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Piano Mattei, verifica riuscita. Il vertice di Addis Abeba visto da Ragazzi (Ispi)

Il vertice Italia-Africa di Addis Abeba ha segnato un momento di verifica politica del Piano Mattei due anni dopo il lancio, evidenziandone l’operatività e l’internazionalizzazione, spiega Lucia Ragazzi (Ispi). Più che nuovi annunci, l’incontro — con la partecipazione di Giorgia Meloni ai lavori dell’Unione Africana — ha puntato a consolidare il dialogo con i partner africani e a ribadire la convergenza tra priorità italiane, europee e africane

“Il vertice di Addis Abeba si preannunciava come un momento per fare il punto sull’andamento del Piano Mattei due anni dopo il suo lancio. Così è stato, e più che ad annunciare nuove iniziative specifiche lo spazio è stato dato a guardare a quanto fatto principalmente su due filoni”, l’essere operartivi e l’internazionalizzazione, commenta Lucia Ragazzi, research fellow dell’Africa Programme dell’Ispi, con Formiche.net.

Per Ragazzi, “il primo è quello del ‘essere andati operativi’ nell’impalcatura del piano in termini di progetti e struttura di finanziamento; il secondo è quello dell’internazionalizzazione del piano (un obiettivo dichiarato dell’anno appena trascorso). L’essenza è comunque quella di un momento di incontro politico con le controparti, significativamente in terra africana, rimarcando l’ottica del coinvolgimento più volte rivendicata in questi due anni”.

Il Summit Italia-Africa di Addis Abeba, ospitato alla vigilia dei lavori dell’Unione Africana, ha riunito capi di Stato e di governo, rappresentanti delle istituzioni africane e partner internazionali con l’obiettivo di consolidare il dialogo politico e operativo avviato con il Piano Mattei. L’incontro ha rappresentato la prima edizione svolta nel continente africano, scelta interpretata da Roma come un segnale di pari dignità e di co-progettazione con i partner africani.

Al centro dei lavori, temi già individuati come prioritari dall’iniziativa italiana: energia, infrastrutture, agricoltura sostenibile, formazione e gestione dei flussi migratori, con un forte richiamo alla necessità di mobilitare investimenti pubblici e privati e di coordinarsi con strumenti europei come il Global Gateway.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato anche alla riunione dell’Unione Africana, sottolineando l’intenzione dell’Italia di rafforzare una partnership strategica di lungo periodo con il continente e di sostenere un approccio che privilegi sviluppo economico, sicurezza e stabilità regionale.

Nel suo intervento ha insistito sulla volontà di superare logiche assistenzialistiche in favore di cooperazioni paritarie e orientate ai risultati, evidenziando il ruolo dell’Italia come ponte tra Europa, Mediterraneo e Africa. La presenza italiana ai lavori dell’organizzazione panafricana è stata letta come un tentativo di inserire il Piano Mattei in un quadro multilaterale più ampio, rafforzandone la dimensione internazionale.

“Ci sono stati riferimenti a iniziative e settori prioritari su cui concentrare gli sforzi futuri, sostanzialmente in linea di continuità con i progetti avviati fino ad ora, e ad appuntamenti futuri, ma in generale l’accento è andato sul rimarcare lo stato di salute dei rapporti e sul mettere in luce gli aspetti di compatibilità tra priorità italiane (e, per estensione, europee) e africane”, conclude Ragazzi.


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