Mirai Robotics e Aura Aero hanno avviato una partnership per sviluppare capacità autonome integrate tra dominio aereo e marittimo, combinando software di autonomia distribuita e piattaforme aeronautiche. L’intesa prevede scenari dimostrativi congiunti e guarda ad applicazioni civili e militari, nel quadro di un rafforzamento delle tecnologie europee nei settori dei sistemi coordinati e della minore dipendenza da fornitori extra-Ue
Mirai Robotics e Aura Aero hanno avviato una partnership per integrare capacità autonome nei domini aereo e marittimo. L’accordo, annunciato a Eurosatory 2026, punta a combinare il software sviluppato dall’azienda italiana con le piattaforme aeronautiche del gruppo francese, in vista di applicazioni civili e militari.
Il progetto prevede la realizzazione di scenari dimostrativi congiunti e nasce nel quadro del rafforzamento delle capacità tecnologiche europee, in settori nei quali resta elevata la dipendenza da fornitori extra-Ue.
Dalle piattaforme ai sistemi coordinati
Mirai Robotics, con sede a Bari, sviluppa software di autonomia distribuita in grado di collegare mezzi nuovi, sistemi già operativi e tecnologie di terze parti. Aura Aero, con sede a Tolosa, progetta invece velivoli elettrici e ibridi e piattaforme modulari per sorveglianza, addestramento e operazioni tattiche.
L’integrazione riguarderà anche Enbata, il drone Male – Medium-altitude long-endurance — sviluppato da Aura M, controllata del gruppo francese dedicata alla difesa. L’obiettivo è consentire a mezzi e sensori diversi di operare come parti di una stessa architettura.
“Combinando il know-how aeronautico di Aura Aero con l’esperienza di Mirai nell’autonomia distribuita, puntiamo a sviluppare capacità in grado di operare tanto in ambito aereo quanto marittimo”, ha spiegato Stéphane Mille, presidente di Aura M.
La protezione dei domini aereo e marittimo
La collaborazione si concentra su due ambienti considerati sempre più esposti. Via mare transitano gran parte del commercio europeo e del traffico Internet internazionale, mentre nei cieli europei sono aumentate le incursioni di sistemi autonomi nei pressi di aeroporti e installazioni militari.
Secondo le due aziende, la risposta richiede strumenti distribuiti, capaci di coordinare più piattaforme e di operare contemporaneamente in domini differenti.
“La decisione va presa ora: cavalcare quest’onda e governarla, oppure subirla”, ha affermato Luciano Belviso, fondatore e amministratore delegato di Mirai Robotics. Per Belviso, un ruolo rilevante spetta alle collaborazioni tra imprese con competenze complementari, chiamate a trasformare la ricerca in sistemi utilizzabili su scala più ampia.
Le prossime dimostrazioni
Le due società stanno preparando le prime dimostrazioni delle capacità integrate, che saranno presentate progressivamente a interlocutori istituzionali e industriali europei.
L’accordo non indica ancora programmi operativi, commesse o tempi di entrata in servizio. Segna però l’avvio di una collaborazione industriale centrata sull’integrazione tra piattaforme aeree, sistemi marittimi e software autonomi di progettazione europea.
















