Come cambieranno le relazioni transatlantiche dopo l’approvazione dell’ultimo Concetto strategico da parte dell’Alleanza Atlantica? A questo interrogativo risponde il volume curato da Gabriele Natalizia e Lorenzo Termine del Centro studi Geopolitica.info di cui proponiamo un estratto
Difesa
Dal Mediterraneo al 2% per la Difesa. Ecco i dossier italiani a Vilnius
Al vertice Nato di Vilnius, l’Italia si presenta con una serie di dossier cruciali, dalla spesa militare al 2%, alle iniziative per la prodizione di munizionamento e per l’innovazione per la Difesa, fino alla sfida del Mediterraneo allargato, area di principale interesse nazionale, le cui fragilità dovranno essere affrontate da tutti i Paesi alleati
Niente ufficio Nato a Tokyo (per ora). L’agenda di Kishida al summit
Prima Vilnius, poi Bruxelles. Il primo ministro giapponese in missione per rafforzare la cooperazione nell’Indo-Pacifico e la difesa dell’ordine internazionale libero e aperto. La Francia si oppone all’istituzione di una sede di rappresentanza per non irritare la Cina
Tutte le pretese di Erdogan al vertice di Vilnius
Usa la Svezia come merce di scambio per la Turchia in Ue, annuncia la visita di Putin e mostra i muscoli praticamente con tutti i player in campo: l’obiettivo è costruirsi una nuova narrazione che accompagni geopoliticamente il suo mandato da presidente
Bombe a grappolo, tra necessità e doppiopesismi. Scrive il gen. Tricarico
Esistono reali condizioni sul campo che rendono la fornitura di bombe a grappolo all’Ucraina, le cosiddette cluster bomb, commisurata alla necessità del Paese di resistere all’invasore russo, a cominciare dal fatto che le regioni dove si combatte sono principalmente attraversate da soli soldati, fattore che riduce drasticamente l’eventuale coinvolgimento di civili. Il punto del generale Leonardo Tricarico, presidente della Fondazione Icsa, già capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare
Bombe a grappolo all'Ucraina? Jean spiega la controversa decisione Usa
La sofferta decisione di Biden non verrà mutata. Verrà sicuramente discussa al Summit Atlantico. Ma si troverà qualche giustificazione per confermarla. L’unica possibilità di una sua modifica sta nel rafforzarsi dell’opposizione della sinistra dei democratici americani. Il costo di una rinuncia sarebbe comunque molto pesante per gli ucraini. Il commento del generale Carlo Jean
Gli Usa e il fianco Sud. Il vertice Nato visto dall’amb. Julianne Smith
Oltre all’Indo-Pacifico l’Alleanza ha obiettivi chiari anche per il fianco meridionale. Scrive la rappresentante permanente degli Stati Uniti presso il Consiglio atlantico, Julianne Smith
Dialogo e partenariati, la ricetta dell’amb. Peronaci per il summit di Vilnius
Nel prossimo vertice, l’Alleanza Atlantica è intenzionata a mantenere uno sguardo a 360 gradi che affronti tutte le sfide provenienti dai diversi quadranti. In questo senso, fondamentale sarà attivare e rafforzare i partenariati con Paesi amici in diverse regioni-chiave, come il Mediterraneo. Il punto del rappresentante permanente d’Italia presso il Consiglio atlantico, Marco Peronaci
Dall’Italia servono proposte concrete per il Sud della Nato. I consigli di Minuto-Rizzo
Tra i molti temi sul tavolo delle discussioni del vertice di Vilnius, al centro vi saranno l’andamento della guerra in Ucraina e il possibile allargamento della Nato anche alla Svezia, così come la sfida sistemica posta dalla Cina. In tale quadro, l’Italia dovrebbe farsi portatrice, se possibile alleandosi con gli altri Paesi mediterranei, di un’attenzione più specifica nei confronti del Mare nostrum. La ricetta del presidente della Nato defense college foundation e già vice segretario generale della Nato, Alessandro Minuto-Rizzo
Basta un Patto nord-atlantico o la sfida si è allargata? Risponde Benedikt Franke
Dall’invasione russa alle ambizioni della Cina, ai conflitti in Medio Oriente fino alle fragilità del sud globale, le sfide all’Alleanza sono numerose. Al vertice di Vilnius la domanda sarà se la Nato si può permettere di chiudersi nel suo spazio, o se sia invece il momento di coinvolgere altri alleati ed elaborare una strategia di sicurezza davvero globale. L’analisi del vice presidente e amministratore delegato della Munich security conference, Benedikt Franke
















