Dopo l'uscita di scena di John Bolton (in disaccordo con il presidente su molti argomenti), O'Brien è il quarto consigliere per la sicurezza nazionale di Trump in tre anni, e ricoprirà un ruolo importante per gli sviluppi futuri della presidenza e dell’azione degli Stati Uniti su vari dossier internazionali

È quello di Robert O’Brien il nome scelto dal presidente Usa Donald Trump per sostituire, come consigliere per la sicurezza nazionale, il ‘falco’ John Bolton.

IL PROFILO DI O’BRIEN

O’Brien, 53 anni – ha detto lo stesso tycoon via Twitter, annunciandone la nomina – attualmente ricopre il delicato incarico di inviato speciale del presidente per le questioni riguardanti gli ostaggi americani, presso il Dipartimento di Stato.
Scelto da Trump per ricoprire questo ruolo di mediatore creato nel 2015 dal presidente Obama per rispondere agli appelli delle famiglie di americani che venivano catturati e decapitati dai jihadisti dell’Isis, O’Brien, dopo aver creato uno studio legale a Los Angeles, ha lavorato agli affari esteri per molti presidenti. George W. Bush lo nominò nel 2005 rappresentante all’Assemblea delle Nazioni Unite (dove lavorò al fianco dello stesso Bolton. Tra le altre cose è stato consigliere dei candidati presidenziali Mitt Romney, Scott Walker e Ted Cruz.

I DOSSIER CHE LO ASPETTANO

Dopo l’uscita di Bolton (in disaccordo con il presidente su molti dossier, tra i quali i negoziati con la Corea del Nord e la gestione delle tensioni con l’Iran), O’Brien è il quarto consigliere per la sicurezza nazionale di Trump in tre anni – gli altri erano stati Michael Flynn e H.R. McMaster -, e ricoprirà un ruolo importante per gli sviluppi futuri della presidenza, delle prossime elezioni e dell’azione degli Stati Uniti su vari dossier internazionali.
Tra questi, aveva notato Formiche.net nelle scorse settimane, c’è quello afghano: Bolton è uscito di scena in un momento in cui Trump stava spingendo, in mezzo a tira e molla, un piano per chiudere un accordo di pace con i Talebani (poi rimesso in stand-by dopo attentati a Kabul) e abbandonare parzialmente il Paese. Una decisione che l’ex ambasciatore Usa all’Onu riteneva sbagliata per ragioni collegate al peso che il terrorismo assiepato nell’area ha tutt’ora, a 18 anni esatti dall’11 settembre 2001.

GLI ALTRI NOMI

Proprio ieri, parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One, l’inquilino della Casa Bianca aveva rivelato che era in corso una ‘gara’ a cinque e che i papabili per il delicato incarico erano quelli di Fred Fleitz (ex analista), Lisa Gordon-Haggerty (a capo della National nuclear security administration, l’agenzia del dipartimento dell’Energia responsabile della costruzione e della manutenzione delle armi nucleari della nazione), Keith Kellogg (consigliere per la sicurezza nazionale del vicepresidente Mike Pence e tenente generale dell’esercito in pensione), Ricky Waddell (assistente del capo dello Stato maggiore congiunto delle forze armate statunitensi) e O’Brien che l’ha poi spuntata.

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