Oltre ai dossier geopolitici tradizionali, con particolare attenzione alle attività di Russia, Cina e Iran nei diversi teatri di competizione strategica e nelle operazioni di influenza e proiezione ibrida, il documento evidenzia come cybersicurezza, intelligenza artificiale, infrastrutture critiche, industria della difesa e guerra ibrida siano ormai entrati stabilmente nell’agenda della sicurezza nazionale
James Bond
Il doppio allarme di Lipsia riporta la guerra ibrida nel cuore della Germania
Ceuta, quando l'esodo dei migranti diventa strategia di Stato. L'analisi di Pagani
L’ondata di Ceuta dell’agosto 2026, con decine di migliaia di attraversamenti in pochi giorni, riporta al centro il tema della migrazione ingegnerizzata come arma della guerra ibrida. Dalla deportazione coloniale al Mariel Boatlift fino ai casi di Marocco, Bielorussia e Russia, gli Stati hanno imparato a trasformare i flussi umani in leve di pressione geopolitica
La classifica dei Servizi conferma l'importanza della cultura dell’intelligence. Il commento di Caligiuri
Non ritengo valido giudicare la qualità e l’importanza dei Servizi di sicurezza basandosi su un articolo di giornale. Quando ciò accade, l’intelligence rischia di trasformarsi in argomento per leoni da tastiera o in terreno di scontro politico, ambito da cui i Servizi dovrebbero rimanere al riparo, se non per l’indispensabile e puntuale controllo. L’articolo su L’Express fa tuttavia scaturire una necessità fondamentale: l’esigenza di rafforzare nel nostro Paese la diffusione della cultura dell’intelligence. Il commento di Mario Caligiuri, presidente della Società italiana di intelligence e direttore del master in Intelligence (Università della Calabria)
Ma quale classifica, l’intelligence non è uno sport olimpico. La versione di Teti
La graduatoria pubblicata dal settimanale francese L’Express e rilanciata anche dalla stampa italiana, nella quale l’Italia viene collocata soltanto al quindicesimo posto, parte da un metodo di classificazione profondamente discutibile. L’intelligence, infatti, non è uno sport olimpico. Non esistono cronometri, statistiche pubbliche o classifiche Fifa che consentano di stabilire con precisione quale servizio sia migliore di un altro. Ecco perché secondo Antonio Teti, professore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara
Quando gli Alleati si affidarono alla rete informativa della Santa Sede. Parla Caligiuri
Un carteggio del 1946 svela come gli Alleati si rivolsero alla Santa Sede per verificare la presenza di dodici casse attribuite a Mussolini. Una vicenda che illumina il rapporto tra archivi, potere e intelligence: “La rinuncia alla forza non è cortesia: è amministrazione di un rapporto di lungo periodo”. Conversazione con Mario Caligiuri
Guerra cognitiva e difesa democratica. Le nuove frontiere nel libro di Sterpa e Sgalla
Il libro curato da Alessandro Sterpa, professore in Diritto costituzionale e pubblico nell’Università degli Studi della Tuscia, e da Roberto Sgalla, direttore del Centro Studi Americani, dal titolo “Guerra cognitiva e sicurezza nazionale. Profili giuridici ed istituzionali” affronta uno dei temi più decisivi del nostro tempo: la trasformazione del conflitto che dal controllo dei territori si è progressivamente spostato verso il controllo delle informazioni, delle percezioni e delle coscienze
Cosa rivelano gli attentati jihadisti a Berlino e Parigi. L'analisi di Dambruoso e Conti
Gli ultimi episodi hanno fatto ricadere l’intelligence europea nel timore di una nuova serie di attentati del terrorismo cosiddetto “homegrown”, dove individui radicalizzati prevalentemente sul web, si attivano per compiere attentati in contesti perlopiù urbani. L’analisi di Stefano Dambruoso, magistrato, e Francesco Conti, dottorando presso Ntu-Singapore
Perché il decreto sul riconoscimento facciale non è una deriva contro la privacy. La lettura di Teti
L’intelligenza artificiale applicata al riconoscimento facciale rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per individuare soggetti pericolosi, ricostruire movimenti, identificare responsabili di reati complessi e accelerare le attività investigative. Naturalmente il suo impiego deve essere rigorosamente disciplinato. Ed è esattamente ciò che fa il decreto italiano. Il commento di Antonio Teti, professore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara
Iran, i siti segreti della Cia e l'ombra di Mosca. Ecco la nuova fase della guerra dell'intelligence
L’episodio dei presunti attacchi contro siti riconducibili alla Cia rappresenta, indipendentemente dall’eventuale coinvolgimento russo, il simbolo di una trasformazione destinata a caratterizzare gli equilibri strategici dei prossimi decenni. Che l’Iran abbia agito grazie a un sostegno esterno oppure attraverso capacità sviluppate autonomamente, il messaggio strategico resta lo stesso: la competizione globale si sta spostando sempre più nel terreno invisibile dell’informazione. L’analisi di Antonio Teti, professore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara
















