Dai documenti depositati alla Sec emerge che il tycoon vuole evitare di commettere gli errori del passato, come con Tesla. Più potere per lui e meno per gli investitori, così da evitare problemi. Il magnate gioca sulla sua indispensabilità
Un unico uomo al comando. O almeno è quello che emerge da alcuni documenti letti da Reuters riguardo l’Ipo di SpaceX, dentro cui Elon Musk è leader indiscusso. Nelle carte c’è scritto che l’unico che può licenziarlo è lo stesso Musk, visto che manterrà il controllo della maggioranza. Non solo. Forti limitazioni sono previste anche per gli investitori, che non potranno più contestare le decisioni della direzione o proporre votazioni su qualche argomento, né intentare cause legali. Diventando di fatto il primo a suggerire questa idea. Il pericolo per gli investitori è che anche altre aziende che decidono di quotarsi in Borsa seguano l’esempio di Musk. Una su tutte, OpenAI, che sta pensando di accordarsi a SpaceX e presentare domanda nella seconda metà dell’anno.
La ragione di tutto questo accentramento di potere, sostengono alcuni esperti, sta nel fatto che Musk non vuole commettere gli errori del passato. L’esempio concreto è Tesla. La proposta di un pacchetto retributivo da oltre 40 miliardi di dollari per il tycoon aveva ricevuto le critiche degli investitori dall’azienda automobilistica. Espresse in una lettera molto dura, in cui accusavano Musk di essere un amministratore delegato a mezzo servizio, troppo impegnato a badare a tutte le sue aziende.
Allo stesso tempo, però, l’operazione evidenzia anche l’onnipotenza di Musk. Proprio gli investitori di Tesla lo incensano, pensando che sia l’uomo venuto dal futuro. “Senza Elon”, sostengono, sarebbe impossibile arrivare a determinati risultati. Così come far schizzare il valore delle imprese che gestisce. Dal 2017, ricorda sempre Reuters, le azioni dell’azienda sono passate da 17 dollari a quasi 390 dollari. Sempre dai documenti depositati da SpaceX alla Security and Exchange Commission (SEC), si legge che il compenso per il suo proprietario è legato ad altri due obiettivi a dir poco ambiziosi: il lancio di data center spaziali e lo sbarco su Marte, con annessa colonizzazione del Pianeta Rosso. Per adesso, l’imprenditore si limita – si fa per dire – a investire 55 miliardi per la realizzazione della mega fabbrica di chip che dovrebbe sorgere in Texas, Terafab.
L’Ipo di SpaceX sarebbe inoltre la più alta di sempre. L’azienda spaziale vuole racimolare 75 miliardi di dollari per ottenere una capitalizzazione di 1.700 miliardi. Salire sul carro adesso, insomma, potrebbe essere conveniente. Per cui più di qualche investitore sarà disposto a chiudere un occhio sulle limitazioni imposte da Musk.
















