L’impiego dei ro-ro è parte centrale della strategia cinese: navi civili trasformate in strumenti militari a basso costo e alto impatto. Il loro uso nello Stretto di Taiwan non è solo logistica, ma un segnale politico che rende più concreto lo spettro di un’invasione e impone a Stati Uniti e alleati di ricalibrare deterrenza e regole d’ingaggio. Il report della Dia
Esteri
La Libia è a un punto di svolta. L'appello del ministro Ali Milad Bin Younes alla partnership e al rinnovamento
Riceviamo a pubblichiamo l’intervento di Ali Milad Bin Younes, ministro delle Risorse Marine, Governo della Libia. “Con le giuste partnership e politiche, che devono essere definite congiuntamente da tutte le parti e fazioni attuali in Libia, il Paese può trasformarsi da teatro di divisione a partner affidabile per la cooperazione in materia di sicurezza, fornitura di energia, sviluppo sostenibile e integrazione regionale”, scrive il ministro
Sviste americane. I rischi di puntare sulla destra radicale Ue secondo Sisci
Gli Stati Uniti rischiano di illudersi sulla destra radicale europea. A differenza dell’Italia di Meloni, in Germania, Francia e Regno Unito questi movimenti restano ideologici, filorussi e antiamericani. Puntarci potrebbe trasformarsi in un errore strategico dalle conseguenze gravi. Il commento di Francesco Sisci
Tornano le sanzioni europee conto l’Iran. Teheran si difende, ma potrebbe reagire
I tentativi di dialogo negoziali sono naufragati e gli E3 hanno reintrodotto le sanzioni previste dall’accordo del 2015 sul nucleare. Il Jcpoa, che permetteva questo sistema di “snapback”, sembra del tutto naufragato e mentre il presidente Pezeshkian parla di misure ingiuste, da Teheran potrebbero muoversi reazioni ibride
Casa Bianca, Netanyahu incontra Trump sulle proposte di pace. Ma Gaza resta un’incognita
Siamo davvero vicini a un accordo per fermare la guerra a Gaza? L’amministrazione Trump spinge per un’intesa entro l’anniversario dei due anni del “7 ottobre”, ma il governo Netanyahu ha sensibilità interne che potrebbero complicare le trattative. E poi c’è Hamas, che dovrebbe accettare la sua cancellazione
Come Cina e Russia osservano le fratture dell'Occidente
L’articolo di Andreatta esamina le divisioni interne all’Occidente, lette da Mosca e Pechino come segni di declino. Dal possibile asse sino-russo al conflitto israelo-palestinese, la Cina punta a sfruttare le fratture occidentali. Richiamando Machiavelli, i contrasti interni possono però rafforzare la coesione politica
Se la crisi della diplomazia è strutturale. La versione di Pellicciari
L’intervento di Trump all’Onu riflette la crisi strutturale della diplomazia: codici formali sostituiti da linguaggi diretti e social, istituzioni ridotte a burocrazie marginali e politica estera piegata a narrative interne. Così la diplomazia perde autonomia e continuità, riducendosi a retorica vuota e incapace di garantire stabilità. L’analisi di Igor Pellicciari
Tra l’Elefante e il Dragone, c'è spazio per l’Europa e l’Italia. L'analisi di Boldrini
L’Italia consolida il ruolo nel Mediterraneo con la presidenza di Calovini al gruppo speciale della Nato
Giangiacomo Calovini è stato eletto presidente del Gruppo Speciale Mediterraneo della Nato Pa: un riconoscimento che rafforza il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo, oggi al centro delle principali sfide di sicurezza euro-atlantica. L’incarico consente a Roma di orientare l’agenda dell’Alleanza sul fronte sud
India-Cina, retorica comune all’Onu sul multilateralismo. Ma obiettivi diversi
Il dibattito sul nuovo multilateralismo è una convergenza che non cancella differenze e diffidenze reciproche, anzi. Segnala come India e Cina intendano giocare la carta della legittimità internazionale in una fase di ridefinizione degli equilibri mondiali, evidenziando delicate dimensioni di sovrapposizione strategica
















