La crisi nel Golfo e le tensioni attorno allo Stretto di Hormuz spingono Italia e India a rafforzare il coordinamento diplomatico su energia, mercati e sicurezza delle rotte. Il dialogo tra i ministri Tajani e Jaishankar e le parole dell’ambasciatore Bartoli mostrano una convergenza strategica che guarda anche al corridoio Imec come alternativa alle rotte più esposte
La crisi in corso in West Asia – con gli effetti geoeconomici e securitari connessi alle operazioni militari di Israele e Usa contro l’Iran, e la rappresaglia di quest’ultimo sulla regione asiatica occidentale – sta spingendo un’intensificazione del coordinamento diplomatico internazionale su sicurezza energetica, stabilità dei mercati e libertà di navigazione. In un contesto in cui le tensioni regionali minacciano alcuni dei principali chokepoint del commercio globale, dallo Stretto di Hormuz al corridoio del Mar Rosso, non poteva mancare il dialogo tra Roma e Nuova Delhi, sempre più allineate nella ricerca di una de‑escalation e nella difesa delle catene di approvvigionamento energetico che tagliano l’Indo-Mediterraneo.
Il tema è stato al centro di una conversazione telefonica tra il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, e il suo omologo indiano, Subrahmanyam Jaishankar. Secondo quanto emerso dal colloquio di ieri sera, i due ministri hanno discusso dei rischi che eventuali interruzioni lungo Hormuz potrebbero rappresentare per la sicurezza energetica e per la stabilità economica sia dell’Europa sia dell’India. Tajani ha sottolineato come perturbazioni lungo questa rotta marittima strategica rappresentino “un serio rischio per la sicurezza energetica e la stabilità economica” delle due aree.
Italia e India condividono inoltre la necessità di promuovere iniziative diplomatiche capaci di ridurre le tensioni, proteggere i cittadini presenti nella regione e salvaguardare la libertà di navigazione lungo le principali rotte energetiche globali.
Questa convergenza strategica è stata evidenziata anche dall’ambasciatore italiano in India, Antonio Bartoli, che in un’intervista all’agenzia IANS ha ribadito oggi come Italia e India condividano “le stesse priorità” di fronte al conflitto in West Asia – definizione geopolitica che supera il concetto di Medio Oriente, come spiegato a Formiche.net da Mohammed Soliman. “Dobbiamo incoraggiare la de‑escalation, il dialogo diplomatico e la pacificazione per fermare la guerra il prima possibile”, ha affermato Bartoli.
Per il diplomatico italiano, il conflitto non rappresenta soltanto una questione di sicurezza regionale ma produce effetti diretti sull’economia globale. “Speriamo che questa guerra possa essere conclusa il prima possibile e che possiamo continuare a far prosperare il commercio e l’economia, e siamo molto fiduciosi nell’accordo di libero scambio tra Europa e India come impulso per il commercio e anche per gli investimenti, e per gli investimenti qui [in India]”, ha evidenziato. Un aumento prolungato dei prezzi del petrolio – attualmente oltre la soglia dei 100 dollari al barile – avrebbe ripercussioni immediate su trasporti, assicurazioni e prezzi al consumo.
Bartoli ha inoltre sottolineato il crescente peso dell’India sulla scena internazionale, definendola un attore “stabile e saggio in ogni circostanza” e un partner sempre più rilevante non solo nelle catene globali del valore ma anche nel dialogo geopolitico.
Nel medio periodo, la crisi potrebbe rafforzare la rilevanza strategica di corridoi commerciali alternativi. Tajani ha richiamato in questo contesto l’importanza dell’India‑Middle East‑Europe Economic Corridor (Imec), progetto infrastrutturale destinato a collegare India, Medio Oriente ed Europa attraverso nuove rotte logistiche ed energetiche.
Roma intende accelerare questa dimensione di cooperazione. Il 17 marzo Trieste ospiterà infatti un’iniziativa politico‑economica dedicata proprio all’Imec, con l’obiettivo di rafforzare i collegamenti commerciali, digitali ed energetici tra Europa e India in un momento in cui la geopolitica delle rotte commerciali torna a essere centrale per la stabilità dell’economia globale.
















