Nasce il comitato Programma per l’Italia presieduto dall’economista Carlo Cottarelli. A promuoverlo, tra gli altri, Azione di Carlo Calenda, +Europa di Benedetto Della Vedova ed Emma Bonino e una ventina di personalità dell’area liberal-democratica e riformista. Per ora si concentreranno sui contenuti ma mai dire mai per il futuro. Per ora fuori Marco Bentivogli: “Iniziativa positiva, ma no ai veti”

L’effetto di Mario Draghi sulla politica italiana si fa sentire anche al centro. E’ di queste ore la notizia di un primo tentativo di ricostituzione dell’area liberal-democratica e riformista con la nascita di quello che è stato chiamato comitato Programma per l’Italia che sarà presentato domani in conferenza stampa. Lo presiederà l’economista Carlo Cottarelli (qui la sua ultima intervista a Formiche.net) che ne ha parlato per la prima volta domenica scorsa ospite di Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa.

Ma chi ne farà parte? E con quali obiettivi? Per il momento pare potersi dire che si concentrerà sull’elaborazione di contenuti e di proposte per affrontare questa nuova fase che si è appena aperta ma nel medio termine non è affatto escluso che possa condurre a qualcosa di più, alla nascita di un soggetto politico in qualche modo unitario. Come sembra potersi desumere dalle dichiarazioni di Carlo Calenda, che ieri su Twitter ha condiviso il video di Cottarelli da Fazio con parole quantomeno di prospettiva e apertura.

Azione di Calenda e di Matteo Richetti sarà dunque uno degli assi su cui poggerà il nuovo comitato presieduto da Cottarelli. Ma non solo. Sicuramente un contributo in tal senso è arrivato e continuerà ad arrivare da +Europa come lo stesso economista ha ricordato in televisione. E quindi Emma Bonino, il segretario Benedetto Della Vedova, da poco tornato al ministero degli Esteri dopo l’esperienza tra il 2014 e il 2018, e la presidente Simona Viola. Inoltre saranno della partita anche, tra gli altri, Oscar Giannino, Alessandro De Nicola, Carlo Alberto Carnevale Maffè, Alberto Pera, Giuliano Cazzola e Silvia Enrico.

In totale una squadra di una ventina tra manager, professori universitari, esponenti politici, giornalisti ed esperti che, secondo quanto riferito da Cottarelli, si occuperanno di “produrre idee e soprattutto una visione del mondo”. Proposte che dovranno “essere tra loro coerenti” e che “qualcuno porterà poi avanti”. Di fatto quindi un coordinamento sui contenuti tra persone con sensibilità e opinioni simili che non escludono di costruire insieme una nuova casa politica. Anche se l’economista al momento ha smentito ambizioni in tal senso: “Io per ora non ho nessuna intenzione di scendere in politica, se poi le cose cambieranno vedremo, ma si danno idee, non ci si candida. Mai dire mai”.

In quest’ottica ha sorpreso un po’ che all’iniziativa non abbia ufficialmente aderito, almeno per ora, Marco Bentivogli, che qualche mese fa ha lanciato insieme ad altre personalità Base Italia, del cui direttivo peraltro fa parte lo stesso Cottarelli. Raggiunto telefonicamente da Formiche, l’ex segretario generale della Fim Cisl ha detto “di valutare positivamente questa nuova niziativa”, ma ha aggiunto “di essere contrario alla logica dei veti”. “Occorre costruire una costituente riformista aperta anche al Partito Democratico, a Italia Viva ed eventualmente a Mara Carfagna“, ha commentato ancora Bentivogli, che di certo comunque si porrà in una posizione di dialogo e di ascolto nei confronti del Comitato per il programma presieduto da Cottarelli.

Parole che confermano la sensazione per cui questa nuova realtà – al momento, lo ripetiamo, focalizzata soprattutto sui contenuti – appaia nel caso destinata a muoversi dal punto di vista politico non tanto nel centrosinistra del panorama nazionale, quanto più propriamente al centro, con uno sguardo rivolto anche verso le formazioni liberali e popolari che oggi militano nel centrodestra. Semplificando al massimo, sulla scia dell’agenda di Draghi che evidentemente, con il suo arrivo a Palazzo Chigi, ha già scompaginato il quadro e lanciato la corsa a raccoglierne la possibile eredità politica. Qualcuno ci riuscirà?

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