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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Il New York Times ha pubblicato ieri questo reportage sull’occupazione di Maidan, ovvero piazza Indipendenza a Kiev, dove hanno avuto luogo le epiche manifestazioni di protesta che hanno portato alla caduta delll’allora presidente Viktor Yanukovich e spianato la strada a un governo filo-occidentale.

A sei mesi da quegli avvenimenti Maidan, la piazza principale di Kev, il cuore della capitale ucraina, è ancora occupata da strani personaggi che bivaccano in tende. Nel pezzo del New York Times si sostiene che l’occupazione di Maidan è un monito ai nuovi leader del Paese che il popolo resta vigile. Insomma, abbiamo fatto una rivoluzione e non pensate di tornare ai tempi corrotti di Yanukovich.

Ma chi sono questi personaggi che bivaccano da mesi presentandosi come guardiani della rivoluzione? Nel pezzo del New York Times vengono dipinti come un gruppo di sfigati che non hanno trovato un posto migliore per andare in campeggio. La realtà è ben diversa e lo posso ben dire, visto che sono tornato da Kiev la scorsa settimana: gli sfigati campeggiatori sono energumeni di estrema destra (particolarmente in evidenza sono i seguaci di Svoboda, il partito che si richiama a Stepan Bandera, collaborazionista filo-nazista ai tempi della Seconda Guerra Mondiale) e cosacchi desiderosi di menare le mani che vanno in giro con il tradizionale frustino.

Lo so, mi accuseranno di essere filo-russo, di usare gli stessi argomenti della propaganda del cattivo Vladimir Putin. Peccato che le cose stiano proprio in questo modo e invito chiunque pensi il contrario a farsi un giretto a Kiev: l’estate è caldissima, più che a Milano in questi giorni, e le ragazze sono degne della loro fama. Inevitabilmente, però, vi troverete a Maidan e capirete subito che è un po’ come se Casa Pound, i Legionari di Cristo e gli Schutzen occupassero piazza del Duomo a Milano o piazza del Popolo a Roma.

Alcuni di loro non hanno problemi a mostrasi in pubblico armati. Si dice che molti edifici da loro occupati che si affacciano sulla piazza (uffici statali e alberghi) siano pieni di armi pronte a essere usate all’occorrenza. D’altronde lo lo stesso sindaco di Kiev, l’ex campione di pugilato Vitalij Klycko, ha affermato che alcuni di questi edfici sono stati ripuliti delle armi lì depositate (alcuni, non tutti). Sul perché della continua permanenza a Maidan di questi patrioti io un sospetto ce l’avrei: quest’inverno l’Ucraina dovrà razionare il riscaldamento visto che la Russia ha tagliato il gas. La situazione economica è pessima (ovvio, si tratta di un Paese in guerra) e a nessuno piace stare al freddo. Qualcuno dei personaggio accampati a Maidan potrebbe approfittarne e dire: vedete, i nuovi governanti non riescono a risolvere i problemi dell’Ucraina, adesso tocca a noi. E allora si vedrà se da Bruxelles arrverà la benedizione anche per gli emuli di Bandera.

Augusto Balocco, turista italiano a Kiev

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