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Nigel Farage

Non solo Farage, la novità a Londra è il gradimento verso Badenoch

La netta vittoria di Nigel Farage a Clacton rafforza Reform ma apre nuovi interrogativi tra indagini, polemiche sul riconteggio e accuse all’establishment. Intanto il premier Burnham e la leader Tory Badenoch cercano di consolidare i rispettivi fronti in un Regno Unito sempre più instabile

Burnham promette meno tasse, ma i conti non tornano. I primi ostacoli del nuovo premier

Primo discorso a Donwning Street pieno di interrogativi: non ci sono risposte precise su come finanziare gli sconti su bollette e prodotti di prima necessità. Anche la difesa in subbuglio, per la poca esperienza del neo ministro. E Liz Truss chiama a raccolta il primo Cpac inglese

Sfida a Starmer. Perché il sindaco di Manchester accelera su Downing street

Altra destabilizzazione a Londra, con il cambio di cavallo ormai alle porte. Le suppletive però sono uno spartiacque anche per le opposizioni. I Tories sono euforici, perché per la prima volta in mezzo secolo hanno vinto un’elezione suppletiva in Scozia, strappando Aberdeen South al Partito Nazionale Scozzese e regalando a Badenoch uno dei successi più significativi della sua carriera come leader del partito

Starmer sempre più solo, anche Blair critica i laburisti

Dalle frequenze radiofoniche del programma Today di BBC Radio 4, Blair ha dichiarato che “è possibile che stiamo per avere il settimo primo ministro in 10 anni: un Paese serio non può permettersi una cosa del genere, la cosa bizzarra della situazione attuale è che stiamo tutti parlando di politica quando la cosa fondamentale è parlare di politiche. Se non si decide quale sarà la propria linea politica, non ha senso cambiare il leader”

“It's time to go”, Starmer al capolinea? Tutti i rischi di una nuova instabilità

Il momento è delicato, la parola dimissioni è stata ufficialmente pronunciata da chi Starmer pensava fosse ancora al suo fianco. Troppo forte la delusione del mondo Labour per un risultato che, come anche ammesso dal sindaco di Londra, è davvero inquietante se si pensa che le elezioni generali erano state salutate come la resurrezione dei laburisti. Oggi Farage e Badenoch potrebbero conquistare il Parlamento

Tra Starmer e Schlein non c'è nessuna affinità. Galli spiega perché

“Qualcuno vorrebbe dire che, visto che in Inghilterra vince la sinistra, quindi anche in Italia vincerà la sinistra. Si tratta di una tentazione molto forte che nasconde il fatto che la lunga strada per mettere in piedi una reale alternativa alla destra non è ancora stata imboccata”. Conversazione con il politologo Carlo Galli

Farage BEPPE GRILLO, Virginia Raggi

Vi racconto come Nigel Farage ha umiliato Beppe Grillo

Infierire su Beppe Grillo, o ancor peggio, su Casaleggio il giovane, dopo i disastri di Roma e di Bruxelles, è come sparare sulla croce rossa. Da comico affermato il primo si è trasformato in un funambolo. Il secondo non ha resistito alla tentazione di cedere al proprio conflitto di interesse. In vista di quello che l'Unione europea potrebbe decidere per…

Perché Tv e giornaloni si eccitano per il no di Alde a M5s di Grillo e Casaleggio

Beppe Grillo ha deliberato, grazie al responso delle votazioni on line degli aderenti al M5S, di passare dall’ultra destra di Farage al gruppo liberale dell’Alde, che in un primo momento aveva accettato i grillini nel proprio organismo di Strasburgo, ma che poi di fronte alle proteste dei deputati italiani del gruppo liberale al Pe è ritornato sulla decisione, negando l’assenso.…

elezioni, mcl, europa, eutanasia

Come ridare anima e slancio all'Europa

Negli ultimi tempi si è parlato spesso dell’Europa che non c'è, delle sue difficoltà e, talora, della sua incapacità nell’affrontare e risolvere questioni urgenti e fondamentali. Lo spettacolo che offre l’Ue, spesso, è sconfortante: i tanti piccoli egoismi, la volontà di primeggiare di alcuni, l’incapacità di assumere decisioni ragionevoli sui grandi drammi a partire dai profughi e dagli immigrati, la mancanza di…

Brexit e referendum in Italia, funzionano ancora gli uomini soli al comando?

La politica contemporanea, impegnata a sostenere le ragioni di interessi economici e finanziari consolidati, si sposa bene con l’idea dell’uomo solo al comando, sempre debole e con incerta personalità, pronto ad ascoltare, a prendere ordini, a eseguire. Mai sarebbe possibile attuare un’azione ancillare finalizzata a garantire gli interessi forti con una miriade di partiti, di gruppi parlamentari e vari arnesi…

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