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Droni russi dal mare contro l'Italia? Cosa cambia con l'allarme attribuito alla Cia

Non è tanto la capacità distruttiva di un singolo drone a rendere inquietante l’allarme che arriva dalla Spagna. È il possibile cambiamento del paradigma operativo: trasformare il Mediterraneo, e soprattutto il traffico mercantile che quotidianamente lo attraversa, in una potenziale piattaforma occulta dalla quale proiettare una minaccia verso il territorio europeo

Minaccia russa nel Mediterraneo, l’ipotesi dei droni lanciati da navi mercantili

Secondo El Mundo, l’intelligence americana avrebbe condiviso con diversi governi europei informazioni su una possibile operazione russa con droni lanciati da navi mercantili nel Mediterraneo. Tra i Paesi indicati ci sono Italia, Francia e Spagna e un quadro di minacce ibride sul quale Nato e governi europei hanno già alzato il livello di attenzione. “È un allarme che non trova nessuna conferma, viviamo già tempi difficili e non serve nessuna benzina sul fuoco”, ha dichiarato il ministro Crosetto

Così le potenze medie stanno ripensando lo spionaggio

Dal Giappone alla Svezia, passando per Germania e Canada, diversi alleati occidentali stanno rafforzando gli strumenti di raccolta e analisi delle informazioni. Dietro la svolta, scrive The Economist, ci sono la pressione esercitata da Russia e Cina, la diffusione delle minacce ibride e una domanda nuova: quanto si può ancora delegare a Washington la conoscenza strategica?

Dalle urne ai sabotaggi. Perché l’Italia alza la guardia sulla guerra ibrida russa

Deepfake negli ultimi giorni di campagna elettorale, attacchi cyber alle infrastrutture, sabotaggi e provocazioni sotto la soglia del conflitto aperto. Mentre l’intelligence europea discute di una possibile accelerazione delle operazioni russe contro la Nato, Roma prepara le difese sul fronte più esposto: quello informativo. Il precedente tedesco spiega perché

Dietro le quinte della guerra cognitiva. Come Mosca istruisce i suoi narratori italiani

Un reportage de Il Foglio ha ripreso un’analisi dell’Institute for the Study of War che documenta qualcosa di sistematico: la Russia non distribuisce propaganda solo attraverso RT e Sputnik. Sta creando una rete duratura di asset umani. In Italia, documenta Massimiliano Di Pasquale dell’Istituto Gino Germani, abbiamo visto proliferare influencer su Facebook, Instagram, TikTok. Ecco come funziona questa rete strategica. L’analisi di Alberto Pagani, docente di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna ed esperto di intelligence e guerra cognitiva

La Russia usa i deepfake delle star contro i Democratici. La campagna di Matryoshka

Volti noti, audio generati con l’intelligenza artificiale e falsi servizi costruiti con la grafica dei grandi network americani. Secondo NewsGuard, la rete di influenza russa Matryoshka ha iniziato a rivolgere la propria attività verso le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Per ora la circolazione dei contenuti resta limitata, ma il metodo mostra l’evoluzione delle operazioni informative in vista del voto

Algoritmi e redazioni. Da dove passa il fronte informativo della guerra ibrida

Agenti stranieri senza regole, indagini che si fermano ai confini, redazioni ostaggio dell’algoritmo. A Cagliari esperti, istituzioni e imprese si concentrano sui ritardi italiani nel contrasto alla guerra ibrida

Le spie del finger food, dietro i buffet dove si coltivano fonti e influenza. Scrive Volpi

Ricevimenti, feste nazionali e circoli culturali sono il luogo dove si seleziona chi verrà coltivato e dove si fanno circolare le notizie che si vogliono far credere. Tra i professionisti ci si conosce: il rischio vero è l’ospite che non sa di essere osservato, o usato. La riflessione di Raffaele Volpi

Hacker ai vertici e proxy stranieri. La tassonomia delle nuove mafie secondo Ardituro

Mafie ibride, riciclaggio verso la Cina e competenze digitali come fattore di comando. Antonio Ardituro, sostituto procuratore nazionale antimafia chiede una strategia cyber e una “professionalità nuova”. Cosa ha detto intervenendo a Cagliari al Festival della Sicurezza organizzato dalla Fondazione Vittorio Occorsio

Dalle minacce ibride alle filiere strategiche. I nuovi confini della sicurezza secondo Luciano Carta

Alla vigilia della seconda edizione del Festival della Sicurezza, il generale Luciano Carta, senior special advisor della Fondazione Vittorio Occorsio, analizza l’evoluzione delle minacce ibride, il ruolo crescente della criminalità organizzata e il legame sempre più stretto tra sicurezza nazionale, intelligence e industria strategica

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