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Il premier libico si dimette. Perché e con quali prospettive

Il governo libico ieri si è dimesso, rimettendo il mandato nelle mani del nuovo Parlamento eletto meno di un mese fa. La decisione del primo ministro, Abdullah Al-Thinni (nella foto) è arrivata al termine di una settimana intensissima. Tripoli è stata infatti in preda delle milizie di Misurata e lo stesso premier è stato pesantemente nel mirino con la propria…

Tutte le differenze nei video degli orrori e delle decapitazioni

Due video di decapitazioni, il primo di James Foley e il secondo di quattro uomini accusati di essere spie del Mossad. Ci sono differenze? Sì, a partire dalla qualità delle immagini - di alta qualità nel primo caso, più artigianali nel secondo - fino ad arrivare al sangue, assente nel video del reporter americano e presente nel secondo. IL VIDEO DELLA…

Perché l'Ucraina è in bilico tra guerra e pace

C'è voluto davvero poco tempo per archiviare il piccolo, apparente, passo in avanti del vertice di Minsk tra il presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Petro Poroshenko. La tensione tra Ucraina e Russia è tornata a crescere, mentre al confine tra i due Paesi spirano sempre più forti venti di guerra. A certificarlo è la Nato, che ha documentato…

Renzi uomo solo al comando. Pregi e difetti spiegati dal prof. Lippolis

Il protagonismo del presidente del Consiglio ha forse raggiunto con Matteo Renzi il suo punto più alto. Vincenzo Lippolis, professore di Diritto comparato all’Università degli studi internazionali di Roma, si inserisce nel dibattito su pregi e difetti dell’“uomo solo al comando” di Palazzo Chigi, ne individua le motivazioni, i rischi e l’unico possibile vero argine: il ministero guidato da Pier…

Ecco come Papa Francesco rivoluziona la Chiesa spagnola

Giornata storica per la Chiesa spagnola. Il Papa ha infatti accettato la rinuncia del cardinale Antonio Maria Rouco Varela alla guida dell’arcidiocesi di Madrid, a capo della quale era stato insediato vent’anni fa da Giovanni Paolo II. Rouco Varela, 78 anni, aveva lasciato lo scorso marzo anche la presidenza della conferenza episcopale del Paese iberico. Al suo posto, Francesco ha…

Alessandro De Nicola giudica il governo sulle privatizzazioni di Eni, Enel e Cdp Reti

Bene la vendita di ulteriori quote di azioni del Tesoro in Eni ed Enel, meno bene l’ingresso del colosso di Stato cinese in Cdp Reti. L’intellettuale liberista Alessandro De Nicola, avvocato, presidente dell’Adam Smith Society, editorialista di Repubblica e da pochi mesi anche consigliere di amministrazione di Finmeccanica, commenta con Formiche.net parole e mosse del Tesoro sulle società controllate dallo…

Eni ed Enel, Vendi-Italia o Svendi-Italia?

Erano dunque davvero sibilline le parole di Mario Draghi a Jackson Hole? L'interrogativo, nonostante l'effetto palliativo che il discorso del presidente della Bce ha avuto sui tassi, non era del tutto peregrino su Draghi buonista per il Quantitative Easing (acquisto di titoli in stile Fed) e e flessibile sul rigore nei conti pubblici. Draghi è stato frainteso, ha sentenziato il…

Così i piccoli teatri fronteggiano la crisi

Celebre la frase di Piero Bargellini (allora Sindaco di Firenze), con il fango sino alle ginocchia, agli Uffizi durante l’alluvione del novembre 1966: Non è tempo di piagnistei. In pochi minuti, la situazione si rivolto passando dalla disperazione all’ansia di ricostruire. "COMPETERE" Qualcosa di simile devono essersi detti l’amministratore delegato della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi William Graziosi (il più convinto assertore…

È la Libia la prossima frontiera per l’Egitto. Parla Sergio Romano

L’autentico “vincitore” del sanguinoso conflitto che ha visto contrapposti Israele e Hamas sembra essere l’Egitto del generale Abdel Fattah al-Sisi. Molti analisti si chiedono se il regime militare-laico del Cairo, artefice della proposta di tregua permanente accettata dal governo di Gerusalemme e della Striscia di Gaza, potrebbe rivelarsi determinante nel favorire un percorso negoziale proficuo tra Stato ebraico e Autorità…

La svolta dell'Europa in guerra contro l'Isis. Parla Arturo Parisi

Dare ai Curdi armi per combattere lo Stato Islamico, e farlo con una decisione istituzionale alla luce del sole, "significa riconoscere il nostro coinvolgimento in un conflitto che è difficile non chiamare guerra". A crederlo è Arturo Parisi, docente universitario e già ministro della Difesa nel governo Prodi, che in una conversazione con Formiche.net spiega perché la decisione di intervenire in…

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