Crisi libica, quanto costa l'Opa di Haftar sui pozzi?

Il numero uno della Noc, Mustafa Sanalla, al Financial Times: entro pochi giorni la produzione precipiterà ai livelli più bassi dalla caduta di Muammar Gheddafi nel 2011

Crisi in Libia, i pozzi chiusi costano 55 milioni al giorno

Punto di partenza il lucchetto stretto attorno a Sharara ed El Feel (dove c’è l’Eni) da parte delle milizie haftarine: da lì mutano strategie e influenze dell’uomo forte della Cirenaica

La doppia mossa di Gazprom per uscire dall'imbuto Nord Stream 2

Mentre riprende il dialogo con Noc per il greggio in Libia, il gigante russo non molla la rotta del mare del Nord. Lì sta attualmente spedendo circa 11 milioni di tonnellate di petrolio all’anno (220.000 barili al giorno)

Solare ed eolico. Cosa c'è nel futuro libico di Eni?

Meeting tra il numero uno del Cane a sei zampe, Claudio Descalzi, e i vertici libici al-Sarraj e Sanalla (Noc). Ecco la primizia delle fonti di produzione energetica da energie rinnovabili

haftar, Libia

Né vertici né promesse. Haftar punta dritto ai pozzi (per il futuro della Libia)

Dopo la presa di El Feel, emerge chiara la strategia del generale: ovvero dove non riesce la politica delle conferenze e dei vertici, arriva il pugno duro dell’uomo forte della Cirenaica. Così dopo aver liberato Sharara ecco la minaccia della forza anche all’altro giacimento portante del Paese

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Cosa accadrà in Libia dopo che Haftar ha liberato Sharara?

Il più grande giacimento di petrolio del Paese aveva smesso di operare nel dicembre scorso, dopo una serie di attacchi armati. Ora sarebbe pronto a riprendere la produzione ma è evidente che se ciò dovesse accadere muterebbero i rapporti di forza…

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Libia, chi sta lanciando la campagna per proteggere il sud dalle milizie

Dai paramilitari di stanza Bengasi, guidati da Ahmed al-Mesmari, ecco l’azione per “eliminare bande, terroristi e criminali dello Stato islamico”. Le truppe rispondono al feldmaresciallo Haftar e la reazione si intreccia con il trasferimento di diverse unità della Lna da Bengasi a Sabha

Libia, ancora violenza sulla strada che porta ad elezioni?

Le crescenti ostilità nella città petrolifera di Derna stanno diventando una fonte di preoccupazione, ha detto il Coordinatore umanitario delle Nazioni Unite. Parole che si incastrano nelle certezze di Salamè: elezioni parlamentari “già nella prossima primavera”

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Libia, non solo petrolio. Ecco perché il referendum si avvicina

I vertici delle commissioni elettorali libiche confermano: ultimato il 90% dei preparativi, ora manca solo la liquidità necessaria. Dunque l’accelerazione è possibile, ma vanno valutati due elementi. Le mire esterne sui pozzi e la strategia legata a Noc

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Dal petrolio agli scontri armati. Le spine che agitano la Libia

Otto persone sono morte vicino a Msallata, mentre al mix di disagio sociale si somma il caso del giacimento di Sharara (da 315.000 barili di petrolio al giorno). Secondo la Noc la sua chiusura sta costando al paese 32,5 milioni di dollari al giorno in entrate perse.