Skip to main content

Cosa c’entra il ‘Jobs Act’ con ‘Giacomo’ Meyerbeer (benché tedesco e ‘re’ del palcoscenico francese adottò il nome italiano tanto amava il Paese dove aveva vissuto nove anni, cruciali per la sua esperienza di vita e formazione musicale)?

La sera prima dei ‘brevi incontri’ (o piuttosto ‘brevi interludi’, per mutuare il titolo del film che rese Rossano Brazzi, nel 1957, celebre nel mondo intero), all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, si è svolto un concerto ‘straordinario’ sotto tre punti di vista:

a) non era compreso nei programmi iniziali dell’Accademia;
b) era stato fortemente voluto da Antonio Pappato;
c) aveva come protagonista una dei rari ‘soprani assoluti’ sulla scena, Diana Damrau;
d) era dedicato a ‘Giacomo’ Meyerbeer nei 150 anni della sua morte.

In Italia, solamente La Fenice (con l’opera inaugurale della stagione 2013-2014, L’Africaine, si è ricordata della ricorrenza. Era presente il ‘tout Rome’ e, quindi, prima dello spettacolo e nell’intervallo si parlava della situazione dell’orchestra licenziata dal Teatro dell’Opera di Roma Capitale e della ‘miniconcertazione’ programmata per il successivo 7 ottobre (in cui si celebra la Beata Vergine del Rosario- speriamo che illumini un po’ tutti).

GUARDA LA GALLERY

Foto ©Musacchio & Ianniello

La photo gallery, curata dalla ditta Musacchio & Iannello, da un’idea del concerto, affollato, tra l’altro, da giovani. Altrove, tratterò gli aspetti musicali.
‘Giacomo Meyerbeer’ è considerato, con le sue sei principali opere, il maestro del grand opéra. La durata e la complessità scenica fa sì che esse vengano raramente messe in scena ove non, come avvenne anni fa a Les Huguenots, al FestIVa di Valle d’Itria dove l’opera venne orrendamente mutilata e peggio cantata. In effetti, La Fenice, pur scorciando qualche parte del lavoro, ha fatto un grande sforzo produttivo per metterlo in scena. Il programma di sala ricorda come uno degli elementi di successo di Meyerbeer deve attribuirsi a come i suoi lavori rispecchiassero i lavori dell’epoca.

Molto più esplicito un lavoro (ormai fuori catalogo) del compianto Claudio Casini: ciascun opera viene analizzata nel contesto politico. Così L’Africaine diventa manifesto contro la schiavitù, Les Huguenots Robert Le Diable un invito alla pace tra denominazioni religiose (anche tra la sua nativa Germania ed adottiva Francia), Le Prophète un appello ad una visione laica della esistenza e della politica.

Non so quanti in sala fossero consapevoli di questo aspetto di Meyerbeer, molto evidente nell’aria ‘O beau pays de la Tourraine’ e nella ouverture del wagneriano Das Liebervorbot (due brani del concerto. Tuttavia, la musica stessa ispirava a ‘ciacolare’ su temi politici correnti.

Che impressione ne ho tratto? Pochissima informazione, specialmente tra alcuni critici musicali presenti in sala, sia sui contenuti del Jobs Act (ma non è loro mestiere) né sull’attuale situazione finanziaria del Teatro dell’Opera di Roma Capitale, né sulle prassi internazionali (e questo dovrebbe essere parte del loro strumentario) sia infine sulle opportunità che la decisione del CdA del Teatro apre.

Sarebbe stato più semplice mettere la fondazione in liquidazione e portare i libri in tribunale. Scorporando due rami d’azienda ben delineati si dà a tali rami una finestra di opportunità – ossia organizzarsi autonomamente (come le maggiori orchestre americane, canadesi, austriache, tedesche, francesi e via discorrendo) e competere per contratti non solo con il Teatro dell’Opera di Roma Capitale ed altri.

Lo ha detto chiaramente anche il Sovrintendente dell’Opera di Vienna: un teatro con 220 recite (a Roma si arriva a 70) necessita di un’orchestra ‘stabile’ ma non impiegata a tempo indeterminato – in effetti l’orchestra che suona alla Staatsoper della capitale austriaca e anche sotto contratto con il Festival di Salisburgo e con il Musikverein. C’era chi parlava dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori di brodoliniana memoria, ignorando che si applica solo ai licenziamenti individuali e non a soggetti economici sull’orlo del fallimento.

Myerbeer non avrebbe fatto tali errori: sapeva che il suo pubblico era ben informato.

 

Il Jobs act e "Giacomo" Meyerbeer

Cosa c’entra il ‘Jobs Act’ con ‘Giacomo’ Meyerbeer (benché tedesco e ‘re’ del palcoscenico francese adottò il nome italiano tanto amava il Paese dove aveva vissuto nove anni, cruciali per la sua esperienza di vita e formazione musicale)? La sera prima dei ‘brevi incontri’ (o piuttosto ‘brevi interludi’, per mutuare il titolo del film che rese Rossano Brazzi, nel 1957,…

Agenzia Digitale, le idee di Poggiani e Delrio

Anche se a macchia di leopardo, la scuola italiana si sta digitalizzando. E se dagli insegnanti giungono segnali positivi, è nell’infrastruttura che si gioca la vera sfida. A dichiararlo in un’intervista sul Mattino è il direttore dell’Agenzia per l’Italia digitale Alessandra Poggiani. UN’URGENZA “La scuola può essere il motore per aumentare la domanda di servizi e contenuti digitali se la…

Perché non è preoccupante il calo dei tesserati nel Pd di Renzi

Non si tratta di una questione puramente organizzativa e non è imputabile a Matteo Renzi. Il costituzionalista Francesco D’Onofrio prova ad allargare lo sguardo rispetto alla polemica spiccia in corso tra minoranza e segretario Pd sul calo dei tesseramenti nel partito (meno 400mila iscritti rispetto al 2013 secondo Repubblica). I CORPI INTERMEDI “E’ un tema di fondo che riguarda il…

Ebola, ecco la campagna di prevenzione di Big Tex

Big Tex è la mascotte della Fiera dello Stato del Texas. Si tratta di una statua gigante che ricorda l'attore John Wayne, costruita nel 1952. Nel 2012 un incendio l'ha distrutta. Questo mese Big Tex è riapparso, perché le autorità hanno deciso di utilizzarlo come strumento per la campagna di prevenzione dell’ebola. “Ricorda di lavare sempre le mani prima di mangiare”,…

Il casinò globale alle porte di Pechino (e a est del Portogallo)

Mentre i disordini di Hong Kong affollano la nostra attenzione, le cronache continuano a ignorare la piccola Macao, perfetta metafora dello spirito del tempo. Prima colonia portoghese e ora regione speciale del nascente impero cinese, Macao sperimenta su di sé croci e delizie dell’economia globale, che se ancora le garantisce rendimenti e crescite stellari, nell’ordine dell’8-10% di Pil annui, vede…

Promemoria per Raffaele Fitto

L’arbitraggio nella partita Juve-Roma ha suscitato reazioni e proteste anche in Parlamento, dove sono state presentate interrogazioni con la richiesta di introdurre, anche nel calcio, l’uso di tecnologie in grado di evitare quegli errori che alterano il risultato delle partite. La vicenda, nello zapping televisivo della serata, ha fatto storcere il naso a qualche "anima bella". "Ma come? Nel giorno…

Ecco come il Financial Times si allarma per l'avanzata cinese in Europa

C'è un supermercato sempre aperto per accogliere la grande liquidità di Pechino: l'Europa. Approfittando della perdurante crisi economica che attanaglia il Vecchio Continente, gli investitori cinesi hanno deciso di conquistare, attraverso fusioni e acquisizioni, i mercati nostrani. Mire che nei primi sei mesi del 2014 hanno riguardato soprattutto Roma, dove si sono concentrati quasi 3,5 miliardi di euro di investimenti.…

L'importanza cruciale di non perdere Kobane

Qualcuno ha paragonato il combattimento tra il Califfato e i curdi siriani dell'YPG (aiutati dai fratelli turchi del PKK, con il braccio armato HPG) al confine tra Turchia e Siria, attorno alla città di Kobane, alla ben nota Battaglia di Stalingrado - dove tra il luglio del 1942 e il febbraio del '43 le truppe dell'Asse cercarono incessantemente di prendere…

Il Corriere della Sera strapazza i capitalisti

Un'analisi, ma anche un commento, con una conclusione malinconica, contrassegnata da stilettate a capitalisti e cantori di liberismi teorici e public company sognate. E' un Corriere della Sera sempre più frizzante e sfizioso quello degli ultimi tempi. Chissà se dipende dalla prossima uscita del direttore Ferruccio de Bortoli che, previa buonuscita da 2,5 milioni di euro, ha concordato con la…

×

Iscriviti alla newsletter