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Terre rare e sovranità tech. Così l'Ue mira a ridurre la dipendenza dalla Cina

Di Erik Brattberg e Giovanni Medici Tornaquinci

L’Unione europea ha presentato il Critical raw materials act e il Net-zero industry act, due iniziative che fanno parte del Green industrial plan e che mirano a ridurre la dipendenza dell’Ue dalle importazioni di materie prime critiche. La riflessione di Erik Brattberg e Giovanni Medici Tornaquinci (Albright Stonebridge group)

Equilibri in bilico nel Vecchio continente

Molti si aspettano che le europee del 2024 mettano fine ai vecchi equilibri, creando una nuova identità politica. È possibile che un aumento della frammentazione consenta alle famiglie politiche tradizionali di sopravvivere forgiando nuove alleanze, più o meno solide e durature, così come è invece possibile che assisteremo a un cambiamento completo di rotta a livello continentale. L’analisi di Stefano Silvestri, direttore editoriale Affari internazionali

La Spagna potrebbe far sentire la sua Vox

Di José Ignacio Torreblanca

Se in Spagna dovesse vincere il Partito popolare, lo scenario politico europeo, e soprattutto quello mediterraneo, potrebbe spostarsi verso destra. Ma ci sono importanti differenze tra i conservatori spagnoli e quelli italiani e, soprattutto, tra Nuñez-Feijóo e Giorgia Meloni. La riflessione di José Ignacio Torreblanca, head of Madrid office e Senior policy fellow dello European council on foreign relations

Più investimenti per la scienza pura

Di Andrea Stazi

La cosiddetta scienza pura, il cui fine ultimo è la conoscenza, ha un valore pubblico importante. Favorirla, insieme alla scienza aperta, con nuovi finanziamenti pubblici e innovazioni nella ricerca scientifica di base è un compito di tutti. L’Open science rappresenta una sfida essenziale per il futuro della nostra società. L’analisi di Andrea Stazi (visiting professor in Biotechnology Law, National University of Singapore) per l’ultimo numero di Formiche

Anatomia della compagnia Wagner in Africa. Scrive Di Liddo (Cesi)

Nel continente africano il guadagno russo con l’impiego di Wagner non è indifferente: un accesso privilegiato al mercato delle materie prime e la sedimentazione di alleanze con Paesi del mondo in via di sviluppo, due fattori da contrapporre all’isolamento del blocco euro-atlantico seguito al conflitto ucraino. L’analisi di Marco Di Liddo, responsabile analisti Cesi, apparsa nell’ultimo numero della rivista Formiche

Una risposta per la gestione dei dati passa da Tokyo e si chiama Dfft

Di Kaush Arha

Il Data free flow with trust, proposto da Shinzo Abe già nel 2019 e a breve riproposto nel G7 che si terrà a maggio a Hiroshima, ridefinisce le regole del trasferimento dei dati creando meccanismi più affidabili. Il punto di Kaush Arha, Senior fellow presso l’Atlantic Council e il Krach institute for Tech diplomacy della Purdue University uscito sul numero di marzo della rivista Formiche

Il salto dimensionale di Prizoghin, chef di Putin e mente della Wagner

Il capo di Wagner si è speso e non poco, oltre che in attività autocelebrative, anche in un’opera di critica distruttiva delle forze regolari di Putin e in particolare del ministro della Difesa e del capo di Stato maggiore. L’analisi di Leonardo Tricarico, presidente della fondazione Icsa, già capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare

Tra galeotti e promesse, il metodo Prigozhin spiegato dal prof. Savino

Prigozhin in questi mesi è apparso più volte nei penitenziari e nelle colonie penali per reclutare personalmente i detenuti da inviare al fronte, spesso facendo riferimento al suo passato nelle galere sovietiche e usando toni e linguaggio del mondo criminale russo. L’analisi di Giovanni Savino, research fellow di Storia contemporanea presso l’Università degli studi di Napoli Federico II

Vi racconto la rifondazione culturale di papa Francesco

Di Stefania Falasca

La fraternità perseguita da Francesco affonda le sue radici nel Vangelo di Gesù Cristo come scrive in Fratelli tutti. Il fatto che a dieci anni dall’inizio del suo ministero, papa Francesco debba ancora ribadire come le sue peregrinationes “non sono un capriccio”, ma “sono la linea che il Concilio ha insegnato” la dice lunga su quanto ancora ci sia bisogno di insistere su quale è la missione della Chiesa. Il commento di Stefania Falasca, giornalista di Avvenire

Mentre il Papa rompe il tabù delle dimissioni, come sarebbe oggi il Conclave?

Se Francesco prima o poi si dimetterà per motivi di salute e a prescindere da questa evenienza, come sarà il futuro Conclave? Il tema della rinuncia riappare anche nelle dichiarazioni del pontefice a 10 anni dalla sua elezione. I cardinali di santa romana Chiesa sono 223, di cui 125 hanno un’età al di sotto degli 80 e quindi (a oggi) elettori. I nominati da Francesco sono 81, tutti bergogliani? Il commento di Carlo Marroni, giornalista de Il Sole 24 Ore

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