Questo bombardamento, che ha preso di mira anche sedi diplomatiche, è un messaggio diretto all’Europa e ai Paesi che sostengono Kyiv. L’Italia deve comportarsi da Paese leader, non da spettatore. Abbiamo fatto bene a essere a Washington con i partner europei e americani, ma ora bisogna alzare il livello: richiamare l’ambasciatore russo, parlare con gli altri capi di governo, accelerare le iniziative. È questo che mostra la leadership, non le dichiarazioni di circostanza. Colloquio con il senatore del Pd, Filippo Sensi
Politica
Sinistra, l’agenda esclude il Centro. L'intervento di Merlo
Come diceva un leader e statista della Democrazia cristiana, Carlo Donat-Cattin, “in politica conta chi detta l’agenda”. A prescindere anche dai rapporti di forza. E l’agenda, oggi, nella coalizione progressista la dettano i vari partiti di sinistra. Per il Centro c’è posto solo sugli spalti. L’intervento di Giorgio Merlo
Una "casa" per il governo italiano. La scelta di Meloni al Meeting secondo Carone
Il tema casa può rappresentare un terreno di convergenza utile a mostrare compattezza nella coalizione. La casa diventa così una chiave di lettura politica. Da un lato, è la risposta a un bisogno sociale concreto che unisce famiglie proprietarie e nuove generazioni in affitto. Dall’altro, è un banco di prova per la leadership di Meloni: capace di dettare l’agenda, gestire i rapporti interni alla coalizione e orientare già oggi la discussione sulla legge di bilancio. L’analisi di Martina Carone
Le regioni si difendano dai “mostri” della politica. L'opinione di Sterpa
La classe politica comunale e regionale merita di essere aiutata a continuare a svolgere la decisiva funzione di creatore e contenitore di classe dirigente. Potrebbe aiutare la politica nazionale impedendo che si creino queste candidature avversative sia di ex presidenti che di presidenti in carica che vogliono fare tre mandati. L’analisi del costituzionalista dell’Università della Tuscia, Alessandro Sterpa
Al Meeting la svolta cattolico-liberale di Meloni. Parla Adornato
Riforme, postura europea, conflitti e politica interna. Sono tanti gli spunti che emergono dal discorso tenuto oggi dalla premier Giorgia Meloni dal palco del Meeting di Rimini. Secondo il saggista ed ex parlamentare Adornato, si tratta di un intervento che richiama la politica di un tempo, di grande levatura. In termini di contenuto si è colta la svolta verso un pensiero conservatore, con venature cristiano-liberali
L'Italia saprà alzare lo sguardo? Da Rimini una mappa per il futuro (tra fede e ragione)
Da Rimini giunge un messaggio duplice e coerente con la sua tradizione: guardare al futuro con la profondità della fede e con la concretezza della ragione, tenendo insieme la dimensione europea e quella nazionale. Una sfida che chiede responsabilità, perché da essa dipenderà se l’Italia saprà alzare lo sguardo o se tornerà a rinchiudersi nei suoi piccoli conflitti. Il commento di Raffaele Bonanni
Per un incontro tra Vangelo e cultura. Il racconto di Sassanelli
Il Meeting di Rimini 2025, ispirato al verso di T.S. Eliot “Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi”, richiama l’urgenza di rigenerare società e persone attraverso Vangelo e Cultura. In continuità con l’appello di Paolo VI nell’Evangelii nuntiandi, l’evento propone un rinnovamento spirituale ed educativo capace di trasformare i “deserti interiori” in luoghi di speranza e crescita. La riflessione di Ivano Sassanelli, professore di Diritto Canonico (Facoltà Teologica Pugliese – Bari) e di Educazione Interculturale per la Pace Sociale (Istituto Universitario SSML Bona Sforza – Bari)
La destra torni ad essere protagonista in Puglia. La versione di Tatarella
La Puglia da capitale dell’impero della destra politica italiana non può arrendersi ad essere estrema periferia dell’impero, condannata a perdere sempre e a vantarsi di dati che alle politiche e alle europee sono merito esclusivo di Meloni. In Puglia la destra, per senso di responsabilità e rispetto verso i suoi tanti elettori, deve riconquistare i suoi spazi che si costruiscono con visione e coraggio. La versione di Fabrizio Tatarella, vicepresidente della Fondazione Tatarella
Prodi e l’Europa. Ma un po’ di autocritica mai? Scrive Arditti
La verità è che a Prodi e alla sua generazione politica manca il coraggio di riconoscere i fallimenti. Preferiscono rifugiarsi nella retorica dell’allarme democratico e nella ricetta facile del centralismo europeo. Ma la storia recente ci dice che non basta invocare l’Europa: occorre costruirne una nuova, fondata su responsabilità condivise, rispetto delle identità nazionali e capacità reale di competere con le grandi potenze globali
Phisikk du role - La gag stonata del vecchio Woody
Desta scalpore l’uscita filoputiniana di Woody Allen, americano di origine ebrea, considerato da sempre un volto del radicalismo progressista statunitense, firmatario di appelli liberal e schierato dalla parte delle libertà. Ma, a ben riflettere, non è la prima volta che protagonisti del cinema hollywoodiano assumono posizioni poco comprensibili e non affatto compatibili con la condotta politica di una vita
















