L’evoluzione delle minacce contro infrastrutture critiche, come evidenziato sia dai recenti attacchi e dalle conseguenti accuse e dichiarazioni dei Paesi europei colpiti che dai dati delle agenzie preposte, presenta un cambiamento strutturale nel modo in cui il cyberspazio viene utilizzato, dal dominio cibernetico a quello quantistico. L’analisi di Anna Calabrese (Centro Studi Geopolitica.info)
James Bond
Olanda, sicurezza al massimo allarme da 80 anni. Il rapporto dell’Aivd
Nel rapporto annuale 2025 l’Aivd sottolinea come i Paesi Bassi stiano attraversando il contesto di sicurezza più critico degli ultimi 80 anni. Sul banco Russia e Cina accusate di cyberattacchi, spionaggio e guerra ibrida, mentre sul fronte interno restano elevate le minacce legate a jihadismo, estremismo di destra e movimenti anti-istituzionali
Reti fantasma e cyberattacchi cinesi. Londra lancia l’allerta alle imprese
L’intelligence cyber britannica alza il livello di guardia contro una minaccia sempre più sfuggente. Gruppi hacker legati a Pechino starebbero utilizzando dispositivi di uso quotidiano – router Wi-Fi, stampanti, webcam e altri oggetti connessi – come piattaforme intermedie per operazioni di spionaggio digitale contro aziende e infrastrutture occidentali
Iran, reclutamenti via Telegram nel Regno Unito. L’allarme di Scotland Yard
Un’inchiesta di Lbc riporta l’attenzione sulle operazioni ibride attribuite all’Iran nel Regno Unito. Presunti agenti avrebbero tentato di reclutare cittadini britannici via Telegram per azioni dimostrative e potenziali sabotaggi in cambio di micro-pagamenti in criptovalute. Il caso rilancia il tema dell’uso di proxy locali da parte di Stati ostili e spinge il governo Uk a rafforzare il quadro normativo contro le minacce ibride
Sikh e immigrazione illegale. Cosa racconta il duplice omicidio di Covo
L’esecuzione di due uomini sikh nel Bergamasco riporta alla luce conflitti interni alla comunità e segnala un’escalation di violenza che tocca la diaspora indiana in Europa
Iuvm, rete informativa ostile. Analisi dell’infrastruttura antioccidentale
L’International Union of Virtual Media è un’infrastruttura organizzata di controinformazione e influenza digitale antioccidentale, antiebraica e disinformativa, riconducibile all’ecosistema iraniano. La sua rilevanza risiede nella semplicità della sua architettura e nella facilità con cui può essere replicata da altri attori, utilizzando l’informazione come terreno di competizione strategica e predisponendo asset a bassa visibilità ma ad alto impatto
Hayi e l'ibridazione del terrorismo in Europa
Harakat Ashab al-Yamin al-Islamia (Hayi), ha rivendicato una serie di attacchi a bassa intensità contro obiettivi ebraici in Europa. Episodi con danni limitati ma forte impatto simbolico, diffusi e amplificati attraverso canali vicini all’ecosistema filo-iraniano. Le dinamiche operative e di propaganda indicano un possibile modello di ibridazione del terrorismo in Europa: azioni semplici, esecutori locali e massima ambiguità
Estonia, cresce la minaccia russa? Il record di agenti individuati nel 2025
Nel 2025 l’Estonia ha individuato un numero record di collaboratori legati alla Russia, secondo il rapporto dell’intelligence nazionale – Kaitsepolitseiamet (Kapo). Crescono le minacce ibride, tra disinformazione, sabotaggi e operazioni condotte anche tramite civili. Sotto osservazione il caso di Narva, al centro di una campagna online filorussa
Co-worker digitali per analisti e sfida aperta alla Cina. Cosa c'è dietro la svolta della Cia
La Cia accelera sull’intelligenza artificiale e prepara l’integrazione sistematica di co-worker digitali nei propri sistemi analitici. L’obiettivo è rendere più rapido e rigoroso il processo di produzione dell’intelligence, senza rinunciare al controllo umano
La sicurezza cognitiva come nuova frontiera strategica
Quando la realtà condivisa si frammenta, il problema non è più solo informativo: diventa una vulnerabilità strategica. Correggere singoli messaggi non basta. Serve una capacità pubblica di osservazione e intervento sull’ecosistema cognitivo, quello che oggi manca. L’analisi di Antonio Scala, dirigente di ricerca presso l’Istituto dei Sistemi Complessi del Cnr
















