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Perché l’MI5 guarda alle università come nuovo fronte dello spionaggio cinese

L’allerta dell’MI5 sul Cgtri cinese va oltre il singolo caso: evidenzia come università e centri di ricerca siano diventati un terreno della competizione tecnologica e geopolitica. La sfida sarà conciliare cooperazione scientifica, trasparenza e sicurezza. L’analisi di Antonio Teti

La Dia misura la volontà di combattere. Così cambia l’analisi militare Usa

La Defense Intelligence Agency ha pubblicato “Analyzing Will to Fight”, una guida per integrare nella valutazione delle capacità militari fattori difficili da quantificare: leadership, coesione, cultura militare, sostegno degli alleati e percezione della posta in gioco. Dietro il nuovo metodo ci sono anche due lezioni recenti per l’intelligence americana, dal rapido collasso delle forze afghane alla resistenza ucraina dopo l’invasione russa

La smentita come arma. Perché il “non attaccheremo l’Europa” del Cremlino non deve rassicurarci

Le rassicurazioni del Cremlino sul fatto che la Russia non attaccherà l’Europa non bastano a dissipare i timori. Tra precedenti storici, guerra ibrida e valutazioni d’intelligence, la vera garanzia per gli europei resta la deterrenza: rendere qualsiasi aggressione troppo costosa per Mosca. L’analisi di Alberto Pagani, docente di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna — Esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva

Ricerca e sicurezza nazionale. L'allarme di Londra sulla cooperazione con Pechino

Un rapporto di Uk-China Transparency ricostruisce 34 partnership accademiche tra Regno Unito e Cina nei settori cyber, informatica e telecomunicazioni. Tredici coinvolgerebbero atenei cinesi collegati al sistema della ricerca militare. Al centro non c’è la cooperazione scientifica in sé, ma la difficoltà di distinguere, nel modello cinese, tra ricerca civile, tecnologie dual use e apparato della sicurezza

Le auto intelligenti possono diventare una fonte di intelligence. L’allarme dell’Aivd

Microfoni, telecamere, sistemi di infotainment, Gps e connessioni con smartphone producono una quantità crescente di informazioni sugli occupanti e sui loro spostamenti. L’intelligence olandese richiama soprattutto funzionari pubblici e figure aziendali che trattano informazioni sensibili. Per gli attori statali, spiega l’Aivd, quei flussi di dati possono diventare una fonte di intelligence

Il copilota che non doveva essere in cabina. Cosa è successo sul volo Dubai-Tel Aviv

Secondo indiscrezioni israeliane, l’uomo accusato di aver tentato di far precipitare il volo Flydubai FZ1073 Dubai–Tel Aviv è di origine omanita: un profilo che, stando al ministero dei Trasporti di Gerusalemme, l’accordo aereo con gli Emirati escluderebbe dalla rotta. L’atterraggio d’emergenza a Tabuk e la cooperazione silenziosa di Riad raccontano il Medio Oriente dopo gli Accordi di Abramo

Tallinn accusa Mosca per l’incendio alla Milrem Robotics

L’intelligence interna estone attribuisce ai servizi russi l’incendio doloso che il 15 agosto ha colpito una struttura della Milrem Robotics, azienda della difesa che fornisce sistemi terrestri senza pilota anche all’Ucraina. Tre cittadini lettoni sono stati arrestati ed estradati. Mosca respinge le accuse. Per Tallinn il caso si inserisce nella più ampia campagna di sabotaggi condotta in Europa per mettere sotto pressione i Paesi che sostengono Kyiv

Il primo mattone della difesa europea. Ecco i cinque progetti che cambiano l'Europa

Il filo che lega i cinque progetti è la dipendenza europea dalle forze armate statunitensi in quelli che i militari chiamano “abilitanti strategici”: l’allerta precoce dallo spazio, l’intelligence satellitare, la difesa missilistica, la guerra antisommergibile, la presenza sul fianco orientale. Sono proprio le capacità che gli europei non hanno mai sviluppato, contando sul fatto che le avrebbe fornite Washington. Quella scommessa oggi è diventata un rischio. L’analisi di Alberto Pagani, docente di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna ed esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva

Niente allarmismo, ma allarme sì. L'ombra russa sull'Italia secondo Sisci

Giusto non fare allarmismi, ma credere che la questione del caro petrolio sia dovuta a qualche accidente divino e che si possa affrontarla chiedendo un obolo alle compagnie petrolifere è fuorviante. Il caro petrolio c’è e ci sarà perché c’è una guerra ibrida scatenata dalla Russia e dall’Iran. Senza cercare di vedere e capire, e quindi, pur con la prudenza del caso, affrontare il problema principale, si pesta acqua nel mortaio. L’analisi di Francesco Sisci

FamousSparrow. Ecco l’occhio di Pechino in America latina

C’è un nuovo malware capace di raccogliere informazione attraverso i dispositivi che viene sfruttato dall’organizzazione FamousSparrow per spiare istituzioni di governo, principalmente in otto Paesi latinoamericani. La ricerca-denuncia della compagnia di cybersecurity Eset

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