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La CEI guarda avanti, ma per il suo governo, il Consiglio Episcopale Permanente, richiama alcuni vescovi che si erano affermati nell’immediato dopo Ruini.

L’assemblea, che si è chiusa giovedì, è stata dedicata anche a ridisegnare la geografia dei più stretti collaboratori del presidente Angelo Bagnasco. Momento fondamentale della vita della Chiesa italiana sarà il Sinodo per la Famiglia che si terrà ad ottobre, fortemente voluto da Francesco.

Ed allora ecco quali delegati i vescovi hanno eletto, oltre al loro presidente e arcivescovo di Genova, il cardinale Angelo Bagnasco: l’arcivescovo di Milano Angelo Scola, il vicepresidente e vescovo di Novara Franco Giulio Brambilla, l’arcivescovo di Parma Enrico Solmi.

Una decisione, presa dal parlamentino dell’episcopato, che va nel solco della tradizione. La CEI, infatti, in passato ha preferito non rendere note le risposte arrivate dalle varie diocesi al questionario sulla famiglia, pensato per il Sinodo straordinario dell’ottobre scorso. Non è difficile pensare però che, soprattutto in tema di convivenze pre matrimoniali, l’opinione di tanti cattolici praticanti differisca da quanto prevede la dottrina.

Ma in questa settimana è cambiata sensibilmente anche la mappa delle commissioni. Torna Mariano Crociata, vescovo di Latina, già segretario generale durante il primo mandato di Bagnasco. A lui è andata la commissione sulla scuola, un organismo cruciale se si considera che la Camera ha approvato la “Buona Scuola” e che la CEI teme moltissimo l’introduzione delle teoria del gender negli insegnamenti tanto da invitare i nuclei familiari ad esprimere il loro dissenso.

Al cardinale Francesco Montenegro, vicinissimo al Papa, è andata la presidenza della Caritas, sempre più chiamata a intervenire a favore delle fasce di popolaIone in difficoltà. L’ausiliare di Roma Guerino di Tora, uomo di fiducia del cardinale vicario Vallini, ha invece ha avuto la responsabilità della Commissione per le Migrazioni.

Altro ruolo cruciale sarà quello affidato a Pietro Maria Fragnelli, vescovo di Trapani, che dovrà guidare la commissione per la Famiglia. Fragnelli è sempre stato uno strenuo difensore della famiglia tradizionale e dovrà vedersela col progetto di Renzi, mai piaciuto in CEI, di dare dignità legislativa alle unioni tra persone dello stesso sesso. Al lavoro invece è andato Filippo Santoro, vescovo di Taranto, che ha più volte preso posizione sull’Ilva.

Dai vertici di questi gruppi di lavoro, spicca l’assenza di monsignor Giancarlo Bregantini, ora a Campobasso, esperto di questioni legate ai problemi sociali. Bregantini proprio recentemente ha criticato il reddito minimo perché ritenuto una forma di assistenzialismo. Da mesi circola la voce che Bregantini, pastore che per il suo profilo piace molto a Bergoglio, potrebbe andare a Roma al posto di Vallini che oramai ha più di 75 anni. Ma si sa che a volte chi entra Papa esce cardinale.

Ecco tutte le nomine della Cei di Bagnasco

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