Un carteggio del 1946 svela come gli Alleati si rivolsero alla Santa Sede per verificare la presenza di dodici casse attribuite a Mussolini. Una vicenda che illumina il rapporto tra archivi, potere e intelligence: “La rinuncia alla forza non è cortesia: è amministrazione di un rapporto di lungo periodo”. Conversazione con Mario Caligiuri
James Bond
Guerra cognitiva e difesa democratica. Le nuove frontiere nel libro di Sterpa e Sgalla
Il libro curato da Alessandro Sterpa, professore in Diritto costituzionale e pubblico nell’Università degli Studi della Tuscia, e da Roberto Sgalla, direttore del Centro Studi Americani, dal titolo “Guerra cognitiva e sicurezza nazionale. Profili giuridici ed istituzionali” affronta uno dei temi più decisivi del nostro tempo: la trasformazione del conflitto che dal controllo dei territori si è progressivamente spostato verso il controllo delle informazioni, delle percezioni e delle coscienze
Cosa rivelano gli attentati jihadisti a Berlino e Parigi. L'analisi di Dambruoso e Conti
Gli ultimi episodi hanno fatto ricadere l’intelligence europea nel timore di una nuova serie di attentati del terrorismo cosiddetto “homegrown”, dove individui radicalizzati prevalentemente sul web, si attivano per compiere attentati in contesti perlopiù urbani. L’analisi di Stefano Dambruoso, magistrato, e Francesco Conti, dottorando presso Ntu-Singapore
Perché il decreto sul riconoscimento facciale non è una deriva contro la privacy. La lettura di Teti
L’intelligenza artificiale applicata al riconoscimento facciale rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per individuare soggetti pericolosi, ricostruire movimenti, identificare responsabili di reati complessi e accelerare le attività investigative. Naturalmente il suo impiego deve essere rigorosamente disciplinato. Ed è esattamente ciò che fa il decreto italiano. Il commento di Antonio Teti, professore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara
Iran, i siti segreti della Cia e l'ombra di Mosca. Ecco la nuova fase della guerra dell'intelligence
L’episodio dei presunti attacchi contro siti riconducibili alla Cia rappresenta, indipendentemente dall’eventuale coinvolgimento russo, il simbolo di una trasformazione destinata a caratterizzare gli equilibri strategici dei prossimi decenni. Che l’Iran abbia agito grazie a un sostegno esterno oppure attraverso capacità sviluppate autonomamente, il messaggio strategico resta lo stesso: la competizione globale si sta spostando sempre più nel terreno invisibile dell’informazione. L’analisi di Antonio Teti, professore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara
L'intelligenza artificiale è la nuova porta d'ingresso dell'influenza cinese. Scrive Volpi
Raffaele Volpi, già sottosegretario della Difesa e presidente del Comitato parlamentare per sicurezza della Repubblica (Copasir) interviene nel dibattito lanciato da Formiche.net in seguito alla partecipazione del direttore generale dell’Agid alla conferenza sulla regolamentazione dell’IA a Shanghai. “La vera domanda”, scrive, “non è quanto la Cina sappia ancora sfruttare le debolezze italiane ed europee. È quanto noi siamo capaci di riconoscerle prima che diventino dipendenze”
Così Farnesina e Piazza Dante rafforzano la cultura della sicurezza nazionale. La lettura di Caligiuri
L’accordo siglato tra il segretario generale del ministero degli Affari Esteri Riccardo Guariglia e il direttore generale del Dis Vittorio Rizzi può rappresentare un importante tassello per rafforzare una consapevole cultura della sicurezza nazionale all’interno delle istituzioni. La riflessione di Mario Caligiuri, professore all’Università della Calabria e presidente della Società Italiana di Intelligence
Pax Silica e AI, l'Italia resti nel solco delle alleanze. Parla Caligiuri
Dall’intelligenza artificiale alla competizione tra potenze, la bussola resta la collocazione internazionale dell’Italia. Mario Caligiuri, professore ordinario all’Università della Calabria, Presidente della Società Italiana di Intelligence, invita a distinguere tra le scelte strategiche del Paese e le iniziative dei singoli attori. La relazione dell’intelligence indica la strada
Passwork, il password manager europeo con radici russe che preoccupa gli esperti
Un’inchiesta di Occrp ricostruisce i legami tecnici tra il password manager commercializzato in Europa e l’omonimo prodotto russo certificato da Fstec e Fsb. Non sono emerse prove di violazioni, codici malevoli o accessi ai dati dei clienti. Ma il passaggio degli aggiornamenti attraverso una società degli Emirati, gestita da uno dei fondatori russi, apre una questione di trasparenza e sicurezza della catena di fornitura
Spionaggio iraniano nel Regno Unito? Il ruolo sempre più crescente degli intermediari criminali
Vahid Aberi, cittadino britannico-iraniano residente a Liverpool, è stato incriminato in base al National Security Act. Secondo l’accusa avrebbe cercato contatti con Teheran e si sarebbe reso disponibile a collaborare. Il caso si inserisce nella crescente attenzione britannica verso le operazioni condotte dall’Iran attraverso intermediari e reti criminali
















