie d'estate, specie se avete ancora qualche neurone capace di curiosità scampato all'evasione ebetita: quella del sudoku o peggio ancora dell'improduttivo e bovino navigare tra siti internet e messaggi in chat, ecco vi consiglio il suo ultimo libro…

Tutti gli scenari di sicurezza energetica per l'Italia

Il tema della geopolitica energetica e della sicurezza degli approvvigionamenti riveste sempre maggiore centralità nelle dinamiche politiche globali, anche se, le tensioni registrate in diverse aree di produzione e di transito, non hanno mutato il quadro generale che si caratterizza, almeno sino ad oggi, per una sostanziale stabilità degli approvvigionamenti e dei prezzi. La geopolitica energetica si basa su quattro…

Il Sud va tutto commissariato

Ha ragione Buttafuoco. Punto. Non solo la Sicilia, ma tutto il Sud va commissariato. La prova? Basta un esempio. Mi trovo in un paesino del Sud dell'Italia ma ancora attaccato al continente. Sulla caviglia, diciamo, dello stivale e che non posso citare perché i parenti sono troppo orgogliosi. Da qualche tempo, il comune dove mi trovo è, per l'appunto, commissariato.…

Fiumicino, come decollano le sintonie fra governo e Adr

Davvero un’estate calda per Aeroporti di Roma, alle prese con i problemi più o meno strutturali di Fiumicino. Lo scalo, andato in tilt tre volte nel giro di poche settimane, prima per un incendio al terminal 3, poi per un altro incendio nella vicina pineta che ne ha impedito i voli e infine per il caos seguito ai ritardi della…

Che succede a Apple?

La notizia era così ghiotta che è rimbalzata su tutti i media - tanto che Apple si è affrettata a spedire a tutti la smentita: i rumors riportati da Business Insider secondo cui la Mela sta trattando con le telco europee per diventare un Mvno non sono fondati. Eppure da anni nell'industria telecom si parla dei progetti di Apple per diventare…

Perché la produzione industriale è fiacca

In giugno, la produzione industriale è stata molto più debole di quanto fosse previsto (-0,3% m/m): la variazione m/m della serie destagionalizzata è stata di -1,1%, mentre la serie corretta per i giorni lavorativi è di 0,3% inferiore al livello del giugno 2014. Tutti i raggruppamenti sono calati rispetto a giugno, più marcatamente i beni intermedi (-1,7%) e i beni…

Cosa chiede l'alleanza trasversale in Parlamento sulle terme

“La verità è che c’è un grosso nucleo di siti termali in mano pubblica, siamo intorno al 25%, che perdono soldi: se fossero privati sarebbero già andati in default”. Costanzo Jannotti Pecci non usa perifrasi. E stavolta il presidente di Federterme e di Confindustria Campania non le manda proprio a dire quando, interpellato da formiche.net nella sala stampa di Montecitorio sulla ricetta…

×

Iscriviti alla newsletter