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Un green pass per Palazzo Chigi? La lezione Le Pen per Giorgia Meloni

Dalla battaglia sul certificato verde passa la strettoia che può portare Giorgia Meloni a Palazzo Chigi nel 2023. Già oggi, in Francia, c’è una lezione per la leader della destra italiana. E porta la firma di Marine Le Pen. Il commento di Jean-Pierre Darnis

Sciogliere tutti i fasci. La lezione di Fiuggi e il regime che non c’è

Come un fiume carsico, torna l’allarme sulla tenuta democratica del Paese, lanciato in questa occasione di fronte al fatto che Fratelli d’Italia si conferma essere il primo partito nelle intenzioni di voto. Accuse strumentali che però i meloniani potrebbero facilmente schivare, se solo rileggessero il programma della nascita di An. Scrive Antonio Pellegrino, giornalista e giovane elettore di destra

Il sistema Draghi alla prova Ue. Scotti sulla tempesta d'autunno

Dalle bandierine di partito al coraggio delle scelte. Il sistema Draghi mette alla prova i partiti, che devono riadattare le strategie elettorali. Parla Vincenzo Scotti, ex ministro e volto storico della Dc. Conte? Ha imparato l’arte del compromesso. Mattarella bis? Appigliarsi a uno slogan è già una sconfitta

La prescrizione non è quello che vi raccontano

Di Alessandro Gentiloni Silveri

L’avvocato penalista Alessandro Gentiloni Silveri spiega il grande equivoco che spesso circonda l’istituto della prescrizione, che poco ha a che fare con il processo e molto con il reato. La riforma Cartabia coglie il segno perché istituisce una inedita ‘causa di improcedibilità’, di matrice e disciplina processuale, salvaguardando gli obblighi internazionali ed evitando l’estinzione tout court dell’illecito. Ma non mancheranno problemi attuativi

L'Italia sia più lepre e meno lumaca sul Pnrr. Scrive Zacchera

Di Marco Zacchera

A pare la giustizia, come vanno invece le altre riforme promesse a Bruxelles? Le più urgenti, sottoscritte nel contratto con l’Europa, sono quelle per il reclutamento di forze nuove nella Pa, la semplificazione in materia di processi burocratici, le norme sull’ambiente. Anche qui praticamente non ci si è mossi e si può pensare a una serie di decreti autunnali, ma l’Italia è già in ritardo. Il commento di Marco Zacchera

Phisikk du role - Mario il taumaturgo

Tra i tanti meriti dell’economista-premier ci sarebbe pure quello che porta bene. Un’energia positiva imponente che travolge economia, lavoro, turismo, reputazione internazionale, persino i Maneskin a Sanremo e all’Eurovision. E adesso questa cascata di medaglie d’oro e di coppe, tra Olimpiadi e campionato di calcio europeo. Ma la cabala è un criterio per giudicare i governi?

Occhio ai giochi (pericolosi) per il Colle. Scrive Mastrapasqua

Il passato insegna. Mattarella è più giovane di quanto non fosse allora Napolitano. Potrebbe rendersi disponibile da subito a un nuovo mandato. Se invece conferma la sua indisponibilità, Mario Draghi da Palazzo Chigi vuole trasferirsi al Quirinale? Con quale vantaggio per il Paese? Marta Cartabia vuole lasciare via Arenula per il Colle? Queste incertezze certamente fanno scivolare il governo dei migliori verso la politica peggiore

Chi sono gli elettori di Conte? Il mosaico di Fusi

L’ex avvocato del popolo è stato votato presidente dalla base grillina. Il suo modello sembra essere di tipo interclassista: dichiarandosi né di destra né di sinistra, il tentativo è di pescare voti ovunque possibile, superando le logiche di schieramento. Un obiettivo che ricalca in qualche modo la Dc d’antan, che però non è più replicabile. E archiviare il Vaffa non basta

Green pass, punto. Centinaio (Lega) contro i nì-vax

Il sottosegretario all’Agricoltura e già ministro nel governo gialloverde: sul green pass dà la linea Salvini, io sono d’accordo ma lo miglioreremo in aula. Al Quirinale vedo bene Berlusconi, Draghi serve al cantiere Italia. Roma e Milano? Ci mettiamo la faccia, una candidatura di Salvini aiuterebbe

Tutti pazzi per lo Spazio. Colao in pole per il dopo-Tabacci?

Nel decreto-legge approvato ieri dal Cdm c’è una modifica alla governance spaziale che consente a Mario Draghi di assegnare la delega anche a un ministro. La corsa dopo il passo indietro di Tabacci è aperta e tutti i partiti della maggioranza sono interessati. Per evitare nuovi conflitti nella coalizione, Palazzo Chigi starebbe pensando a Vittorio Colao

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