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Circa sei milioni di cittadini israeliani decideranno oggi la composizione del nuovo Parlamento. Le elezioni sono diventate una sorta di plebiscito sulla continuità del premier Benjamin Netanyahu, dal 2009 alla guida del governo.

A dicembre il premier ha cacciato due dei suoi ministri perché organizzavano un “complotto” contro la coalizione. Stanco delle critiche e degli ostacoli alla sua gestione, Netanyahu ha chiesto le dimissioni del ministro delle Finanze, Yair Lapid, e del ministro della Giustizia, Tzipi Livni. Così, l’appuntamento è stato anticipato.

Gli ultimi sondaggi danno in vantaggio il patto del centro sinistra tra Isaac Herzoh e Tzipi Livni. Intanto, Netanyahu ha lanciato un invito al candidato Moshe Kahlon per fare una nuova alleanza. “Non ci sarà un governo di unità con il Partito laburista. Ci sarà un governo di unione tra forze nazionali”, ha detto il premier. Per formare il governo è necessario sommari più di 20 seggi su 120. I risultati si sapranno alle 22 (ora italiana).

Ecco sondaggi, analisi, commenti e ritratti di Formiche.net:

Israele, ecco tutti gli scenari del dopo voto. Di Carlo Jean

Che cosa (non) cambierà con il voto. L’intervista a Umberto Minopoli

Israele verso una grande coalizione? L’analisi di Claudia De Martino

Israele, ecco come l’economia influisce sul voto. L’articolo di Rossana Miranda

Israele, tutte le sfide di Netanyahu

Che cosa divide davvero Usa e Israele. Di Alberto Pasolini Zanelli

Israele, ecco perché Netanyahu spinge verso elezioni anticipate

Chi è Tzipi Livni, la nuova Golda Meir di Israele?

Chi è Moshe Kahlon, l’ex ministro su cui punta Netanyahu. Il ritratto di Rossana Miranda

Chi è Ruth Colian, la prima ebrea ultra ortodossa candidata al parlamento d’Israele.

Ruth Colian, la pasionaria femminista e ultra ortodossa d’Israele. Le foto

Israele al voto. Lo speciale di Formiche.net

Circa sei milioni di cittadini israeliani decideranno oggi la composizione del nuovo Parlamento. Le elezioni sono diventate una sorta di plebiscito sulla continuità del premier Benjamin Netanyahu, dal 2009 alla guida del governo. A dicembre il premier ha cacciato due dei suoi ministri perché organizzavano un “complotto” contro la coalizione. Stanco delle critiche e degli ostacoli alla sua gestione, Netanyahu…

Quel sacrificio che non si può dimenticare

Quello che è avvenuto nel 1992 è frutto di un vuoto politico. A mio avviso, nasceva dalla crisi che si trascinava dalla fine della “solidarietà nazionale” e dall’uccisione di Aldo Moro. La mafia colse quel momento di debolezza per rispondere alla forte azione che il governo aveva compiuto contro di essa. La magistratura si mosse di fronte al problema del…

Le banche italiane si rifugiano nell’Ombra

Persino un appassionato come me della convegnistica finanziaria (nessuno è perfetto) ha esitato davanti al tema scelto dal NIFA (New international finance association) per il suo World finance forum del 2015: “La rinascita economica e finanziaria in Europa e in Italia”. Gli organizzatori avranno avuto sicuramente le loro ragioni per parlare di rinascita. Hanno dimenticato però che una rinascita succede…

Perché fioccano le assunzioni

Più volte le nostre ‘’punture di spillo’’ hanno stigmatizzato l’ignavia di una classe politica e sindacale che costringeva Elsa Fornero a difendere da sola se stessa e la sua riforma delle pensioni dagli insulti e dalle minacce di quell’energumeno (è un giudizio di carattere politico) di Matteo Salvini. Nei giorni scorsi  è intervenuto, alla buon ora, l’ex premier Mario Monti.…

Sindacati, partiti e corpi intermedi. Le visioni di Guerini e Ornaghi

Non sono i corpi intermedi il "nemico invisibile di Renzi". Il premier farebbe molto meglio, piuttosto, a mettersi in guardia dalle "oligarchie indisciplinabili" che da più di "cinquant'anni" sopravvivono a qualsivoglia mutamento politico in Italia. E a rilanciare, al tempo stesso, la vita culturale e politica dei partiti, per far riscoprire al Paese il valore della rappresentanza. È ciò che…

Quelli che volevano il “regime change”

Le vicende politico-giudiziarie dei primi anni No­vanta che portarono alla cosiddetta fine della Prima re­pubblica sono da anni descritte secondo la logica e i de­sideri dei “vincitori politici”. Molti ad esempio avranno sentito dire sino alla nausea che in realtà dopo il crollo del Muro di Berlino non c’era più bisogno di un partito come quello della Democrazia cristiana. Chi…

Quello che non capimmo

Mi sentivo obbligato a far capire a Craxi, e non solo a lui, l’importanza che questo passaggio aveva per il nostro futuro. Se avessimo sciolto le Camere e fossimo andati alle elezioni a metà del 1991, cioè nel periodo in cui si trattava Maastricht, l’Italia non sarebbe esistita al tavolo del negoziato. Doveva prevalere – e prevalse – l’interesse nazionale…

Sky, parte la serie 1992

È stato uno degli anni più importanti del secolo precedente. Ha segnato la Storia d’Italia con Mani pulite e Tangentopoli. E dopo 23 anni Sky ricorda quegli anni con la fiction 1992 nata da un’idea di Stefano Accorsi, anche protagonista della serie. Presentata al Festival di Berlino con solo la prima puntata-pilota, 1992 verrà trasmessa contemporaneamente in Italia, Germania, Austria,…

La Sitael di Pertosa chiama a raccolta l'aerospazio

Per Sitael, player pugliese dell'aerospazio ma dalla proiezione globale, sono i numeri a parlare. A settembre l'azienda della holding Angelo Investments del cavalier Vito Pertosa (nella foto) inaugurò a Mola di Bari uno stabilimento da 30mila metri quadrati alla presenza del premier Matteo Renzi. Venerdì 20 marzo la stessa sede sarà teatro dell'evento “Nuovi orizzonti nello spazio”. Moderati da Paolo…

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