Skip to main content

Charlie Hebdo. Ecco le scuole dove in Francia si è quasi festeggiata la strage di Parigi

Dopo l’attentato alla redazione della rivista satirica di Charlie Hebdo, il sogno del multiculturalismo faticosamente accettato, nonostante la difficile e annosa questione delle banlieue, sembra essersi infranto. E anche quello della fantomatica “ècole de la diversité”. Sì, perché dopo la manifestazione che domenica scorsa ha coinvolto quasi 4 milioni di francesi - uno slancio senza precedenti nella storia della Repubblica…

Verità e bugie sui riscatti (per Greta, Vanessa e non solo)

Greta e Vanessa mi piacciono e mi sono anche simpatiche. Sono due ragazze brave e coraggiose. Un po’ ingenue, forse. In ogni caso appartengono, a mio avviso, alla parte migliore della nostra società, quella che – per fortuna di questa povera Italia – ha ancora degli ideali. Che sono belli e giusti, ma molto pericolosi qualora vengano canalizzati da cattivi…

Erdogan Turchia Merkel

Perché la Germania teme una Turchia europea

Una linea di metropolitana che collega la parte asiatica a quella europea (passando sotto il Bosforo), 1 tram ogni tre minuti, nuove e grandi infrastrutture: questa è Istanbul, la città più popolosa della Turchia e d’Europa, che la Germania non vuole nell'Unione europea. Eppure per anni il flusso migratorio dei turchi verso la Germania è stato di svariati milioni di…

Libia, ecco le intese per la road map di pace

Svolta nella crisi libica. Le fazioni, riunite a Ginevra sotto l'egida delle Nazioni Unite e grazie agli sforzi decisivi compiuti dalla diplomazia italiana, hanno raggiunto un'intesa su una road map per la formazione di un governo di unità nazionale, da definire la prossima settimana. Ad annunciarlo è stato Bernardino Leon (nella foto), il rappresentante speciale del segretario generale dell'Onu per…

Greta, Vanessa e le Ong fai-da-te

La vicenda delle due ragazze italiane liberate in Siria dopo mesi di prigionia non meriterebbe particolare attenzione se non si sprecassero in questi giorni inutili, irreali, se non fuorvianti, commenti. La vicenda Calipari ci ha tristemente evidenziato i pericoli e i rischi anche collaterali che i servitori dello Stato corrono quando si intavolano trattative con bande armate senza bandiera. I…

Perché il fallimentare Hollande sbaglia (anche) su Schengen

Grazie all’autorizzazione del gruppo Class editori pubblichiamo il commento di Pierluigi Magnaschi, apparso su Italia Oggi. Il presidente francese, François Hollande, non ne imbrocca mai una. E infatti i suoi elettori transalpini, che due anni e mezzo fa gli avevano dato più del 50% dei voti, adesso hanno cambiato vertiginosamente parere sul suo conto. Infatti, in base agli ultimi sondaggi,…

Charlie Hebdo, ecco come l'Occidente deve reagire al terrorismo islamico

Ho provato un certo disagio nel vedere una cinquantina di capi di Stato e di governo e un’immensa folla che sfilavano l’11 gennaio scorso a Parigi per affermare il diritto alla libertà di espressione. Il disagio non è stato motivato solo dalla percezione dell’ipocrisia e della retorica inevitabilmente presenti in tali manifestazioni, né dalla presenza di rappresentanti di Stati che…

taiwan

Come cambia l'assetto politico della Cina

Riceviamo e volentieri pubblichiamo La Cina, Impero di Mezzo, cambia sempre in fretta. La "linea", di Xi Jinping si sta affermando sia nell'élite del Partito Comunista che nella più vasta realtà cinese, nonché nelle relazioni di Pechino con l'Europa e gli USA. E comunque, indipendentemente dalle antiche affiliazioni di potere interno al PCC, Xi sta selezionando una nuova classe dirigente…

Cuba e Stati Uniti, ecco perché cambia tutto (o forse no)

Come nel Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, “tutto cambia affinché nulla cambi”. E' questo il commento di molti osservatori sulle annunciate nuove relazioni tra Cuba e Stati Uniti. Il presidente Raul Castro aveva rispettato la scorsa settimana la promessa di liberare un gruppo di prigionieri politici e oggi il suo omologo americano, Barack Obama, ha fatto la sua parte:…

Daniele Capezzone: "Perché dico no al riconoscimento dello Stato palestinese"

Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, Colleghe, Colleghi, consentitemi di esordire ricordando il “contesto” in cui il “testo” di questo nostro dibattito si inserisce. E permettetemi di farlo citando la circostanza giustamente sottolineata qualche giorno fa, a Palazzo Madama, dal senatore Compagna (circostanza, invece, a mio avviso non abbastanza compresa, nel suo drammatico significato materiale e simbolico, dai media, dalla…

×

Iscriviti alla newsletter