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Ue-India, non solo commercio. Cosa dice la partnership Bruxelles-Delhi sulla difesa

L’Unione europea e l’India hanno firmato la prima Security and Defence Partnership per esplorare nuovi allineamenti securitari. L’accordo apre anche alla collaborazione industriale, con Nuova Delhi potenzialmente integrata nei programmi di riarmo europei. Pur non vincolante, l’intesa segna un passo significativo nella strategia europea nell’Indo-Pacifico e pone le basi per una partnership pragmatica costruita su interessi convergenti

A margine del vertice che ha visto la firma dell’accordo commerciale Ue-India, l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri, Kaja Kallas, e il ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar, hanno firmato la Security and Defence Partnership, il primo accordo onnicomprensivo in materia di sicurezza e difesa tra Bruxelles e Nuova Delhi. L’intesa arriva in un momento di profonda revisione degli equilibri strategici globali e prepara la strada all’ingresso formale dell’India nei calcoli di sicurezza europei.

La struttura dell’accordo

La Security and Defence Partnership non è un trattato vincolante dal punto di vista legale, ma stabilisce un framework articolato di dialoghi e meccanismi di consultazione che dovrebbero porre le basi per future iniziative congiunte. Il documento prevede innanzitutto l’utilizzo del dialogo strategico annuale a livello ministeriale tra l’Alto rappresentante Ue e il ministero degli Esteri indiano, con sicurezza e difesa come componenti chiave dell’agenda. A questo si affianca l’elevazione delle consultazioni esistenti in materia di sicurezza e difesa a un vero e proprio dialogo annuale Ue-India, che discuterà l’ambiente strategico complessivo e le sfide condivise.

La partnership si articola poi su una serie di dialoghi settoriali già esistenti ma che vengono così rafforzati e istituzionalizzati: sicurezza marittima, cybersecurity, contrasto al terrorismo, non proliferazione e disarmo, sicurezza dello spazio. A questi si aggiunge il dialogo dedicato all’Indo-Pacifico, probabilmente destinato a diventare uno snodo cruciale della cooperazione euro-indiana sul lungo termine. Il sistema prevede inoltre che i contenuti della partnership vengano rivisti regolarmente nel quadro del dialogo sulla sicurezza e difesa, con l’obiettivo di fare il punto sui progressi, dare nuovo impulso e alimentare gli incontri a livello ministeriale e i vertici. Questo aspetto, se non altro, lascia intendere un approccio che non si limita agli annunci pubblici ma che contempla anche strumenti di verifica e assessment dei risultati nel corso del tempo. 

Sicurezza marittima e Indo-Pacifico

L’asse portante della partnership è rappresentato dalla cooperazione in ambito marittimo, settore dove l’interesse convergente tra Ue e India trova la sua espressione più concreta. Il documento prevede il rafforzamento della cooperazione operativa, dalle esercitazioni congiunte allo scambio di informazioni per la situational awareness nella regione. Un passaggio particolarmente significativo riguarda la cooperazione per contrastare le minacce emergenti alla sicurezza marittima, comprese le minacce alle infrastrutture sottomarine critiche. Il riferimento, benché non esplicito, è chiaramente riferito ai sabotaggi dei gasdotti Nord Stream. L’intesa prevede inoltre una cooperazione rafforzata tra la Marina indiana e le operazioni Atalanta e Aspides, in particolare riguardo il contrasto alla pirateria e alla difesa del principio di libertà della navigazione.

Cyber, IA e minacce ibride

Il testo dell’accordo dedica ampio spazio ai domini non tradizionali. Sul fronte cyber, la partnership prevede l’approfondimento del dialogo già esistente sul panorama delle minacce alla cybersecurity, sui rispettivi quadri normativi e sulla cooperazione per le risposte diplomatiche alle attività cibernetiche malevole. Significativo l’impegno a coordinare gli sforzi di capacity building nel settore cyber e a cooperare a livello multilaterale, regionale e bilaterale, in particolare sulla promozione del quadro delle Nazioni Unite sul comportamento responsabile degli Stati nel cyberspazio. L’intelligenza artificiale e le Emerging Disruptive Technologies (Edt) rappresentano un capitolo a sé. L’Ue e l’India si impegneranno da adesso a scambiare opinioni riguardo l’impatto dell’IA ed Edt sulla sicurezza e la difesa, e a coordinarsi per affrontare le questioni relative alla governance globale e all’uso responsabile dell’intelligenza artificiale. Le minacce ibride, tema particolarmente sensibile per l’Europa, trovano spazio nell’accordo con un impegno a rafforzare gli scambi e condividere best practices per lo sviluppo di strategie e politiche per contrastare queste minacce. Un passaggio analogo è dedicato alla protezione delle infrastrutture critiche.

L’industria indiana entra nel mercato europeo?

Uno degli aspetti potenzialmente più rilevanti della partnership riguarda la cooperazione industriale. L’accordo prevede che Unione europea e India si consultino sulle rispettive iniziative di difesa ed esplorino, laddove vi siano interesse reciproco e allineamento delle priorità, la possibilità di includere Nuova Delhi nei programmi di riarmo europei. A tal proposito, il candidato ideale risulta essere il programma, dal valore di 150 miliardi di euro in prestiti garantiti dalla Commissione, noto come Security action for Europe (Safe), che consente l’approvvigionamento congiunto di equipaggiamenti per la difesa in partnership con l’Ucraina, gli Stati membri dell’European free trade association (Efta) e i Paesi terzi che abbiano sottoscritto un accordo ad hoc con l’Ue.

Il primo ministro Narendra Modi ha sottolineato che l’India rappresenta un’alternativa valida per la produzione di piattaforme di difesa, capace di offrire alle aziende europee “un buon rapporto qualità-prezzo”. Per l’industria della difesa indiana, si tratta di un’opportunità senza precedenti. L’Europa, impegnata in un poderoso processo di riarmo e alla ricerca di nuovi partner, rappresenta un mercato enorme e sofisticato. Fonti industriali indiane, riportate da Business Standard, hanno confermato che negli ultimi mesi diversi Paesi europei hanno firmato lettere di intenti con produttori indiani, in particolare nel settore delle munizioni, spingendo le aziende ad espandere la propria capacità produttiva. La partnership potrebbe quindi tradursi in contratti significativi per i produttori indiani, sia pubblici sia privati, in particolare per le munizioni di artiglieria, settore in cui l’India ha sviluppato capacità considerevoli.

Prospettive e limiti di una partnership asimmetrica

L’India è il nono Paese a firmare una partnership sulla sicurezza e la difesa con l’Ue, dopo Moldavia, Norvegia, Corea del Sud, Giappone, Macedonia del Nord, Regno Unito, Albania e Canada. Tuttavia, il contesto geopolitico e le dimensioni dell’economia e delle Forze armate di Nuova Delhi conferiscono a questo accordo un peso specifico maggiore rispetto ai precedenti. L’India rappresenta non solo un partner regionale, ma una potenza emergente di stazza continentale, con interessi che si estendono dall’Oceano Indiano al continente africano, dall’Asia centrale al Sud-est asiatico. Nonostante l’enfasi posta dai leader sui valori condivisi quali democrazia, diritti umani, pluralismo, Stato di diritto e ordine internazionale basato sulle regole, permangono divergenze significative. L’accordo è stato firmato nonostante le differenze tra India e Ue su temi come la guerra in Ucraina, dove Nuova Delhi ha mantenuto una posizione di sostanziale neutralità, astenendosi dalle sanzioni occidentali contro Mosca e continuando ad acquistare petrolio russo a prezzi scontati.

Tuttavia, come dimostrato dalla firma dell’accordo, entrambe le parti hanno scelto di mettere da parte queste divergenze in favore di una cooperazione pragmatica in aree dove gli interessi convergono. Questo approccio riflette il riconoscimento che in un mondo multipolare sempre più complesso e frammentato, le partnership non richiedono necessariamente un allineamento completo, ma possono essere costruite su singoli interessi condivisi. Ad esempio, entrambi gli attori puntano a sviluppare un certo grado di autonomia strategica nei rispettivi comparti difesa (l’Europa dagli Stati Uniti e l’India dalla Russia) e, allo stesso modo, entrambi fanno i conti con un vicino ingombrante ai propri confini (Mosca per Bruxelles, Pechino per Nuova Delhi). Il successo di questa iniziativa dipenderà adesso dalla capacità di tradurre il framework in iniziative concrete e dalla capacità di gestire le inevitabili tensioni che emergeranno quando gli interessi divergeranno. Un primo test sarà rappresentato proprio dall’effettiva partecipazione dell’industria indiana alle iniziative europee.


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