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Charlie Hebdo, ecco cosa si dice a Milano nella comunità musulmana

Ce lo si poteva aspettare che, dopo l’attentato terroristico alla sede parigina del periodico satirico Charlie Hebdo, in cui dodici persone sono morte sotto i colpi dei kalashnikov imbracciati da due giovani fratelli di origine algerina, Said e Cherif Kouachi, l’attenzione per la reazione da parte delle comunità musulmane in tutta Europa, sarebbe stata altissima. Ed è per questo motivo,…

Vi racconto una giornata di preghiera nella Grande Moschea di Roma dopo la strage di Parigi

Il trenino Roma-Viterbo è il mezzo pubblico che porta più vicino a Viale della Moschea, il luogo dove si trova la Grande Moschea di Roma, la più grande d’Europa. Sui vagoni, strapieni, ci sono poche donne e qualche studente. È venerdì e la maggior parte dei passeggeri sono uomini musulmani che si dirigono al ṣalāt delle 14:38, uno dei cinque…

Che cosa è diventata Parigi?

A Parigi non s’addice il lutto. Così credevo. Due secoli fa il Terrore falciò vite come se fossero state spighe di grano. E dopo la Grande Rivoluzione, ha sanguinato ancora Parigi. Per esempio il 23 giugno 1848, quando pianse i suoi operai assassinati da un generale che rispondeva ad ordini stupidi quanto criminali; il 6 febbraio 1934 a Place de…

La Francia sottomessa all'Islam immaginata da Houellebecq

Il 7 gennaio, lo stesso giorno dell’attentato a Charlie Hebdo, è uscito nelle librerie francesi Soumission (Sottomissione), l’ultimo romanzo di Michel Houellebecq. Il libro è stato annunciato a dicembre ed è subito salito in cima alle classifiche di vendita di Amazon, con l’autore invitato su tutti i media, e in particolare il 6 gennaio in prima serata alle 20 su…

Vi spiego come avanza il fanatismo islamico in Francia

La Francia è Charlie: Charlie Hebdo, il settimanale ove due fanatici islamici hanno fatto una strage di giornalisti e poliziotti. Ora tutta la Francia sembra essere d'accordo: tutti insieme contro il terrorismo islamico; comprese le due ali, di destra e sinistra, non rappresentate all'Assemblea Nazionale, il Fronte Nazionale di Marine Le Pen (che peraltro è il primo partito di Francia)…

Chi è Renald Luzier, il caricaturista di Charlie Hebdo che si è salvato dall'attentato

Renald Luzier, conosciuto come Luz, era sempre arrivato alla stessa ora in ufficio, specialmente il mercoledì, quando la redazione di Charlie Hebdo si riunisce per la riunione settimanale. Ieri, forse perché era il giorno del suo compleanno, il caricaturista è arrivato con mezz'ora di ritardo. Minuti decisivi per salvargli la vita. IL DESTINO DI LUZ Sulle pagine di Le Monde…

Charlie Hebdo, c'è un Islam che condanna l'attentato

Episodi isolati o scontro di civiltà? Ogni volta che un attentato condotto da terroristi islamici si consuma in Occidente, questo interrogativo si ripropone. È accaduto lo stesso ieri, dopo l'assalto alla redazione parigina del settimanale satirico Charlie Hebdo, costato la vita a 12 persone, tra le quali il direttore della rivista, Stephane Charbonnier e due agenti. LA RABBIA DELLA FRANCIA…

Charlie Hebdo, ecco dove sono stati addestrati i fratelli Kouachi

Dal 2011, quando un attentato con bombe molotov ha distrutto parte della sede di Charlie Hebdo, la polizia di Parigi era sempre appostata all'ingresso del palazzo per proteggere i dipendenti. Il direttore della rivista, Stéphane Charbonnier, morto ieri nella strage a Parigi, era sotto scorta da quando le minacce degli estremisti islamici contro il settimanale sono diventate più pesanti. Soprattutto…

"Allah è grande", 12 morti. Speciale Formiche.net sulla strage terroristica

Al grido di “Allah è grande” ieri a Parigi, in Francia, due terroristi hanno ucciso dodici persone facendo irruzione nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo, a qualche centinaio di metri dalla Bastiglia. La polizia francese è ancora alla ricerca dei due fratelli sospettati dell'atto terroristico, Said e Cherif Kouachi, di 32 e 34 anni, mentre il più giovane dei tre ricercati si sarebbe…

Tutte le mosse dell'Arabia Saudita nel risiko mediorientale

Non cambia la strategia dell'Arabia Saudita, il maggior produttore dell'Opec, che ha ha confermato la decisione di non intervenire contro il surplus produttivo, abbassando anzi anche i prezzi al consumo in Europa. Questa decisione rappresenta una conferma della strategia di Riyadh, intenzionata a difendere la propria leadership nel mercato, anche a costo di far crollare ulteriormente il prezzo del barile,…

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