A Palazzo Chigi Antonio Costa e Giorgia Meloni hanno fatto il punto sulle urgenze “belliche”, come Gaza e Ucraina, ma anche su temi interni come l’automotive e gli spunti draghiani. L’intenzione è giungere ai vertici di inizio ottobre con un quadro chiaro delle iniziative da intraprendere, per non smarrire priorità e obiettivi programmatici
Politica
Non basta lo slogan “battiamo la destra” per costruire un'alleanza. La versione di Panarari
Si avvicina l’appuntamento delle elezioni regionali che sarà un importante termometro anche in vista delle Politiche del 2027. Il centrosinistra specie in alcune aree è competitivo ma non basta il voler battere le destre per creare un’alleanza solida: il nodo di fondo resta quello della premiership fra Conte e Schlein. La comunicazione forte? Serve a mobilitare l’elettorato. Colloquio con il politologo Massimiliano Panarari
Charlie Kirk e la radicalizzazione dei commenti. L'analisi di Arcadia
Tutti gli indizi che sui social evidenziano già da tempo la progressiva radicalizzazione del dibattito politico online statunitense. L’analisi di Domenico Giordano, Arcadia, delle comunità cognitive presidiate dal fondatore di Turning Point Usa, ucciso in un attentato la scorsa settimana negli Stati Uniti
Il centrosinistra vede col binocolo Palazzo Chigi. L'opinione di Guandalini
Il centrosinistra vincente delle prossime elezioni regionali sarà il passepartout per entrare a Palazzo Chigi nel 2027? Le perplessità prevalgono. Al campo largo manca la coalizione per offrire stabilità al Governo del Paese. A parte la tenacia di Schlein a movimentare l’opposizione rimane Matteo Renzi che nel frattempo lancia l’ennesimo nuovo partito. La partita si giocherà sulla scelta del candidato premier. L’opinione di Maurizio Guandalini
Quali sfide per l'Ue in un mondo che cambia. La riflessione dell'amb. Castellaneta
È un mondo quello di oggi dove il ricorso all’uso della forza è sempre più frequente a discapito dell’uso del diritto internazionale. Sta anche a noi europei, grazie anche alla forza “gentile” che aveva caratterizzato il nostro sviluppo negli ultimi decenni, cercare di riorientare un ordine internazionale nuovo, che sia espressione dei mutati rapporti di forza ma che non possa prescindere dal rispetto di regole condivise. La riflessione dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta
Perché Kirk è diventato un bersaglio. L’analisi di Diletti
L’uccisione dell’attivista repubblicano Charlie Kirk riaccende i riflettori sul grandissimo tema della violenza politica americana. Solo tre mesi fa l’assassinio di una deputata democratica del Minnesota. Ora è tempo di abbassare i toni, altrimenti c’è il rischio di alimentare un’escalation. Conversazione con Mattia Diletti, docente di Scienza politica all’Università Sapienza ed esperto di politica statunitense
L'uccisione di Kirk è il prodotto dell'odio verso gli avversari politici. L'opinione di Giubilei
Kirk rappresenta un simbolo per il mondo conservatore americano, perché in tutti questi anni è riuscito, attraverso il progetto di Turning Point, a intercettare un elettorato giovanile che per la prima volta ha votato in gran parte per il Partito Repubblicano alle scorse elezioni. L’opinione di Francesco Giubilei, direttore scientifico della Fondazione Alleanza Nazionale
Il Premio Carlo Mosca in Senato per la costruzione di una cultura nazionale della difesa
Alla Sala capitolare del Senato la seconda edizione del Premio Tesi Carlo Mosca ha riunito istituzioni e accademia per la costruzione di una cultura nazionale della difesa. Ecco chi c’era e cosa si è detto
AI e competitività. Ecco l'Osservatorio sul diritto all'innovazione della fondazione Einaudi
Da quando è entrato in vigore il Gdpr i margini di profitto delle imprese europee sono scesi in media di quasi un punto percentuale rispetto a quelli americani. Anche per monitorare questo tipo di fenomeni è nato l’Osservatorio sul diritto all’innovazione promosso dalla fondazione Luigi Einaudi
In Francia l'unica via è un governo con centro e sinistra riformista. Parla Ceccanti
La crisi politica francese giunge al culmine: entro il fine settimana probabilmente avremo un nuovo premier a capo di un esecutivo composto da forze centriste assieme alle formazioni di sinistra riformista che si sono via via affrancati dagli estremismi di Mélenchon. L’inquilino dell’Eliseo ha un problema di maggioranza interna ma è ancora forte sul piano internazionale, ma la Francia riacquisirà stabilità soltanto dopo il 2027. Colloquio con il costituzionalista Stefano Ceccanti
















