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La scommessa britannica sugli acquisti militari congiunti. Starmer prepara la proposta per Monaco

Alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco il premier britannico Keir Starmer si prepara a presentare un’iniziativa per l’acquisizione congiunta di armamenti tra Regno Unito e alleati occidentali. Il progetto punta a ridurre i costi del riarmo e a favorire una standardizzazione de facto delle capacità militari, in un momento in cui Londra deve conciliare ambiziosi piani di modernizzazione con un pesante vincolo di bilancio

La Conferenza sulla sicurezza di Monaco che si aprirà nelle prossime ore potrebbe fungere da sfondo per il lancio di una nuova iniziativa comune tra Paesi dell’Europa occidentale nell’ambito delle politiche di difesa. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, il premier britannico Keir Starmer si starebbe preparando a presentare pubblicamente nella giornata di sabato un piano per l’acquisizione congiunta di sistemi d’arma tra la Gran Bretagna e i suoi alleati, piano che poi discuterà anche in occasione dei vari incontri bilaterali con i leader dei suddetti Paesi a margine della Conferenza. Starmer ha già espresso opinione favorevole rispetto a un’eventuale adesione di Londra al Security Action for Europe, ma non ha escluso che siano perseguibili altre strade.

Se realizzato, un progetto simile avrebbe delle conseguenze concrete per le forze armate degli attori coinvolti. La prima e più ovvia è la netta riduzione dei costi data dalle economie di scala che permetterebbe a ciascun attore di ottenere un quantitativo maggiore di hardware militare investendo un ammontare di risorse inferiore. Ma la cosa forse più importante è che seguire queste logiche “costringerebbe” gli apparati della difesa dei Paesi parte dell’iniziativa a realizzare una standardizzazione de facto, quantomeno rispetto agli asset toccati dal piano di collaborazione. Un passo significativo e necessario per un’ulteriore integrazione tra le forze armate europee.

L’aspetto economico ha una rilevanza fondamentale per la Gran Bretagna in questo momento. Londra sta infatti portando avanti un ambizioso piano di modernizzazione delle proprie forze armate in tutti i domini di riferimento (basta pensare al progetto di una forza di terra “20-40-40” proposto nel land warfare concept dello scorso anno o alle velleità di sviluppo tecnologico nel dominio undewater espresse dalla Royal Navy), spinta anche dalla decisione presa dai Paesi Nato al summit dell’Aia di alzare le spese della difesa al 5% del Pil. Allo stesso tempo, però, la leadership britannica deve trovare un modo per superare un buco nero nei finanziamenti alla difesa del Regno Unito che potrebbe raggiungere i 28 miliardi di sterline nel prossimo decennio.

“Ci impegniamo ad approfondire la cooperazione con i nostri alleati per scoraggiare e contrastare le minacce, rafforzando anche l’impegno incrollabile del Regno Unito nei confronti della Nato” ha dichiarato un portavoce del Tesoro britannico al Financial Times.

Ancora non ci sono indizi su come la platea di leader presente alla kermesse di Monaco risponderà alla proposta di Starmer, ma alcuni segnali di apertura verso idee simili sono già state registrate in passato, ad esempio dal gruppo di partiti olandesi che sta lavorando a formare un governo di coalizione nel Paese. Ma, più in generale, nella particolare condizione politica di oggi non è da escludere che l’input del premier britannico troverà terreno fertile tra i rappresentanti europei.


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