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Migranti, Piano Mattei e cultural diplomacy. Il viaggio di Meloni in Tunisia

Il quarto viaggio in nove mesi della premier a Tunisi non solo racchiude l’esigenza italiana di puntellare la propria strategia alla voce sbarchi e relazioni bilaterali, ma rappresenta anche l’occasione per distendere la cosiddetta cultural diplomacy tramite un accordo che favorisca gli scambi nella cooperazione accademica. Lo dimostra la presenza di due ministri come Piantedosi e Bernini

Draghi sferza i governi Ue come Mattarella sferzò i partiti politici italiani. Il commento di Cangini

È stato, quello odierno, un primo assaggio del discorso che Mario Draghi pronuncerà in giugno. Speriamo solo che i capi di Stato e di governo dell’Unione lo prendano sul serio più di quanto non abbiano fatto i capi dei partiti politici italiani con le parole di Sergio Mattarella e, prima di lui, di Giorgio Napolitano… Il commento di Andrea Cangini

Meloni-Abdallah, così si lavora all'alleanza nel cuore del Medio Oriente

L’azione attiva di Amman contro i droni di Teheran riapre il dibattito sulla possibilità della costruzione di un’alleanza atlantica e occidentale proprio nel cuore del Medio Oriente. Un passaggio significativo anche alla luce del ritorno della Siria nella Lega Araba dopo 12 anni. Meloni-Abdallah: evitare un’ulteriore escalation nella regione

L’inclusione che esclude. Perché non ci interroghiamo sulla classe sociale? Scrive Laudadio

La distanza tra le classi sociali sta diventando sempre più ampia. In particolare, è assente dal dibattito italiano “la classe sociale d’origine”. Eppure, numerosi studi hanno dimostrato che tale variabile ha un impatto significativo, tra i maggiori, sulle traiettorie di carriera. tra gli adolescenti americani cresce la preferenza per una società più egualitaria e più giusta. Mi piace questa speranza in un mondo così, dove la classe sociale non è il miglior predittore del destino di una persona. L’opinione di Laudadio

Attenzione ai lupi solitari dopo l’attacco iraniano. Il punto al Viminale

Convocato il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica dopo l’attacco iraniano contro Israele. Riflettori puntati anche sui flussi migratori irregolari per intercettare soggetti potenzialmente pericolosi

G7, aiuti umanitari e diplomazia. La risposta italiana alla crisi mediorientale

Il G7 convocato ieri da Meloni su richiesta del presidente americano ha chiesto all’Iran e ai suoi fiancheggiatori di interrompere le azioni ostili. In caso contrario verranno adottate ulteriori misure, al pari dell’aumento della cooperazione in favore di Gaza. Tra due giorni la ministeriale esteri a Capri. Dal punto di vista della Casa Bianca una reazione ulteriore israeliana contro l’Iran darebbe il “la” a una guerra vera e propria, ampliando il campo di battaglia che dal 7 ottobre scorso è circoscritto alla Striscia

Conservatori e popolari, l'alleanza possibile. Perché Meloni può farcela secondo Tatarella

La scelta europeista e filoatlantica del governo Meloni e della destra di Fratelli d’Italia è in perfetta continuità storica con la parte moderata della destra italiana. L’appuntamento politico più importante dell’anno rappresenta un’opportunità storica per Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia per rovesciare l’attuale maggioranza e costruire un centrodestra europeo insieme ai popolari. Il libro di Fabrizio Tatarella

I bias cognitivi degli anti israeliani. L'opinione di Cangini

I bias cognitivi sono una forma di distorsione sistematica della realtà. Un po’ quello che sta accadendo nella questione mediorientale: chi, per ragioni culturali, politiche o addirittura razziali, detesta Israele è oggi convinto che l’offensiva missilistica iraniana della scorsa notte sia largamente giustificata dall’attacco israeliano al “consolato” iraniano a Damasco del primo aprile. Chi lo pensa è evidentemente vittima di almeno due bias cognitivi che lo inducono a distorcere la realtà dei fatti. L’opinione di Cangini

Perché non c'è confronto tra le correnti di ieri e di oggi. La riflessione di Giorgio Merlo

Le correnti interne della Dc rappresentavano pezzi di società, erano espressione di una cultura politica definita all’interno dell’arcipelago cattolico del tempo, si facevano carico delle esigenze, delle ansie e delle domande di determinati ceti sociali e avevano una classe dirigente di riferimento. Nell’attuale Pd, a farla da padrone sono le aggregazioni clientelari e le cordate di potere che, non a caso, cambiano e si spostano così rapidamente che sfuggono addirittura all’attenzione degli stessi iscritti. Ecco perché, secondo Merlo, serve una svolta

Ora si vota chi si ama. Lo spiegano Petrolo e Incantalupo

Oggi più che mai i principi del marketing vengono applicati nella comunicazione politica. Ma come per i prodotti commerciali anche per la politica vale il principio: Content is the king. Un pessimo prodotto non funzionerà mai, neanche con grandi campagne di marketing e lo stesso vale per la politica. Il libro di Petrolo e Incantalupo

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