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Il suo primo intervento pubblico dopo l’insediamento al vertice dell’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid), avvenuto il 18 maggio in seguito alle dimissioni di Alessandra Poggiani, è stato pronunciato al Forum Pa di Roma. “I progetti dell’Agenda sono buoni. Per la prima volta c’è una linea strategica chiara, che vuol dire che la politica ha dato un indirizzo forte e ha detto che l’Agid deve diventare il braccio armato di questa strategia”, ha spiegato in quell’occasione Antonio Samaritani (leggi qui il suo profilo).

Qualcosa da rimproverare a chi l’ha preceduto? “I miei predecessori hanno fatto bene il lavoro, che ha portato ai piani Banda ultra larga e Crescita Digitale. I documenti strategici ci sono, quindi ora si passa all’execution”, ha dichiarato Samaritani a Repubblica.

Importante è non fermare “la macchina in corsa: sono stati fissati degli obiettivi e non vanno persi”. La metafora automobilistica è la stessa utilizzata da una neo nominata Poggiani a settembre dello scorso anno in un intervento sull’Huffington post: “Non è facile, credetemi, ma ce la mettiamo tutta”, scriveva Poggiani consapevole “che da qui passa una parte del futuro del nostro Paese” e impegnata “nelle operazioni di accensione della “macchina”.

IL MODELLO DI RIFERIMENTO  DI SAMARITANI

Nel portare avanti i progetti dell’agenda digitale il nuovo direttore si ispirerà al passato: “La Fatturazione Elettronica è il nostro modello operativo di riferimento: la politica ha stabilito la linea, Agid ha coordinato e collaborato con tutti gli attori che hanno gestito la fase esecutiva del progetto, il mercato ha sviluppato le sue soluzioni e infine c’è stata una forte attenzione alla comunicazione e alla divulgazione dei contenuti”, ha detto al forum Pa.
Ecco cosa scrive il Sole 24 ore della fatturazione elettronica: “Finora, di tutti i castelli costruiti in aria sull’Agenda digitale, dalle norme, è funzionante solo la fattura elettronica obbligatoria verso le Pa”.
Ma dall’intervista del 29 settembre di Poggiani al Corriere delle Comunicazioni si può leggere che era un progetto preesistente al suo arrivo all’Agenzia: “La fatturazione elettronica è già partita ed è una realtà per milioni di imprese. Dal 6 giugno scorso, Ministeri, Agenzie fiscali ed Enti nazionali di previdenza e assistenza sociale ricevono le fatture in formato elettronico. Ora è il turno di tutte le amministrazioni locali”, diceva Poggiani.

LE PRIORITA’ DI SAMARITANI

È nella prima intervista alla stampa, rilasciata al quotidiano La Repubblica, che il nuovo direttore dell’Agid Samaritani ha iniziato a delineare i suoi progetti per completare il processo di digitalizzazione del Paese spiegando anche per quale priorità potrà essere applicato il modello “fatturazione elettronica”: “La prima è Spid (sistema pubblico di identità digitale, ndr), che partirà entro l’autunno, conferendo ai cittadini tre milioni di identità digitali entro l’anno, per poi aumentare negli anni successivi (a 10 milioni nel 2017).

…E QUELLE DI POGGIANI

Nella sua prima intervista, precedente di pochi giorni rispetto al suo scritto sull’Huffington post e rilasciata a Pagina99, Poggiani si era soffermata invece su alcuni aspetti legati alle risorse necessarie per attuare la digitalizzazione del nostro paese: “Serve maggiore attenzione – sia da parte del governo, ma anche delle Regioni e quindi dalla Conferenza Stato-Regioni – sulla necessità di dedicare delle risorse alle infrastrutture di rete”.
Ricordando le priorità dell’Agenda digitale, tra le quali spiccava la banda larga e ultralarga e il sistema pubblico di connettività per l’identità digitale, Poggiani sottolineava: “Senza strade e autostrade, è inutile che facciamo le ‘macchine’”.
Più dettagliato è stato l’elenco dei progetti da portare a termine snocciolato dall’ex direttore dell’Agid al Corriere delle Comunicazioni: “L’Identità Digitale è uno dei mattoncini fondamentali che permetterà di semplificare il rapporto cittadini e Pubblica Amministrazione e di ampliare il numero di servizi accessibili online. L’Anagrafe Unica è l’infrastruttura centrale che si farà carico dalla fine del 2015 di accogliere i dati a oggi residenti sulle 8100 anagrafi comunali.
In sintesi: “Infrastrutture di rete e banda ultra larga; alfabetizzazione e competenze di cittadini e imprese; sostegno allo sviluppo dell’economia digitale”.

LA GOVERNANCE

Sulla governance del digitale Samaritani non ha una soluzione ma sa come trovarla, ha detto a Repubblica.it. Il riferimento è alla stoccata giunta da Delrio in occasione della convention Between a Capri: “L’Agenzia per il digitale – ha detto il sottosegretario alla presidenza del consiglio – ha una governance da manicomio, barocca, inadatta a raggiungere gli obiettivi”.

TUTTI INSIEME

L’idea di far giocare un ruolo a tutti gli attori chiamati in causa, è l’elemento sul quale preme maggiormente Samaritani: “Il mio punto è che lo sforzo innovativo da fare è lavorare sul rapporto che Agid ha con tutti gli attori”.
Come? L’obiettivo di Samaritani sarebbe quello di convincere ministeri, imprese, entri locali eccetera a lavorare insieme. Un esempio? “Recuperando, nei progetti dell’Agenda digitale, quanto già fatto a livello locale. Si veda il caso di Spid, l’identità digitale che debutterà quest’anno per l’accesso ai servizi della pubblica amministrazione. Valorizzeremo il lavoro fatto già dalle Regioni sull’identificazione dei cittadini, mentre finora in Spid non hanno avuto questo ruolo. Pensiamo quindi che le identità certificate dalle Regioni, se rispettano le regole di Spid, possono essere acquisite all’interno del progetto”.

MA RISPETTANDO I RUOLI

“Non possiamo ignorare le istanze che verranno dai ministeri e diventano i requisiti che Agid deve applicare. Il rispetto dei ruoli prevede che i ministeri sono portatori dell’istanza politica e strategica. Noi siamo portatori di quella tecnologica. L’insieme di queste due visioni concorrerà a definire i processi digitali”, ha precisato Samaritani.

Agid, le idee di Samaritani e Poggiani a confronto

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