Il portavoce del ministero degli Esteri cinese avverte Stati Uniti e governo panamense: la Cina tutelerà le proprie aziende alle quali il governo centroamericano ha tolto le concessioni per gli scali di Balboa e Cristobal. Ma la cordata Usa ora ha un vantaggio strategico
Economia
Subaru, Mitsubishi e non solo. Così Pechino mette al bando la difesa giapponese
Pechino vieta le esportazioni di prodotti sia per uso civile, sia militare, importati da colossi del Sol Levante quali Subaru e Mitsubishi, mentre Tokyo cerca l’indipendenza sui minerali critici. Solo pochi mesi fa, la fuga dal Dragone dei costruttori di auto nipponici, schiacciati dalla concorrenza di Byd. E così la tensione tra le due potenze aumenta sempre di più
Stati Uniti, ma non solo. La geografia della crescita di Enel
Il mercato americano continua a essere strategico e centrale per il gruppo elettrico, complice la crescente domanda di elettrificazione in scia all’esplosione dell’Intelligenza Artificiale, della robotica e dei data center. Ma ci sono anche altri contesti da cui l’azienda si aspetta molto, come ha spiegato lo stesso ceo Cattaneo a Formiche.net
Vi racconto le lunghe ondate delle politiche di Trump. L'analisi di Zecchini
L’economia dell’Ue rischia di pagare un conto più salato del previsto per le continue ondate di incertezza generate dal protezionismo di Trump. Pur nel caso in cui alla fine le barriere commerciali verso l’Ue risultassero sostanzialmente equivalenti alle attuali, per gli esportatori europei la prospettiva più conveniente sarebbe diversificare i mercati di sbocco all’esterno e valorizzare le opportunità offerte dal Mercato Unico
Rinnovabili e reti, ecco il nuovo piano di Enel
Il gruppo elettrico presenta la strategia industriale che guarda al 2028. Investimenti per 53 miliardi, 10 in più rispetto al precedente piano, di cui 20 per le energie verdi. Forte accelerazione anche sulla sostenibilità e dividendo annuo a +6%. Il ceo Cattaneo: questo è un piano ambizioso e credibile al tempo stesso. Il titolo si accende in Borsa
Emergenza abitativa, forse ci siamo. L'analisi di Riccardo Pedrizzi
La crisi abitativa in Europa è sempre più grave: il 17% vive in case sovraffollate, quasi uno su dieci non riesce a riscaldarle e un milione è senza dimora. In Italia 1,5 milioni di famiglie affrontano difficoltà soprattutto sugli affitti, mentre quasi 5 milioni di proprietari non hanno risorse per riqualificare casa. Il paradosso sono 8,5 milioni di “case dormienti” inutilizzate. L’Europa punta a 150 miliardi per alloggi sostenibili, e il governo italiano promette 100mila nuovi alloggi in dieci anni. Il punto di Pedrizzi
Così l'IA aumenta produttività e crescita. L'analisi di Bartoli
L’aumento della produttività totale significa che con le stesse risorse si produce di più. Dal 2030, due milioni di lavoratori all’anno mancheranno al mercato del lavoro europeo a causa della crisi demografica. Ma l’IA può colmare la quasi totalità del gap. L’analisi di Gloria Bartoli, dell’Osservatorio produttività e benessere della Fondazione Tor Vergata, seguito del ciclo di interventi legati al volume Una bussola per l’Europa, a cura di Luigi Paganetto
Mosca non trivella più. Ecco come si aggrava la crisi del petrolio in Russia
Dopo che l’apertura del mercato venezuelano ha causato la giacenza di milioni di barili di greggio russo nei depositi della Federazione, adesso è l’industria nazionale a mostrare segni di cedimento. Se nessuno vuole più il petrolio dell’ex Urss, tanto vale fermare gli scavi. E aprire la strada a una calo della produzione
Competere senza trucchi. Per il Fmi è tempo che la Cina rinunci ai sussidi
Il Fondo monetario torna a sollecitare il Dragone per un taglio con il passato, affinché Pechino la smetta di destabilizzare i mercati globali con il doping del denaro pubblico. Dalle auto ai pannelli solari, anatomia di una competitività falsata in partenza
L'Occidente si fa il suo listino prezzi per le terre rare. La sfida alla Cina
Dopo aver intessuto una rete di accordi commerciali per garantirsi gli approvvigionamenti di minerali critici e dando all’Europa un buon motivo per fare altrettanto, adesso l’America alza il tiro. Lavorando a un listino prezzi alternativo a quello cinese. E così il dominio del Dragone sulle materie prime è sempre più fragile
















