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Non poteva non suscitare interesse (e la Sala Santa Cecilia era stracolma) la decisione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia d’affidare l’ultimo concerto del 2014 alla star del momento, Anna Netrebko, che, con la bacchetta di Antonio Pappano, l’orchestra ed il coro dell’Accademia presentava (come momento di maggior attrazione) scene dal Macbeth di Giuseppe Verdi. L’antologia ha preso tutta la prima parte (oltre un’ora); per essa il pubblico è accorso in massa. Ben più importante , la seconda parte dedicata a Antonin Dvorak e Richard Strauss.

La prima parte necessità una premessa. Macbeth , anche nella edizione del 1844 ormai raramente rappresentata, è una delle opere più importanti di Verdi e quello della Lady è il personaggio psicologicamente più sfaccettato del lavoro: una donna malvagia ma al tempo stesso fragile e compassionevole. E’ stato scritto per un soprano drammatica d’agilità. Si richiede potenza insolita ma anche discese profonde nel registro grave ed una tecnica inappuntabile (basti pensare al re bemolle sovracuto da affrontare ‘con un fil di voce’ nella scena del sonnambulismo). Proprio per queste ragioni, viene spesso affidato ad un mezzosoprano come Shirley Verrett e Grace Bumbry (come fece Abbado) quando non si dispone di voci uniche come Maria Callas, Birgit Nilsson o Ghena Demitrova.

Anna Netrebko è ancora giovane (classe 1971) ma nasce soprano lirico leggero (si vede ancora in televisione un DvD de ‘La donna di piche’ con la Netrebko nel ruolo di Liza, la regia di Terminakov e la direzione musicale di Geergiev) . Sin da giovane ha affrontato ruoli di coloratura (‘Regina della Notte’ a Riga nel 1994) . Da tempo alterna ruoli di coloratura donizettiani e belliniani con ruoli verdiani. Sta chiaramente transitando (o intende transitare) verso un repertorio differente, più spesso. Probabilmente non le giova alternare Lady Macbeth al Metropolitan (e altrove) e Tatiana (la protagonista di Eugenio Oneghin di Tchaikovsky) al Teatro Nazionale di Baviera – un ruolo di fanciulla di 15 anni che a 20 anni è donna matura- ma da soprano lirico).

Le foto più belle

Come detto, il concerto è costruito sulla sua Lady Macbeth, in sostanza un recitativo con cavatina e cabaletta e l’aria del sonnambulismo. E’ intramezzato dai cori delle streghe, dai ballabili (composti per l’edizione parigina), dal coro O Patria Oppressa e dall’aria del sonnambulismo. Se valutata rispetto alle grandi Lady del passato, se ne sono citate alcune, Anna Netrebko ha una bella voce ed una bellissima presenza ma non pare adatta alla parte: non un registro sufficientemente grave e scansa il re bemolle sovracuto ‘con un fil di voce’. A mio avviso, deve fare attenzione a non rovinare la propria voce con un ruolo che ancora non è per lei e forse non lo sarà mai.

Anna Netrebko è stata invece grandissima nella seconda parte quando ha affrontato la ‘canzone alla luna’ da Rusalka di Dvorak, un’aria per ‘soprano assoluto’ intrisa di sensualità. E Cäcilie, di Richard Strauss , confusa da alcuni chroniqueur con uno degli ultimi quattro lieder del compositore bavarese. Li predata invece di mezzo secolo: è parte di un ciclo di quattro ‘canzoni’ del 1894 . Composta come dono di nozze alla moglie Pauline , il trentenne Strauss scrive un sublime cantico d’amore per soprano lirico.

Anna Netrebko in "Lady Macbeth"

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